{"id":1000031761,"date":"2026-05-30T10:31:56","date_gmt":"2026-05-30T13:31:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031761"},"modified":"2026-05-30T10:31:59","modified_gmt":"2026-05-30T13:31:59","slug":"potra-il-donbass-essere-mai-piu-parte-dellucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031761","title":{"rendered":"Potr\u00e0 il Donbass essere mai pi\u00f9 parte dell\u2019Ucraina?"},"content":{"rendered":"\n<p>Alexandr, Alexandra, Alicia, Alina, Anastasia, Anna, Artiom, Daria, Elena, Iania, Irina, Maxim, Oxana, Sofia, Taissia, Tatiana, Veronica, Victoria: questi i nomi (due ripetuti) dei 21 studenti \u2013 la pi\u00f9 giovane, Taissia, aveva compiuto 18 anni appena due giorni prima; la meno giovane, Oxana, doveva ancora compierne 23 \u2013 morti nello sciagurato attacco sferrato da Kiev la sera del 21 maggio. Ventuno che avrebbero voluto fare gli insegnanti di scuola, morti uno per ogni giorno del mese fino a quel momento.&nbsp;&nbsp;Chi guarda al passato pu\u00f2 definirlo un crimine, l\u2019attacco. Ma chi guarda al futuro lo definir\u00e0 un boomerang strategico. Non son trascorsi due giorni che \u00e8 gi\u00e0 virale un canto, dolce, commosso e dignitosamente triste, in sintonia con gran parte della letteratura russa che, per qualche ragione \u2013 misteriosa alla mia ignoranza \u2013 ha scelto il dramma esistenziale e il dolore umano come preferito oggetto della propria analisi. \u00abStarobilsk, Madre, addio\u2026\u00bb \u00e8 la cantilena ripetuta ossessivamente da chi canta: \u00abIn quella notte si addormentava Starobilsk \/ dormivano sereni, i ragazzi \/ Nessuna disgrazia era prevista \/ Nessuna punizione era attesa \/ Ma all\u2019improvviso esplose un colpo nel buio \/ E crollarono i muri nel panico \/ Starobilsk, Madre, addio\u2026\u00bb. E Madre pu\u00f2 essere sia mamma che Madrepatria. E veniamo al boomerang: c\u2019\u00e8 da chiedersi se dal 21 maggio 2026 il Donbass potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere parte dell\u2019Ucraina. \u00abStarobilsk, Madre, addio\u2026\u00bb risuoner\u00e0 per secoli nelle orecchie di quella gente. Lo struggente lamento forse diventer\u00e0 l\u2019inno del Donbass, e sar\u00e0 cantato nelle scuole, nei cortei e in ogni commemorazione. Le generazioni future mai smetteranno di chiedersi: perch\u00e9 li hanno bombardati mentre dormivano? Gi\u00e0, perch\u00e9? Per rispondere non possiamo affidarci alla propaganda da ciascuna delle due parti: Mosca dice che \u00e8 stato un gesto deliberato, Kiev dice che avrebbe colpito una base militare camuffata da casa dello studente. In assenza di verit\u00e0, proviamo a usare la logica per separare l\u2019implausibile dal possibile, e concediamo anche una presunzione di umanit\u00e0 ad entrambi i contendenti. Innanzitutto, direi che potremmo anche concedere, o comunque sperare, che il gesto non sia stato deliberato. Parimenti, per\u00f2, non \u00e8 credibile che ci fosse una base militare: anche quando la casa dello studente fosse stata usata per camuffare la caserma, non si capisce n\u00e9 perch\u00e9 avrebbero dovuto lasciarci dentro gli studenti, n\u00e9 perch\u00e9 mai costoro avrebbero dovuto accettare di far da scudo a una base militare. E poi il risultato: a decine (dicono 86) dormivano l\u00ec quella notte del 21 maggio: 21 i morti, tutti poco pi\u00f9 che adolescenti, nessun militare; n\u00e9 alcuna base militare \u00e8 emersa. La cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che gli ucraini, che saranno anche bravi a costruire droni, sembrano quanto mai maldestri nell\u2019usarli. Giova fare un paragone. In rappresaglia alla strage della casa dello studente (16 droni, 21 morti), Mosca ha sferrato un attacco su Kiev e dintorni, il cui bilancio, dicono le nostre fonti, \u00e8: 600 droni, 90 missili, 50 siti colpiti e\u2026 4 morti. Fermo restando che il vero crimine di guerra \u00e8 la guerra stessa, ci\u00f2 che appare, e non \u00e8 la prima volta, \u00e8 che Mosca ha agito con accortezza, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire in tempo di guerra: ha colpito di notte, ha prodotto enormi distruzioni, ma su obiettivi presumibilmente senza persone. Anche Kiev ha colpito di notte, ma\u2026 un dormitorio. E ha colpito il territorio che considera proprio e ha ucciso gente che pretende siano propri concittadini. Temo che dal 21 maggio non lo saranno mai pi\u00f9. E maldestri appaiono anche in diplomazia. In oltre quattro anni, mai una parola offensiva \u00e8 stata pronunciata da Vladimir Putin verso il presidente ucraino; il peggio che ha detto di lui \u00e8 stato: \u00abun uomo che ha perso legittimit\u00e0\u00bb, con riferimento al mandato presidenziale ormai scaduto. Al contrario, Volodymyr Zelensky ha pubblicamente chiamato quello russo, e in varie occasioni: \u00abfottuto terrorista\u00bb, \u00abkiller\u00bb, \u00abpazzo\u00bb, \u00abcriminale di guerra\u00bb, fino al plateale \u00abDumbass\u00bb (idiota-culone), non poco sgradevole per l\u2019assonanza col nome della regione separatista. E non meno maldestra l\u2019informazione diffusa dai media occidentali. Questi avrebbero una funzione determinante, tra le altre cose, per attenuare errori, anche involontari, dei responsabili politici. L\u2019Occidente collettivo, come lo chiama Mosca, ha scelto di sostenere il punto di vista dell\u2019Ucraina, e va bene. Per\u00f2 non sembra di giovamento \u2013 tanto per metterla sul piano dell\u2019utilit\u00e0 e non buttarla sull\u2019etica \u2013 sostenere l\u2019Ucraina anche quando la fa fuori dal vaso, tanto pi\u00f9 che \u00e8 in bancarotta e i droni che lancia sono pagati coi soldi dell\u2019Occidente collettivo. Sulla strage del 21 maggio, la stampa di tutto il mondo \u00e8 stata invitata a verificare ma, a quanto sembra, BBC e CNN hanno declinato l\u2019invito. Col che mi crolla un mito, anzi due. Ma anche su quelli che quell\u2019invito hanno accolto avrei da ridire: l\u2019assordante silenzio con cui hanno avvolto l\u2019evento non gli fa fare un figurone.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Battaglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alexandr, Alexandra, Alicia, Alina, Anastasia, Anna, Artiom, Daria, Elena, Iania, Irina, Maxim, Oxana, Sofia, Taissia, Tatiana, Veronica, Victoria: questi i nomi (due ripetuti) dei 21 studenti \u2013 la pi\u00f9 giovane, Taissia, aveva compiuto 18 anni appena due giorni prima; la meno giovane, Oxana, doveva ancora compierne 23 \u2013 morti nello sciagurato attacco sferrato da Kiev [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000031762,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[41],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000031761","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mundo"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/zasdfr.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000031761"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031761\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000031763,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031761\/revisions\/1000031763"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000031762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000031761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000031761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000031761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}