{"id":1000031475,"date":"2026-05-21T15:14:22","date_gmt":"2026-05-21T18:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031475"},"modified":"2026-05-21T15:14:23","modified_gmt":"2026-05-21T18:14:23","slug":"gaza-una-drammatica-situazione-umanitaria-nel-silenzio-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031475","title":{"rendered":"Gaza, una drammatica situazione umanitaria nel silenzio del mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli abitanti di Gaza non sono al sicuro. Uomini, donne e bambini continuano a vivere da oltre due anni in condizioni di vita drammatiche: la maggior parte della popolazione \u00e8 sfollata e rimane \u00abesposta a continui rischi per la salute e l\u2019ambiente, mentre continuano a pervenire segnalazioni di attacchi contro le aree residenziali\u00bb. \u00c8 quanto ha affermato l\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (Ocha), nel suo ultimo rapporto sulla situazione nella Striscia. Mentre gli occhi del mondo sono puntati su altri conflitti, a Gaza oltre due milioni di persone vivono e soffrono senza pi\u00f9 fare clamore. Sembra calato un velo di silenzio sui media internazionali, che parlano poco di Gaza, dove, nel frattempo, si continua a morire. Almeno 880 persone sono state uccise da&nbsp;&nbsp;attacchi israeliani da quando \u00e8 entrato in vigore l&#8217;accordo di tregua nella Striscia a ottobre scorso.&nbsp;&nbsp;Allo stesso tempo, l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 ha stimato che oltre 43.000 persone a Gaza abbiano riportato lesioni permanenti, di cui una su quattro \u00e8 un bambino. Le lesioni gravi includono traumi agli arti, amputazioni, lesioni al midollo spinale, ustioni e lesioni cerebrali traumatiche. Oltre 50.000 persone a Gaza oggi hanno urgente necessit\u00e0 di riabilitazione a lungo termine, ma i servizi che la forniscono sono gravemente sovraccarichi. Secondo l\u2019Ocha, \u00abnessuna struttura riabilitativa \u00e8 pienamente operativa, l&#8217;accesso alle cure specialistiche \u00e8 limitato e persistono gravi carenze di attrezzature, protesi e ausili a causa delle restrizioni sulle importazioni\u00bb. I tempi di attesa, inoltre, sono lunghi, con molti pazienti dimessi prematuramente o impossibilitati a ricevere un trattamento adeguato, aumentando il rischio di disabilit\u00e0 permanente.&nbsp;&nbsp;&nbsp;Per questo le ong locali e internazionali continuano da mesi a fare appelli perch\u00e9 si aprano corridoi per fornire cure mediche a una popolazione martoriata da oltre due anni di guerra. Nonostante le enormi necessit\u00e0, infatti, il governo israeliano continua a permettere l&#8217;ingresso a Gaza solo di una minima parte degli aiuti umanitari necessari.&nbsp;&nbsp;Gli ultimi dati dell\u2019Ocha rilevano che nei primi 11 giorni di maggio solo un camion su due proveniente dall&#8217;Egitto \u00e8 riuscito a scaricare i rifornimenti ai valichi controllati da Israele lungo il perimetro di Gaza. \u00abLe operazioni umanitarie \u2014 si legge nel rapporto dell\u2019Ocha \u2014 continuano a essere compromesse dalle restrizioni all&#8217;importazione di pezzi di ricambio essenziali, generatori di emergenza e altre attrezzature, nonch\u00e9 dalla carenza di materiali fondamentali, tra cui carburante e olio motore\u00bb.&nbsp;&nbsp;Le operazioni sono inoltre limitate dai divieti imposti ai partner chiave, dalle restrizioni alla circolazione all\u2019interno della Striscia di Gaza, dai danni alle strade e alle infrastrutture e dai continui scioperi, scontri a fuoco e insicurezza. Con condizioni migliori, ha avvertito l\u2019Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, i partner umanitari \u00absarebbero in grado di ampliare il loro raggio d\u2019azione, rispondere in modo pi\u00f9 efficace e fornire assistenza in modo pi\u00f9 costante in tutte le aree dell\u2019enclave\u00bb. Ci\u00f2 richiederebbe un accesso umanitario pienamente garantito, un supporto attivo alle operazioni di bonifica da ordigni esplosivi, rimozione delle macerie e riparazione delle case danneggiate, nonch\u00e9 l\u2019ingresso senza ostacoli di forniture essenziali. Condizioni che spianerebbero il campo a una ripresa, per quanto possibile, di una vita pi\u00f9 dignitosa.&nbsp;&nbsp;Nel frattempo a Gaza il 98% dell\u2019acqua non \u00e8 potabile, l\u201989% delle infrastrutture idriche \u00e8 gravemente danneggiato o distrutto e non vi \u00e8 carburante per alimentare le stazioni di pompaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Beatrice Guarrera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli abitanti di Gaza non sono al sicuro. 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