{"id":1000031502,"date":"2026-05-22T06:59:44","date_gmt":"2026-05-22T09:59:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031502"},"modified":"2026-05-22T06:59:45","modified_gmt":"2026-05-22T09:59:45","slug":"clima-svolta-clamorosa-gli-scenari-apocalittici-non-stanno-in-piedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031502","title":{"rendered":"Clima, svolta clamorosa: gli scenari apocalittici non stanno in piedi"},"content":{"rendered":"\n<p>Il comitato internazionale responsabile degli scenari ufficiali che alimentano i modelli climatici, i quali costituiscono la base della maggior parte della ricerca climatica prospettica e delle valutazioni dell\u2019IPCC, ha pubblicato la nuova generazione di scenari climatici. Una notizia di grande rilievo: sono stati eliminati gli scenari pi\u00f9 estremi che hanno dominato la ricerca sul clima per gran parte degli ultimi decenni, in particolare SSP5-8.5 e SSP3-7.0. Si tratta di uno sviluppo di enorme importanza per la scienza del clima, che avr\u00e0 un impatto duraturo sulla ricerca e sulle politiche. I nuovi scenari provengono dal CMIP, un progetto del World Climate Research Programme, co-sponsorizzato dall\u2019Organizzazione meteorologica mondiale, dal Consiglio internazionale per la scienza e dalla Commissione oceanografica intergovernativa dell\u2019UNESCO. Nell\u2019ambito del CMIP, giunto ormai alla sua settima edizione, opera un comitato responsabile dello sviluppo degli scenari necessari ai modelli del sistema Terra per prevedere il clima futuro. Questo comitato ha appena pubblicato il nuovo quadro di riferimento per gli scenari che sar\u00e0 alla base del prossimo settimo rapporto (AR7) dell\u2019IPCC e di gran parte della ricerca su cui esso si baser\u00e0. In un articolo pubblicato lo scorso aprile viene presentata una nuova serie di sette scenari. Gli autori scrivono, a proposito degli scenari di emissioni estreme ormai obsoleti: \u00abPer il XXI secolo, questo intervallo sar\u00e0 pi\u00f9 ristretto rispetto a quanto stimato in precedenza: nella parte alta dell\u2019intervallo, i livelli di emissioni elevati del CMIP6 (quantificati dallo SSP5-8.5) sono diventati implausibili\u00bb. Rileggete: gli scenari estremi sono implausibili. Ci\u00f2 che conta \u00e8 che il gruppo ufficialmente responsabile dello sviluppo degli scenari climatici per l\u2019IPCC e per la pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 scientifica abbia ammesso che gli scenari che hanno dominato la ricerca, la valutazione e le politiche climatiche durante gli ultimi due cicli del processo di valutazione dell\u2019IPCC sono implausibili: descrivono futuri impossibili. Decine di migliaia di articoli di ricerca sono stati \u2013 e continuano a essere \u2013 pubblicati utilizzando questi scenari; un numero simile di titoli di giornale ne ha amplificato le conclusioni e governi e organizzazioni internazionali hanno integrato questi scenari implausibili nelle politiche e nelle normative. Ora sappiamo che tutto ci\u00f2 \u00e8 costruito su fondamenta di sabbia. Perch\u00e9 \u00e8 importante? Perch\u00e9 questi scenari sono parte integrante delle politiche globali. Gli scenari pi\u00f9 estremi, ormai implausibili, SSP5-8.5 e SSP3-7.0 non sono semplici costrutti accademici utilizzati in ricerche specialistiche. Sono radicati nelle politiche e nei regolamenti della maggior parte delle principali economie mondiali, presenti nelle pi\u00f9 importanti istituzioni multilaterali e utilizzati negli stress test climatici che regolano centinaia di miliardi di dollari di capitale bancario. Le valutazioni nazionali dell\u2019impatto climatico negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Canada, in Australia, in Giappone e nei Paesi Bassi utilizzano tutte SSP5-8.5 come scenario di riferimento. Il quadro di riferimento del Network for Greening the Financial System, utilizzato da oltre 140 banche centrali, ha impiegato uno scenario di \u00abmondo serra\u00bb calibrato sul rischio fisico SSP5-8.5 negli stress test bancari condotti dalla Banca centrale europea, dalla Banca d\u2019Inghilterra, dalla Reserve Bank of New Zealand, dalla Banque de France e dalla Federal Reserve statunitense. L\u2019abbandono degli scenari preesistenti di fascia alta da parte del CMIP7 dovr\u00e0 propagarsi all\u2019intera infrastruttura. Il meccanismo politico costruito su SSP5-8.5 e sugli altri scenari non plausibili \u00e8 sistemico. Tutto ci\u00f2 significa che gli utenti dei modelli climatici e dei relativi risultati basati su scenari preesistenti dovranno ora decidere se e come allinearsi alle pi\u00f9 recenti conoscenze scientifiche oppure continuare a fare affidamento su ricerche obsolete. Ora \u00e8 ufficiale: le previsioni climatiche pi\u00f9 catastrofiste, che \u2013 come mostrato pi\u00f9 volte \u2013 non hanno mai trovato riscontro nella realt\u00e0 e nelle serie storiche di eventi estremi, danni o decessi climatici, non hanno alcun senso e sono ufficialmente smentite dalla scienza. Da vent\u2019anni a questa parte la politica climatica ha determinato la politica energetica: \u00e8 tempo che la politica energetica \u2013 sicurezza degli approvvigionamenti, disponibilit\u00e0 di energia a basso costo, rispetto ambientale e sostenibilit\u00e0 nel lungo periodo \u2013 torni ad avere il ruolo fondamentale che ha sempre avuto per la nostra societ\u00e0 e che la politica climatica sia solo una componente di essa.<\/p>\n\n\n\n<p>Gianluca Alimonti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il comitato internazionale responsabile degli scenari ufficiali che alimentano i modelli climatici, i quali costituiscono la base della maggior parte della ricerca climatica prospettica e delle valutazioni dell\u2019IPCC, ha pubblicato la nuova generazione di scenari climatici. 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