{"id":1000031536,"date":"2026-05-22T15:54:43","date_gmt":"2026-05-22T18:54:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031536"},"modified":"2026-05-22T15:54:45","modified_gmt":"2026-05-22T18:54:45","slug":"porta-pd-diritto-allassegno-unico-universale-eliminati-i-requisiti-di-residenza-in-italia-per-i-cittadini-ue-ed-estesa-la-prestazione-anche-ai-figli-allestero-in-un-paese-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031536","title":{"rendered":"PORTA (PD) &#8211; DIRITTO ALL\u2019ASSEGNO UNICO UNIVERSALE: ELIMINATI I REQUISITI DI RESIDENZA IN ITALIA PER I CITTADINI UE ED ESTESA LA PRESTAZIONE ANCHE AI FIGLI ALL\u2019ESTERO IN UN PAESE COMUNITARIO"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cQueste sono le importanti modifiche alla normativa dell\u2019Assegno Unico Universale introdotte con la legge 50\/2026 che confermano la fondatezza delle battaglie portate avanti in questi anni a tutela dei lavoratori italiani all\u2019estero e dei nuclei familiari transnazionali\u201d, ha dichiarato l\u2019on. Fabio Porta del Partito Democratico.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ora in poi quindi per i cittadini di un Paese membro della UE che lavorano in Italia non sar\u00e0 pi\u00f9 necessario aver maturato due anni di residenza n\u00e9 possedere il diritto di soggiorno permanente: sar\u00e0 sufficiente essere cittadini comunitari iscritti ad una gestione previdenziale italiana e in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sia come lavoratori dipendenti che autonomi. Un lavoratore che si trasferisce in Italia per la prima volta avr\u00e0 diritto all\u2019Assegno Unico Universale sin dal primo mese di attivit\u00e0. \u00c8 caduto inoltre il vincolo della residenza del figlio nel territorio nazionale: l\u2019assegno infatti spetter\u00e0 anche per i figli a carico che vivono in un altro Stato membro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSu questa materia sono intervenuto pi\u00f9 volte, sia con emendamenti sia con atti ispettivi parlamentari, denunciando gli effetti penalizzanti prodotti dall\u2019esclusione dall\u2019Assegno Unico di contribuenti che producono reddito e pagano le imposte in Italia ma hanno figli residenti all\u2019estero\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle interrogazioni parlamentari presentate da Porta veniva infatti evidenziato come la normativa italiana presentasse profili di contrasto con i regolamenti e le direttive europee sulla libera circolazione e sull\u2019esportabilit\u00e0 delle prestazioni familiari, oltre che con la consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia dell\u2019Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo avevamo detto con chiarezza al Governo gi\u00e0 nel 2025: si trattava di una norma ingiusta, discriminatoria e in evidente contrasto con il diritto europeo. Hanno scelto di ignorare le nostre interrogazioni, i nostri emendamenti e le proteste delle famiglie colpite fino a quando la Commissione europea non ha avviato la procedura di infrazione contro l\u2019Italia\u201d, sottolinea Porta.<\/p>\n\n\n\n<p>La modifica normativa \u00e8 stata introdotta attraverso un emendamento governativo durante l\u2019iter parlamentare di conversione del Decreto-Legge n. 19\/2026 (Decreto PNRR), con l\u2019obiettivo di evitare il giudizio della Corte di giustizia dell\u2019Unione europea nell\u2019ambito della causa C-630\/24 promossa dalla Commissione europea ed evitare cos\u00ec il pagamento di decine di milioni di euro di arretrati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 bene chiarire che questa correzione non nasce da una spontanea iniziativa politica del Governo, ma dalla necessit\u00e0 di evitare una condanna europea. Solo sotto la pressione dell\u2019Unione europea l\u2019Esecutivo \u00e8 stato costretto a intervenire per correggere una stortura normativa che ha penalizzato per tre anni lavoratori, pensionati e famiglie fiscalmente collegate all\u2019Italia\u201d, prosegue Porta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta vicenda dimostra che avevamo ragione noi. Se il Governo avesse ascoltato per tempo le nostre proposte, si sarebbero evitati danni economici alle famiglie, contenziosi e una grave figuraccia europea per il nostro Paese\u201d, aggiunge il deputato eletto all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nell\u2019aprile del 2025, insieme ai colleghi del PD Toni Ricciardi e Di Sanzo, Porta aveva presentato una specifica interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro richiamando la condizione dei cosiddetti \u201cnon residenti Schumacker\u201d, cio\u00e8 quei contribuenti che producono almeno il 75% del proprio reddito in Italia e che, fino al marzo 2022, potevano beneficiare delle detrazioni per figli a carico al pari dei residenti. Con l\u2019introduzione dell\u2019Assegno Unico tali detrazioni sono state eliminate senza alcuna misura compensativa, determinando una penalizzazione economica significativa per migliaia di famiglie.&nbsp;&nbsp;Rimane quindi ancora aperta la questione dei cittadini italiani residenti fuori dall\u2019UE e del pieno ripristino delle detrazioni per figli a carico e dell\u2019assegno al nucleo familiare per i contribuenti fiscalmente collegati all\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa battaglia non \u00e8 conclusa. Continueremo a lavorare in Parlamento affinch\u00e9 nessun lavoratore italiano che contribuisce al sistema fiscale e previdenziale del nostro Paese venga discriminato in base alla residenza dei propri familiari\u201d, conclude Porta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQueste sono le importanti modifiche alla normativa dell\u2019Assegno Unico Universale introdotte con la legge 50\/2026 che confermano la fondatezza delle battaglie portate avanti in questi anni a tutela dei lavoratori italiani all\u2019estero e dei nuclei familiari transnazionali\u201d, ha dichiarato l\u2019on. Fabio Porta del Partito Democratico. 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