{"id":1000031554,"date":"2026-05-22T16:47:04","date_gmt":"2026-05-22T19:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031554"},"modified":"2026-05-22T16:47:06","modified_gmt":"2026-05-22T19:47:06","slug":"se-il-pd-indottrina-i-migranti-cosi-dovete-votarci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031554","title":{"rendered":"Se il Pd indottrina i migranti: \u201cCos\u00ec dovete votarci\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 ormai assodata la sinergica fusione elettorale tra sinistra e immigrazione. E non solo relativamente ai referendum costituzionali, ma anche alle elezioni comunali. In un video condiviso dalla piattaforma \u201cWelcome to Favelas\u201d, si possono ammirare due candidate del Partito Democratico alle Amministrative di Venezia che tengono una vera e propria lezione di voto alla comunit\u00e0 bengalese di Marghera e Zelarino. Con fac-simile alla mano, le due esponenti locali del PD spiegano passo per passo quale partito barrare con la croce, il Partito Democratico appunto, e successivamente quale nome scrivere accanto. La scena non lascia spazio a dubbi: non si tratta di un tentativo di integrazione o di una campagna elettorale consapevole, ma di una mera organizzazione del consenso etnico-religioso. La pagina di Massimiliano Zossolo ha colto l\u2019apice di una strategia pi\u00f9 ampia. A Venezia, il Pd schiera svariati candidati di fede musulmana alle amministrative. Tra i punti programmatici una grande moschea a Mestre, un cimitero islamico e campi da cricket. Secondo questo programma, insomma, saranno i veneziani a doversi integrare alla cultura del Bangladesh e affini e non viceversa. Il centrodestra pertanto si oppone, non solo ai punti promessi dai candidati ma anche a questo sistema di compravendita culturale. D\u2019altronde questo episodio rivela la vera logica della sinistra italiana sul tema immigrazione. I migranti, spesso arrivati in Italia con bassi livelli di istruzione e scarsa conoscenza della lingua italiana, non vengono visti come cittadini da integrare davvero rendendoli autonomi, produttivi e culturalmente compatibili con il nostro Paese. Vengono considerati principalmente una risorsa elettorale. E se, in quanto tale, sono descolarizzati o parlano a malapena italiano non c\u2019\u00e8 alcun problema; basta organizzare un tutorial mnemonico come quello che si pu\u00f2 apprezzare nel video per insegnare il partito giusto da barrare. Dopotutto se votano PD o per estensione sinistra, l\u2019integrazione funziona. Possiamo avere il coraggio o pi\u00f9 banalmente l\u2019onest\u00e0 intellettuale di chiamarlo voto di scambio etnico? In una citt\u00e0 come Venezia, con migliaia di musulmani (di cui una porzione quasi maggioritaria di origine bengalese), il bacino \u00e8 consistente. E dunque via con volantini in nome di Allah, incontri separati per soli uomini, campagne porta a porta nelle comunit\u00e0. La sinistra che un tempo era la paladina della laicit\u00e0 oggi chiede tramite i candidati la costruzione di luoghi di culto (peraltro di una religione alquanto discutibile in merito di diritti civili e parit\u00e0 di genere\u2026). E allora la ghettizzazione, il sistema di un\u2019immigrazione chiusa che si trincera in alcune zone e non viene a contatto con il resto del paese diventa non solo un non problema, ma talvolta persino una soluzione. I migranti diventano delle enclavi di voto sicure e prosperose. Poco importa se nei bacari del futuro non si berr\u00e0 il prosecco perch\u00e9 \u00e8 haram se i compagni potranno continuare a prosperare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Bonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai assodata la sinergica fusione elettorale tra sinistra e immigrazione. 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