{"id":1000031545,"date":"2026-05-22T16:42:10","date_gmt":"2026-05-22T19:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031545"},"modified":"2026-05-22T16:42:12","modified_gmt":"2026-05-22T19:42:12","slug":"ciao-ciao-green-e-record-il-mondo-brucia-carbone-per-produrre-energia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031545","title":{"rendered":"Ciao ciao green, \u00e8 record: il mondo brucia carbone per produrre energia"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi pensava di poterlo seppellire sotto una lapide di slogan climatici e di belle intenzioni, ha commesso un drammatico errore: una attenta analisi, anche alla luce della crisi di Hormuz, dei trasporti marittimi di carbone e quindi dei consumi del fossile per eccellenza, dimostra l\u2019esatto contrario. Brutto, nero, cattivo, fossile e polveroso, il carbone ha sette vite come i gatti ed \u00e8 tornato impetuosamente a crescere. I dati scaturiti dalla conferenza internazionale Geneva Dry parlano chiaro: alla faccia del climate change, del green e dell\u2019innalzamento di temperature e mari, armatori, analisti e operatori, esaminando quanto accaduto con la crisi di Hormuz, hanno parlato di radicale cambio nelle prospettive del carbone trasportato via mare e, con esse, della domanda nel settore del dry bulk shipping. Come in una partita di tennis, sicurezza energetica batte ambientalismo 6-0. 6-0. Se il 2025 inizialmente sembrava disastroso per il carbone marittimo, con una diminuzione dei volumi globali di carbone di circa il 4%, equivalenti a quasi 60 milioni di tonnellate di carichi persi, e con rotte commerciali pi\u00f9 corte che hanno fatto crollare le tonnellate-miglio del carbone di circa il 10%, il 2026 ha segnato una inversione di tendenza clamorosa. La guerra potrebbe soffiare nelle vele delle carboniere, tra 55 e 65 milioni di tonnellate di domanda incrementale di carbone, potenzialmente assorbendo dal mercato spot l\u2019equivalente di circa 100 navi capesize. La domanda cresce su pi\u00f9 rotte, inclusi i traffici Australia\u2013Estremo Oriente, le rotte Colombia\u2013Estremo Oriente e persino movimenti ultra long-haul dall\u2019Australia verso l\u2019Europa. E contemporaneamente si afflosciano le vele del dibattito sulla decarbonizzazione ora trasformato in una questione di resilienza energetica, con Stati che danno priorit\u00e0 alle riserve strategiche e alla stabilit\u00e0 della fornitura elettrica rispetto agli obiettivi sulle emissioni. Europa, Giappone e Corea del Sud sono stati tutti indicati come mercati che stanno riconsiderando la durata degli impianti a carbone, mentre la Cina \u00e8 stata ripetutamente citata come il paese meglio preparato all\u2019attuale crisi. La decarbonizzazione dominava la strategia di lungo termine e improvvisamente la sicurezza energetica \u00e8 diventata la cosa pi\u00f9 importante. L\u2019aggressiva espansione cinese delle energie rinnovabili rimane intatta, ma i relatori hanno osservato che il carbone rappresenta ancora circa il 60% della produzione elettrica cinese e agisce sempre pi\u00f9 come capacit\u00e0 di riserva nei periodi di picco della domanda o di carenza delle rinnovabili. La volatilit\u00e0 climatica e l\u2019intermittenza della produzione rinnovabile potrebbero addirittura aumentare le oscillazioni della domanda di carbone in futuro. L\u2019Indonesia, oggi il pi\u00f9 grande esportatore mondiale di carbone termico, deve fare i conti con quote produttive e restrizioni all\u2019export ma gli esperti danno per certo un allentamento delle restrizioni man mano che la domanda globale aumenta. E le conseguenze sui traffici marittimi sono tutt\u2019altro che marginali: circa 1.100 navi dry bulk compiranno 20 anni entro i prossimi tre anni, mentre gli slot per nuove costruzioni nei cantieri cinesi sono praticamente esauriti fino al 2030 mentre sulla spinta del carbone la domanda di trasporto si impenner\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno Dardani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi pensava di poterlo seppellire sotto una lapide di slogan climatici e di belle intenzioni, ha commesso un drammatico errore: una attenta analisi, anche alla luce della crisi di Hormuz, dei trasporti marittimi di carbone e quindi dei consumi del fossile per eccellenza, dimostra l\u2019esatto contrario. Brutto, nero, cattivo, fossile e polveroso, il carbone ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000031546,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000031545","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ecologia"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/zacxcv.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031545","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000031545"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031545\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000031547,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031545\/revisions\/1000031547"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000031546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000031545"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000031545"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000031545"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}