{"id":1000031755,"date":"2026-05-30T10:30:01","date_gmt":"2026-05-30T13:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031755"},"modified":"2026-05-30T10:30:05","modified_gmt":"2026-05-30T13:30:05","slug":"schlein-e-in-trappola-incubo-premier-cosa-preoccupa-ora-elly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031755","title":{"rendered":"Schlein \u00e8 in trappola, incubo \u201cpremier\u201d: cosa preoccupa ora Elly"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un fantasma che si aggira nel campo largo e non \u00e8 Giorgia Meloni. \u00c8 una domanda molto pi\u00f9 semplice, molto pi\u00f9 crudele, molto pi\u00f9 politica: chi sar\u00e0 il candidato premier? Perch\u00e9 finch\u00e9 si tratta di fare opposizione, Elly Schlein pu\u00f2 tenere insieme tutto e il contrario di tutto, il Pd e Conte, Fratoianni e Renzi, Bonelli e Magi, i pacifisti e gli atlantisti, i movimentisti e i riformisti. Ma se la nuova legge elettorale del centrodestra confermer\u00e0 l\u2019indicazione del premier nel programma, allora la ricreazione finisce. A quel punto il centrosinistra dovr\u00e0 fare la cosa che teme di pi\u00f9: mettere un nome, uno solo, davanti agli elettori. Ed \u00e8 qui che nasce il panico attorno a Schlein. Perch\u00e9 la segretaria del Pd, sulla carta, avrebbe tutto per rivendicare la candidatura. Guida il principale partito dell\u2019opposizione, \u00e8 la leader del soggetto pi\u00f9 forte del campo progressista, pu\u00f2 dire che nel centrodestra vale la regola del partito pi\u00f9 votato e dunque dovrebbe valere anche a sinistra. Ma la politica, si sa, \u00e8 fatta anche di numeri. E gli ultimi numeri non sono esattamente una carezza per il Nazareno: nel sondaggio Youtrend per Sky TG24 che hai indicato, Fratelli d\u2019Italia risale al 27,7%, il Pd scende al 21,7% e il distacco tra i due principali partiti torna ad allargarsi a sei punti. Non proprio la fotografia di una rincorsa trionfale. Il dato pi\u00f9 fastidioso per Schlein, per\u00f2, non \u00e8 solo il Pd che arretra. \u00c8 il Movimento 5 Stelle che resta l\u00ec, stabile al 13,5%, abbastanza debole da non poter pretendere da solo la guida del centrosinistra, ma abbastanza forte da rendere impossibile ignorare Giuseppe Conte. Il risultato \u00e8 una trappola perfetta: senza i grillini il campo largo non vince, ma con i grillini Schlein rischia di non comandare. E infatti nel centrosinistra torna a circolare la parola magica, quella che tutti evocano quando non sanno decidere e nessuno vuole prendersi la responsabilit\u00e0 di una scelta: primarie. Il punto \u00e8 che le primarie, in questo caso, non sarebbero una festa democratica. Sarebbero un regolamento di conti. Come evidenziato dal Messaggero, Conte le ha gi\u00e0 tirate fuori parlando della necessit\u00e0 di \u201cprimarie aperte\u201d per scegliere il candidato premier del centrosinistra, salvo poi frenare con il pi\u00f9 prudente \u201cNon \u00e8 il momento di parlare di primarie\u201d. Traduzione: vediamo prima se mi conviene. E al Pd lo hanno capito benissimo. Perch\u00e9 alcuni sondaggi vedrebbero proprio Conte favorito in un eventuale voto ai gazebo. Il capo del Movimento che si candida a guidare la coalizione in cui il Pd \u00e8 il primo partito: ecco l\u2019incubo perfetto per Schlein.<\/p>\n\n\n\n<p>La paura non nasce dal nulla. Dopo le amministrative, soprattutto dopo Venezia, al Nazareno hanno iniziato a fare due conti poco rassicuranti. Secondo i flussi elettorali elaborati da Youtrend e riportati negli appunti, circa met\u00e0 degli elettori che alle Europee avevano votato M5s alle Comunali avrebbe scelto Simone Venturini, candidato del centrodestra. Altro che campo largo gi\u00e0 pronto per Palazzo Chigi. Qui il problema \u00e8 capire se l\u2019elettorato grillino, quando arriva il momento decisivo, sia davvero disposto a marciare dietro una leadership democratica. E non \u00e8 tutto. Sempre secondo l\u2019analisi citata negli appunti, il 51% degli elettori del Movimento 5 Stelle non avrebbe fiducia in Elly Schlein, mentre solo il 29% degli elettori dem si direbbe diffidente nei confronti di Conte. Questo \u00e8 il dato politico pi\u00f9 pesante. Perch\u00e9 racconta una sproporzione: il popolo del Pd, pur con mille mal di pancia, potrebbe accettare Conte; il popolo grillino, invece, guarda Schlein con molta pi\u00f9 freddezza. Dunque la segretaria dem pu\u00f2 anche rivendicare il diritto di guidare la coalizione, ma rischia di trovarsi con una parte decisiva degli alleati che non la riconosce davvero. Il Foglio aggiunge un elemento ancora pi\u00f9 velenoso. Nel Pd avrebbero avvertito un \u201csinistro presentimento\u201d davanti alla rinnovata intesa tra M5s e Lega contro l\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nell\u2019Unione europea. Poi \u00e8 arrivato Conte sulla sicurezza, con parole che hanno fatto drizzare le antenne al Nazareno: \u201cSe queste elezioni comunali insegnano una cosa \u00e8 che bisogna stare vicini ai bisogni dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle sar\u00e0 molto attento sui temi della sicurezza che non \u00e8 di destra n\u00e9 di sinistra. Va gestito il fenomeno dell\u2019immigrazione in modo compatibile con la nostra Costituzione \u201d. E infatti, sempre secondo quanto riportato, nel Pd qualcuno avrebbe iniziato a bofonchiare: \u201cNon \u00e8 che tutto d\u2019un tratto tornano le convergenze giallo verdi? Sia mai\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il guaio. Schlein deve inseguire Meloni, ma deve anche guardarsi da Conte. Deve costruire l\u2019alternativa al centrodestra, ma deve pure evitare che il suo principale alleato torni a flirtare con parole d\u2019ordine pi\u00f9 identitarie, pi\u00f9 securitarie, pi\u00f9 compatibili con l\u2019antico grillismo anti-casta o addirittura con qualche nostalgia gialloverde. Nel frattempo lei prova a darsi un profilo internazionale, vola a Barcellona, in Canada, incontra Obama, abbraccia Pedro S\u00e1nchez, cerca sponde socialiste e democratiche. Tutto molto alto, tutto molto nobile. Ma poi torna in Italia e trova il problema di sempre: chi decide nel campo largo? Il sondaggio Youtrend per Sky Tg24 rende il quadro ancora pi\u00f9 scomodo: la partita sarebbe aperta, certo. Ma significa anche un\u2019altra cosa: il centrosinistra non pu\u00f2 permettersi ambiguit\u00e0 infinite. Se \u00e8 competitivo solo quando somma tutto, allora deve decidere chi guida quella somma. E il nome di Schlein, oggi, non basta a chiudere la questione. Gli alleati lo sanno e premono. \u201cDobbiamo sbrigarci\u201d, ha detto Nicola Fratoianni. Angelo Bonelli vorrebbe avviare il percorso prima della pausa estiva, Riccardo Magi chiede un confronto politico immediato. Il Movimento 5 Stelle, invece, preferisce aspettare la conclusione di \u201cNova\u201d, il suo percorso interno. Come sempre, nel campo largo tutti chiedono unit\u00e0, ma ognuno con il proprio calendario, la propria convenienza, la propria rendita di posizione. Renzi, poi, ci mette il carico: \u201cElly Schlein ha tutti i titoli per rivendicare il ruolo di candidata premier\u201d. Sembra un\u2019investitura, ma \u00e8 anche una sfida. Perch\u00e9 subito dopo la strada diventa quella delle primarie, con Schlein, Conte e magari un candidato dell\u2019area riformista. Cio\u00e8 esattamente lo scenario che pu\u00f2 trasformare la leadership della segretaria dem in una corrida interna, prima ancora che in una sfida a Meloni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero effetto dell\u2019indicazione del premier \u00e8 questo: toglie al centrosinistra il lusso della vaghezza. Finora il campo largo poteva vivere di formule, tavoli, \u201cpercorsi\u201d, \u201ccantieri\u201d, \u201cconvergenze programmatiche\u201d. Ma se la coalizione deve presentarsi agli elettori con un capo, allora la domanda diventa brutale: Schlein o Conte? Il Pd o i Cinque Stelle? Il partito pi\u00f9 forte o il leader che potrebbe vincere le primarie? Il principio politico o il calcolo elettorale? Per Schlein \u00e8 una trappola. Se rivendica la candidatura in quanto leader del Pd, rischia di irritare Conte e di non portarsi dietro l\u2019elettorato grillino. Se accetta le primarie, rischia di legittimare una gara che potrebbe perderla. Se rinvia, d\u00e0 l\u2019immagine di una coalizione che vuole governare il Paese ma non sa neppure chi dovrebbe guidarla. E tutto questo mentre il Pd scende, FdI risale e il distacco da Meloni torna a farsi pi\u00f9 largo. Il terrore, dunque, non \u00e8 la legge elettorale. Il terrore \u00e8 la chiarezza. Perch\u00e9 l\u2019indicazione del premier obbliga il campo largo a uscire dalla nebbia. E nella nebbia Schlein poteva ancora sembrare il capo naturale dell\u2019opposizione. Alla luce del sole, invece, bisogna contarsi. E quando nel centrosinistra si comincia a contarsi, di solito, iniziano i guai.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un fantasma che si aggira nel campo largo e non \u00e8 Giorgia Meloni. \u00c8 una domanda molto pi\u00f9 semplice, molto pi\u00f9 crudele, molto pi\u00f9 politica: chi sar\u00e0 il candidato premier? 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