{"id":1000031603,"date":"2026-05-24T14:06:12","date_gmt":"2026-05-24T17:06:12","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031603"},"modified":"2026-05-24T14:06:13","modified_gmt":"2026-05-24T17:06:13","slug":"guarda-tu-il-caso-il-prescritto-vendola-non-indigna-avs","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031603","title":{"rendered":"Guarda tu il caso: il prescritto Vendola non indigna Avs"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 una parola che in Italia viene trattata come una bestemmia, ma solo quando riguarda l\u2019avversario politico: prescrizione. \u00c8 bastato che il tribunale di Potenza dichiarasse prescritta l\u2019accusa di concussione nei confronti di Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia, nel processo \u201cAmbiente Svenduto\u201d sull\u2019ex Ilva, per assistere a un piccolo miracolo politico. Vendola esce dal processo. Punto. Non perch\u00e9 assolto nel merito, non perch\u00e9 condannato, ma perch\u00e9 lo Stato non \u00e8 riuscito a chiudere la partita nei tempi previsti dalla legge. E qui sta il punto. La prescrizione non \u00e8 un trucco da azzeccagarbugli, non \u00e8 una scappatoia per furbetti, non \u00e8 il rifugio dei colpevoli. \u00c8 un istituto di civilt\u00e0 giuridica. Serve a ricordare allo Stato che il cittadino non pu\u00f2 essere tenuto appeso per sempre a un fascicolo, a un capo d\u2019imputazione, a una gogna pubblica. Serve a dire che anche la macchina giudiziaria ha un limite. E quando quel limite viene superato, la responsabilit\u00e0 non pu\u00f2 essere scaricata sull\u2019imputato. Vendola era stato condannato in primo grado nel maggio 2021, a Taranto, a 3 anni e 6 mesi per concussione nei confronti dell\u2019ex direttore generale dell\u2019Arpa Puglia Giorgio Assennato. Poi, nel settembre 2024, la Corte d\u2019Appello di Lecce, sezione di Taranto, ha annullato la sentenza e trasmesso gli atti alla Procura di Potenza per un vizio procedurale: tra le parti civili figuravano due giudici onorari. Risultato: processo da rifare. Da capo. Come se anni di udienze, carte, accuse e difese fossero un dettaglio. Nel frattempo, il tempo \u00e8 passato. E quando il tempo passa, in uno Stato di diritto, succede una cosa semplice: alcuni reati si prescrivono. Infatti, sono cadute le contestazioni per 26 dei 47 imputati iniziali. Per gli altri 21, cio\u00e8 18 persone fisiche e 3 societ\u00e0, il processo \u00e8 ripartito il 21 aprile. Fin qui la cronaca. Poi c\u2019\u00e8 la politica, che in Italia \u00e8 sempre pi\u00f9 interessante della cronaca giudiziaria. Perch\u00e9 quando l\u2019esponente di Avs Vendola \u00e8 stato prosciolto per prescrizione nel processo Ilva, conoscendo le posizioni del suo partito sul tema, tutti abbiamo atteso che i suoi compagni rossoverdi si esprimessero e formulassero il solito quesito: perch\u00e9 non ha rinunciato alla prescrizione? Come se una persona fosse tenuta a restare sotto processo tutta la vita con il marchio di imputato, perch\u00e9 lo Stato pu\u00f2 fare del cittadino ci\u00f2 che vuole, compreso scaricargli addosso le sue inefficienze. Invece no. Silenzio. Prudenza. Misura. Per una volta si sono comportati da veri garantisti, hanno riconosciuto la valenza di un istituto fondato su principi costituzionali, non hanno sbandierato il \u201cfine processo mai\u201d. E allora viene quasi da applaudire. Meglio tardi che mai. Benvenuti nel club di quelli che pensano che un imputato non debba essere ostaggio eterno dello Stato. Benvenuti tra coloro che capiscono che la durata ragionevole del processo non \u00e8 un favore concesso al potente di turno, ma una garanzia per tutti. Resta per\u00f2 una domanda, non giudiziaria ma politica. Basti pensare a quanto ricordato su X dal deputato Enrico Costa. S\u00ec, perch\u00e8 Angelo Bonelli qualche tempo fa in riferimento ad un esponente di centrodestra che si era avvalso della prescrizione aveva detto: \u201cSi \u00e8 sempre dichiarato innocente: quale migliore occasione della rinuncia alla prescrizione per dimostrare le sue ragioni in un\u2019aula di tribunale?\u201d. Ieri e oggi invece sul tema non ha detto nulla. Ecco il problema: in Italia il garantismo spesso cambia colore a seconda della tessera di partito dell\u2019imputato. Se la prescrizione riguarda uno dei \u201cnostri\u201d, allora diventa un principio costituzionale. Se riguarda uno degli \u201caltri\u201d, diventa un\u2019ammissione morale di colpa. Ma il diritto non funziona cos\u00ec. O non dovrebbe funzionare cos\u00ec. La prescrizione non certifica l\u2019innocenza, certo. Ma nemmeno certifica la colpevolezza. Certifica un\u2019altra cosa: che lo Stato ha avuto il suo tempo e non lo ha usato bene. E in una democrazia liberale questo conta. Eccome se conta. Perci\u00f2, davvero: benvenuti tra i garantisti, amici di Avs. Adesso per\u00f2 provate a restarci anche quando la prescrizione riguarda un avversario politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una parola che in Italia viene trattata come una bestemmia, ma solo quando riguarda l\u2019avversario politico: prescrizione. \u00c8 bastato che il tribunale di Potenza dichiarasse prescritta l\u2019accusa di concussione nei confronti di Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia, nel processo \u201cAmbiente Svenduto\u201d sull\u2019ex Ilva, per assistere a un piccolo miracolo politico. Vendola esce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000031604,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[46,32],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000031603","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"category-politica"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/zcvb-1.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000031603"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031603\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000031605,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031603\/revisions\/1000031605"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000031604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000031603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000031603"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000031603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}