{"id":1000031803,"date":"2026-06-01T08:04:20","date_gmt":"2026-06-01T11:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031803"},"modified":"2026-06-01T08:04:22","modified_gmt":"2026-06-01T11:04:22","slug":"e-ora-senza-sinner-chi-lo-vince-il-roland-garros","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031803","title":{"rendered":"E ora, senza Sinner, chi lo vince il Roland Garros?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Roland Garros \u00e8 diventato di colpo \u2013 con un trauma \u2013 una democrazia. Per quasi tre anni il tennis maschile ha funzionato come una monarchia duale: Sinner e Alcaraz decidevano chi vinceva, il resto del mondo compilava il tabellone. Po uno si \u00e8 fatto male, e l\u2019altro ha perso quando aveva gi\u00e0 vinto, preso da un malore indefinibile. Il passo successivo all\u2019elaborazione del lutto italiano per l\u2019occasione storica persa dal nostro campione \u00e8: chi vince adesso lo Slam su terra rossa? Ci chiediamo chi sar\u00e0 il prossimo re, con l\u2019aria leggermente frastornata di chi non ricordava pi\u00f9 nemmeno come si elegge, un nuovo re del tennis.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i bookmakers Zverev \u00e8 in pole a 2,75 su Planetwin365, seguito da Djokovic: il 25esimo Major di Nole si gioca a 4,50. Poi c\u2019\u00e8 Jodar (8,00) e Ruud (8,50). L\u2019Italia si aggrappa all\u2019esperienza di Berrettini, dato vincente a 33,00 e a Flavio Cobolli, outsider a 21,00. Occhio anche a Matteo Arnaldi, offerto a 31,00.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima volta che uno Slam non \u00e8 stato vinto da uno di quei due, era il lontanissimo settembre 2023: vinse il vecchio terzo incomodo, Novak Djokovic. Che \u00e8 ancora l\u00ec, ovviamente, con i suoi 24 Slam in valigia e la prodigiosa capacit\u00e0 di sopravvivere a ogni necrologio tennistico. Non ha vinto una partita sulla terra rossa nel 2026 prima di arrivare qui. Dettaglio che chiunque altro avrebbe usato come scusa per non partecipare; lui lo affronta come un problema logistico minore, gi\u00e0 oggi pomeriggio, contro un brasiliano di 19 anni di nome Fonseca che il circuito descrive gi\u00e0 da un bel po\u2019 come predestinato. Il tennis ha una dipendenza strutturale dalle promesse irresistibili. Quasi nessuna viene onorata nei tempi previsti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il favorito sulla carta, allora, \u00e8 Alexander Zverev, il che dice gi\u00e0 tutto sulla natura di questo torneo orfano. Zverev \u00e8 numero 3 del mondo, ma ha perso tre finali Slam su tre, ed \u00e8 arrivato in finale al Roland Garros nel 2024. Ha perso cinque degli ultimi sei incroci con Sinner. Ma ora Sinner non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 il tipo di opportunit\u00e0 che nei film sportivi americani trasforma il personaggio. Nel tennis reale, trasforma il personaggio in favorito, il che \u00e8 una cosa diversa e spesso dannosa. La pressione non \u00e8 il contesto in cui Zverev ha dimostrato di esprimersi meglio (eufemismo).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi tutta la parte bassa del tabellone, che sembra la lista degli invitati a una festa dove \u00e8 previsto che tutti debbano divertirsi moltissimo ma uno solo torner\u00e0 a casa con il premio. Djokovic e Zverev, appunto, ma anche il redivivo Casper Ruud \u2013 che ha gi\u00e0 perso due finali a Parigi, entrambe senza vincere un set, contro Nadal nel 2022 e Djokovic nel 2023, e che una settimana fa ha perso la finale degli Internazionali contro Sinner \u2013 Andrey Rublev, e poi magari Rafael Jodar (che porta in dote un score 2026 sulla terra rossa: venti vittorie, tre sconfitte).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019altra met\u00e0 del tabellone, quella del fu-Sinner, regna l\u2019incertezza assoluta. Il giocatore con il ranking pi\u00f9 alto \u00e8 Felix Auger-Aliassime, numero 6 del mondo. Per dire. Ci sono anche tre italiani \u2013 Berrettini, Arnaldi e Cobolli (il nostro indiziato numero 1) \u2013 e ci sono i giovanissimi Landaluce e Kouam\u00e9: il francese, anni 17 appena, sta facendo impazzire il pubblico di casa, ma fino a due settimane fa probabilmente la maggior parte degli appassionati non sapeva chi fosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Daniil Medvedev \u00e8 uscito al primo turno (per la settima volta in carriera al Roland Garros), confermando che alcuni rapporti disfunzionali con la superficie resistono a qualsiasi intervento terapeutico. E Lorenzo Musetti, semifinalista l\u2019anno scorso, guarda tutto da casa con un infortunio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 gi\u00e0 aritmeticamente certo che almeno uno dei due finalisti non abbia mai giocato una finale Slam in vita sua. Forse essere entrambi. Il tennis ha passato tre anni a venderci la narrativa della successione ordinata: dopo Federer, Nadal e Djokovic, il trono passava a Sinner e Alcaraz. Ora la storia si \u00e8 presa una pausa, e il vuoto che ha lasciato assomiglia meno a un\u2019opportunit\u00e0 e pi\u00f9 a un test caratteriale collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario Piccirillo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Roland Garros \u00e8 diventato di colpo \u2013 con un trauma \u2013 una democrazia. Per quasi tre anni il tennis maschile ha funzionato come una monarchia duale: Sinner e Alcaraz decidevano chi vinceva, il resto del mondo compilava il tabellone. 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