{"id":1000031837,"date":"2026-06-01T08:32:32","date_gmt":"2026-06-01T11:32:32","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031837"},"modified":"2026-06-01T08:32:34","modified_gmt":"2026-06-01T11:32:34","slug":"leuropa-va-verso-una-guerra-commerciale-con-la-cina-e-ancora-non-lo-sa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031837","title":{"rendered":"L\u2019Europa va verso una guerra commerciale con la Cina, e ancora non lo sa"},"content":{"rendered":"\n<p>Kaja Kallas ha scelto il registro della medicina d\u2019urgenza per descrivere il problema. Alla conferenza Lennart Meri di Tallinn, la responsabile della politica estera dell\u2019Unione Europea ha detto che l\u2019Europa sa gi\u00e0 come si chiama la malattia; il nodo \u00e8 la terapia. Il problema, nella metafora di Kallas, \u00e8 la Cina. L\u2019uscita non \u00e8 piaciuta a tutti. Cinque governi europei hanno protestato per le vie diplomatiche, la portavoce della Commissione ha precisato che quelle parole non rappresentano la posizione ufficiale di Bruxelles, e un funzionario anonimo ha liquidato la cosa con una frase lapidaria: i diplomatici non parlano cos\u00ec. Ma la brutalit\u00e0 della metafora tradisce qualcosa di reale: il panico, sostanzialmente. \u201cC\u2019\u00e8 un senso di collasso imminente dell\u2019industria\u201d, ha detto Jeromin Zettelmeyer, direttore del think tank Bruegel, scegliendo parole non molto pi\u00f9 sobrie di quelle di Kallas. I numeri danno ragione all\u2019allarme, scrive il New York Times. Nel primo trimestre del 2026 le importazioni cinesi in Europa sono cresciute bruscamente, portando il deficit commerciale dell\u2019Unione a livelli record. Gi\u00e0 nel 2025 il saldo negativo aveva sfiorato i 420 miliardi di dollari. La Cina \u00e8 il primo fornitore di merci del blocco, con una quota che supera il 21 per cento di tutto l\u2019import extra-europeo. Le auto elettriche sono il caso pi\u00f9 visibile. I produttori cinesi, alle prese con una domanda interna in calo e con i dazi americani che tagliano fuori il loro principale mercato alternativo, hanno dirottato volumi enormi verso l\u2019Europa, dove i consumatori nel frattempo sono diventati pi\u00f9 sensibili al tema ambientale, spinti anche dall\u2019aumento dei prezzi del carburante legato alla guerra in Medio Oriente. La dipendenza non riguarda solo i beni di consumo. L\u2019anno scorso Pechino ha bloccato per due volte le esportazioni di terre rare e magneti in risposta ai dazi americani, e il blocco ha colpito duramente anche l\u2019industria europea, che di quei materiali ha bisogno per produrre tecnologia avanzata e impianti di energia rinnovabile. L\u2019interruzione ha reso plasticamente visibile quanto le catene di approvvigionamento del continente siano esposte alle decisioni di un singolo governo straniero. Ad aprile Pechino ha poi introdotto nuove norme che consentono alle autorit\u00e0 cinesi di esaminare i registri aziendali, interrogare dipendenti e impedire a dirigenti di lasciare il paese se sospettati di stare spostando la produzione altrove. La Camera di commercio europea in Cina ha definito la misura potenzialmente devastante. L\u2019Europa risponde con una combinazione di retorica e provvedimenti parziali. Macron insiste perch\u00e9 l\u2019Unione adotti strumenti di protezione industriale analoghi a quelli americani. La Spagna \u2013 tradizionalmente pi\u00f9 dialogante con Pechino \u2013 ha firmato insieme a Francia, Italia, Lituania e Paesi Bassi un documento che chiede misure aggressive contro i partner con \u201cesuberi strutturali di capacit\u00e0 produttiva\u201d, formula che non cita la Cina ma non lascia spazio a interpretazioni. L\u2019Industrial Accelerator Act, la proposta di politica industriale pi\u00f9 ambiziosa in discussione, escluderebbe di fatto le aziende cinesi da alcuni sussidi chiave, favorendo i produttori europei di veicoli elettrici. Pechino ha gi\u00e0 risposto definendo il piano protezionistico e minacciando ritorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Basile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kaja Kallas ha scelto il registro della medicina d\u2019urgenza per descrivere il problema. 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