{"id":1000031452,"date":"2026-05-20T20:58:06","date_gmt":"2026-05-20T23:58:06","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031452"},"modified":"2026-05-20T20:58:09","modified_gmt":"2026-05-20T23:58:09","slug":"a-montefalco-una-mostra-dedicata-a-steve-mccurry-con-i-suoi-scatti-ha-saputo-raccontare-lumbria-con-uno-sguardo-unico-e-potente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031452","title":{"rendered":"A Montefalco una mostra dedicata a Steve McCurry \u00a0con i suoi scatti ha saputo raccontare l\u2019Umbria con uno sguardo unico e potente"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 5 Luglio 2026 si potr\u00e0 ammirare Complesso museale di San Francesco \u2013 Montefalco la mostra dedicata Steve McCurry \u2013 Steve McCurry \u2013 Umbria a cura di Biba Giacchetti.&nbsp; L\u2019 esposizione Ideata da Biba Giacchetti \u00e8 stata promossa da Comune di Montefalco e Regione Umbria con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Anci e Unione dei Comuni Terre dell\u2019Olio e del Sagrantino, in collaborazione con Orion57. Partner sono Camera di Commercio dell\u2019Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondazione Perugia, Consorzio Tutela Vini Montefalco e La Strada del Sagrantino. L\u2019organizzazione \u00e8 affidata a Maggioli Cultura e Turismo. In mostra 60 fotografie, molte inedite, del celebre racconto sull\u2019Umbria di Steve McCurry, tra i fotografi pi\u00f9 amati al mondo. Uno storytelling di luoghi, persone, storie, feste, eventi, paesaggi e comunit\u00e0 che trasmette tutto il calore e le emozioni provate da McCurry durante il suo viaggio in questa terra. Dato il grande successo di visitatori sigla la proroga della mostra di Steve McCurry a Montefalco fino al 5 luglio. Da dicembre 2025 al 3 maggio 2026 sono stati registrati 13.217 visitatori contro i 3.690 dello scorso anno (+ 258%). Una mostra che emoziona, sorprende e racconta le bellezze dell\u2019Umbria con uno sguardo unico e potente. Dopo oltre dieci anni dalla prima esposizione \u201cSensational Umbria\u201d, il celebre fotografo americano Steve McCurry \u00e8 tornato a raccontare questa terra con sessanta fotografie personalmente scelte, tra immagini iconiche e scatti inediti esposti per la prima volta al pubblico. Da Montefalco a Gubbio, passando per Foligno, Bevagna, Assisi, Perugia, Orvieto, Spoleto, Trevi, il lago Trasimeno e tanti luoghi inaspettati, oltre ai grandi eventi come Umbria Jazz, la Quintana di Foligno, la Festa dei Ceri, le Gaite di Bevagna e il Festival dei Due Mondi. Spiega Steve McCurry il perch\u00e9 della mostra: \u00abSentivo che fosse giunto il momento di tornare con una mostra in un luogo che mi aveva dato cos\u00ec tanto. Gli anni trascorsi lavorando a Sensational Umbria sono stati pieni di calore, curiosit\u00e0 e scoperte inattese. Tornare a Montefalco con immagini note e con una serie di inediti \u00e8 stato come chiudere un cerchio o, forse, aprirne uno nuovo. C&#8217;era ancora molto da dire sullo spirito di questa regione e volevo condividerlo\u00bb. In una mia ricerca storiografica e scientifica sulla figura di Steve McCurry apro il mio saggio dicendo : Posso affermare che la fotografia di reportage, come dimostra la sua storia, oltre a descrivere situazioni di guerra in paesi lontani, si \u00e8 sviluppata soprattutto nelle strade delle metropoli, seguendo la vita quotidiana delle persone comuni. \u00abIo penso a me stesso come a un testimone della storia\u00bb commenta il famoso fotografo della Magnum Alex Webb\u00abin un senso molto vasto del termine: fotografando soprattutto lo scorrere della vita della gente comune\u00bb. Una buona fotografia permette di comprendere a fondo l\u2019oggetto rappresentato e il suo contesto, a patto che il fotografo sappia utilizzare a pieno il linguaggio del reportage fotografico. Il fotoreporter assume una doppia identit\u00e0 nei confronti del pubblico. Prima di tutto rappresenta una proiezione dello sguardo del lettore. Ecco perch\u00e9 Henry Luce presentava il primo numero di \u00abLife\u00bb, comparso negli Stati Uniti il 23 novembre 1936, con una tiratura iniziale di oltre quattrocentomila copie. Infatti Smith non permetteva a nessuno di intervenire sulle immagini che aveva scattato. Egli stesso dir\u00e0: \u00abnon voglio che un qualsiasi difetto di presentazione mi rovini il lavoro. Prima di fotografare cerco di capire, poi fotografo con passione quello che ho voglia di fotografare. Poi esamino i risultati, e il modo di utilizzarli, con metodo impassibile e freddo. Soltanto allora lascio che la passione ritorni\u00bb. I suoi reportages letteralmente \u201criportare\u201d la realt\u00e0 erano giornalismo o erano arte? Lo stesso Smith \u00e8 consapevole del considerevole disaccordo fra l&#8217;obiettivit\u00e0 del fotogiornalista e la soggettivit\u00e0 del grande fotografo \u201ccreatore\u201d di immagini. Steve McCurry egli racconta narra la societ\u00e0 contemporanea attraverso la fotografia, posso dire che la&nbsp; fotografia \u00e8 questo lo sapevano bene i situazionisti anche se consideravano a ragione che la critica della vita quotidiana non pu\u00f2 essere separata dalla critica dell\u2019arte (o viceversa) a differenza dei surrealisti. Il compito dell\u2019artista \u00e8 quello di delegittimare il pensiero dominante attraverso nuove forme e nuovi contenuti, chiamarsi fuori dalle subordinazioni dell\u2019arte alla politica e denunciare le falsit\u00e0 del potere senza mezzi termini. Il capitalismo parassitario \u00e8 responsabile della crescita delle disuguaglianze ed \u00e8 la pi\u00f9 seria minaccia per la libert\u00e0. Le concentrazioni dei saperi detengono l\u2019imperio dell\u2019immaginario e attraverso i media (cinema, fotografia, televisione, carta stampata, telefonia, internet) educano gli uomini alla sottomissione, alla paura, alla mediocrit\u00e0 violenze, distruzioni, vigliaccherie sono legati alle grandi dichiarazioni dei governi le forze dominanti della societ\u00e0 globale non fanno sconti i carri armati sono il linguaggio primario del potere e i partiti rappresentano gli interessi fondamentali dei potenti solo i popoli falcidiati dalla guerra la piangeranno, perch\u00e9 solo dei massacrati \u00e8 il lutto. Chi parla di fotografia senza pensare al vissuto quotidiano ha un cadavere in bocca. L\u2019indice storico delle immagini figura, infatti, un\u2019epoca determinata dall\u2019indifferenza o, per alcuni fotografi, un presente che non ha bisogno di infingimenti e diviene strumento di disvelamento del dominio reale. La fotografia cos\u00ec fatta racchiude l\u2019intero esistente, sia in superficie che in profondit\u00e0, e sottende il desiderio di una storia dell\u2019umano tutta da costruire. Per gli antichi greci la bellezza \u00e8 intimamente legata con la giustizia, sono due diverse facce della stessa qualit\u00e0: la virt\u00f9 e l\u2019eccellenza. La bellezza \u00e8 uno stile, la giustizia \u00e8 il florilegio della sua poetica clandestina. Steve McCurry \u00e8 un grande fotografo, abilissimo nel colore, fermo nell\u2019inquadratura, forte nelle proprie scelte espressive&#8230; le sue immagini per\u00f2 ci sembrano avvolte in una fascinazione quasi sacrale, che difficilmente contiene il letto di pulci dove prende i suoi ritrattati lo sguardo del lettore gode di tanta bellezza espositiva ma la povert\u00e0 pare restare a margine dell\u2019insieme affabulativo. Certo \u00e8 che il suo fare-fotografia \u00e8 stato emulato da intere generazioni di fotoamatori ricompensati di magie, incantamenti, meraviglie del colore di McCurry, ma ad andare a fondo della sua perfezione estetica si resta contaminati pi\u00f9 dal santo bacio della vostra santa bocca (Salomone diceva nel Cantico dei cantici) che dal piacere materiale che ne consegue \u00e8 difficile elogiare una patria o un profeta, quale che sia, quando manca il pane. Di Steve McCurry in Rete si legge: \u00ab\u00c8 un fotoreporter statunitense. Nasce in un sobborgo di Philadelphia (Pennsylvania) il 24 febbraio 1950. Frequenta la High School Marple Newtown nella Contea di Delaware e poi si iscrive alle Penn State University per studiare fotografia e cinema. Si laurea in teatro nel 1974. Inizia ad interessarsi di fotografia e collabora con il quotidiano Today\u2019s Post. Poi parte per l\u2019India come fotografo freelance e l\u00ec dice McCurry \u201cho imparato a guardare e aspettare la vita: Se sai aspettare, le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto\u201d . Una filosofia e teoria della scrittura fotografica della quale diffidiamo, perch\u00e9 \u00e8 dietro il sagrato dell\u2019oggettivit\u00e0 che si sono sempre celati i tenutari delle forche e del plotone d\u2019esecuzione in nome della ragione imposta hanno educato alla soggezione i popoli impoveriti e li hanno gratificati con la pubblicazione colorata (o bianco e nero fa lo stesso) dei loro volti violati in libri, giornali, riviste, televisione, film perfino nella cartellonistica pubblicitaria di profumi, mutande, vestiti griffati, e spesso nel cambio di un premio internazionale si \u00e8 giustificato un crimine contro l\u2019umanit\u00e0. La carriera fotografica di McCurry salta all\u2019attenzione dei media, quando, travestito con abiti tradizionali, attraversa il confine tra il Pakistan e l\u2019Afghanistan territorio controllato dai ribelli, poco prima dell\u2019invasione russa alla maniera di un immortale della fotografia sociale, Roman Vischniac, e della talentuosa allieva di Walter Benjamin, Gis\u00e8le Freund, si cuce nei vestiti i rullini di pellicola e le sue immagini vengono pubblicate nei quotidiani internazionali&#8230; sono le prime fotografie che documentano un conflitto mai finito. C\u2019\u00e8 da dire che le forze armate dei paesi comunisti (si fa per dire) e delle democrazia occidentali, mai hanno gettato una sola bomba nei campi di papaveri afghani&#8230; l\u2019oppio dei popoli non \u00e8 solo la religione, la politica, la finanza&#8230; la droga, si sa, \u00e8 un deterrente importante per i saprofiti del potere e uno strumento di abbrutimento e sconfitta delle turbolenze generazionali (come \u00e8 stato per la soppressione della rivolta libertaria del \u201968). Il papavero \u00e8 anche un fiore. Il suo reportage vince il Robert Capa Gold Medal for Best Photographic Reporting from Abroad, assegnato ai fotografi che si sono distinti per eccezionale coraggio e per le loro imprese. McCurry continua a fotografare i conflitti della modernit\u00e0 (Iraq, Libano, Cambogia, Filippine). pubblica nelle riviste di tutto il mondo e ha grande rilievo nel National Geographic Magazin.diventa membro della Magnum Photo dal 1986. Egli \u00e8 guidato da una curiosit\u00e0 innata e dal senso di meraviglia circa il mondo e tutti coloro che lo abitano, ed ha una straordinaria capacit\u00e0 di attraversare i confini della lingua e della cultura per catturare storie di esperienza umana. \u00abLa maggior parte delle mie foto dice McCurry \u00e8 radicata nella gente. Cerco il momento in cui si affaccia l&#8217;anima pi\u00f9 genuina, in cui l&#8217;esperienza s&#8217;imprime sul volto di una persona. Cerco di trasmettere ci\u00f2 che pu\u00f2 essere una persona colta in un contesto pi\u00f9 ampio che potremmo chiamare la condizione umana. Voglio trasmettere il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell&#8217;essere estraneo si mescola alla gioia della familiarit\u00e0\u00bb\u201d. McCurry \u00e8 protagonista un documentario televisivo dal titolo Il volto della condizione umana (2003), realizzato dal pluripremiato regista francese Denis Delestrac. Nel 2013 \u00e8 autore del \u201cprestigioso\u201d calendario Pirelli, fotografa 11 donne impegnate nel sostegno di Fondazioni, organizzazioni non governative e progetti umanitari. I suoi workshop fotografici, della durata di un fine settimana a New York, che si possono estendere a due settimane in Asia, sono molto seguiti. L\u2019eco del suo insegnamento \u00e8 planetario. Per un autore di successo, la cosa peggiore \u00e8 essere compreso. Il fascino indiscreto della fotografia per\u00f2 \u00e8 altra cosa la feticizzazione della fotografia come merce lavora per conto dell\u2019organizzazione dell\u2019immaginario assoggettato e sotto il controllo dei dispensatori dei saperi, il linguaggio di ogni arte designa sempre altro dal vissuto reale. Nella fotografia non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da leggere, se non l\u2019odore di carogna che si porta dietro. \u201cLa mia fotografia \u00e8 onesta!\u201d diceva il fotoreporter mentre fotografava il bambino morente e l\u2019uccellaccio affamato in attesa di mangiarlo (l\u2019immagine avr\u00e0 poi un prestigioso premio). \u201cPurtroppo le mie fotografie lo sono meno \u201c, forse pensava. Qualche tempo dopo si \u00e8 tolto la vita. Un fotografo di meno. Meglio un bambino vivo. La menzogna della fotografia sacralizzata \u00e8 pura impostura la menzogna, talvolta ha la limpidezza della verit\u00e0 ma troppo spesso viene confusa con la legittimazione del falso contrabbandato come arte. A ciascuno la sua fotografia una volta che un\u2019immagine strappa un pezzo di vita quotidiana all\u2019obl\u00eco, del reale non resta niente se non la sua miseria e la verit\u00e0 sui responsabili della rovina. Stare accanto alla verit\u00e0, cos\u00ec come si \u00e8 vicini alla fotografia, significa entrare a volto scoperto a fianco della povert\u00e0, e poich\u00e9 la fotografia non \u00e8 se non l\u2019assalto al cielo del dominio, non resta che leggerla (anche nelle sue espressioni pi\u00f9 estreme) come superamento dell\u2019arte realizzata. Fotografare il vero, il giusto, il buono \u00e8 forse comunicare, per la prima volta, l\u2019eredit\u00e0 avvelenata del dolore e riprendere il lascito sovversivo dei ribelli senza causa, che non sia quella dell\u2019amore dell\u2019uomo per l\u2019uomo. La sola fotografia che lascia un segno nella storia \u00e8 quella che invita a scoprire le diversi voci della coscienza, quella maltrattata e quella che insorge e chiede il rispetto dei diritti umani. La seduzione fotografica di McCurry s\u2019accorda al romanzo autobio grafico che l\u2019accompagna ed esorta a godere e a far godere, senza procurare danno n\u00e9 a se n\u00e9 ad altri \u00e8 di una forza estetica incline alla pregevolezza e si definisce in rapporto alla costruzione etica che l\u2019autorizza. McCurry \u00e8 sensibile, a tratti commuove anche, l\u2019insieme del suo immaginario a colori \u00e8 una casistica di belle povert\u00e0 e molto altro ancora attraversa inferni reali e riesce in qualche modo a portare una scheggia di dignit\u00e0 nel corpo sociale che tratteggia all\u2019incrocio di sofferenze secolari. Non \u00e8 poco. Il suo armamentario estetico per\u00f2 non sembra essere fornito dell\u2019indignazione necessaria che aderisce al negativo che la abita. La fotografia che ha cessato di resistere si svilisce nei suoi contenuti e sar\u00e0 sostituita da un\u2019altra che resister\u00e0. A noi, va detto, interessa riflettere sulla maestria del colore di McCurry&#8230; a sfogliare le sue immagini pi\u00f9 famose (la ragazza afghana con gli occhi blu, volti di donne, uomini, bambini&#8230; fotografati in uno splendido Kodachrome, restituiscono appieno la gamma cromatica della pellicola e forse nessuno mai \u00e8 riuscito a tanto&#8230; ad andare in profondit\u00e0 delle fotografie ci\u00f2 che pi\u00f9 emerge dalla loro straordinaria compiutezza formale, non \u00e8 il dolore o la gioia di un\u2019epoca, ma lo splendore dei rossi, dei verdi, dei marroni, dei blu, dei neri che operano una trasfigurazione dei soggetti e li depositano nel casellario dell\u2019arte museale che \u00e8 un merito, anche. ma poco riguarda le Istorie emarginate dalle quali parte. Le inquadrature di McCurry sono sapienti, mai liquide, anzi piuttosto elaborate le linee, gli sfondi, la composizione generale non \u00e8 esente da un certa mistica dell\u2019immagine bella, e palazzi bombardati, navi arenate sulla spiaggia, morti e carri armati che si stagliano su fondali di guerra includono forse vittime e carnefici, ma basta vedere un affresco di Paolo Uccello per comprendere le atrocit\u00e0 di un conflitto e gli esecutori della barbarie. Una ragazza sfigurata, un bambino che abbraccia il fucile, rottamatori di navi, danzatori indiani affogati nella tinta rossa, donne velate di nero vestite stupendamente presi nell\u2019ascesi di una edificazione dell\u2019arte figurativa, esaltano il gesto virtuoso e i soggetti si trascolorano in maschere e non metafore del mondo degli oppressi. Lo sguardo di McCurry \u00e8 elegante, \u00e8 vero, mai severo con i fotografati&#8230; anche appassionato della materia che tratta&#8230; ma nella fotografia (e dappertutto) tra il significante e il significato, bisogna mettere il primo al servizio del secondo. L\u2019esistenza del vero \u00e8 subordinata a quella del senso che gli corrisponde. Nulla mai al di sopra o al di sotto delle schegge di verit\u00e0 che non siano egualitarie. L\u2019eccezione affascina, la differenza include il bastone che la produce. La fotografia della fascinazione di McCurry \u00e8 generosa di ammiccamenti, giustapposizioni, quadrature formali ma il sublime fuoriesce da chi pratica il dissidio e la sovranit\u00e0, la sfida e l\u2019ironia, lo stile e la seduzione con tutta la regalit\u00e0 di chi pratica l\u2019arte di dispiacere. La fotografia ascetica sa di polvere, e molto spesso non \u00e8 altro che l\u2019arte di sistemare i resti o i vecchi avanzi lasciati dalle religioni, dai partiti, dai saperi, all\u2019utilitarismo della societ\u00e0 mercantista. Qualsiasi fotografo sa indicare la via verso il sublime ma laddove non c\u2019\u00e8 volont\u00e0 di rottura col modello di societ\u00e0 esistente, non c\u2019\u00e8 via. Pi\u00f9 vedo gli sforzi compiuti da critici, storici, galleristi, mecenati, fotografi per elevare la cultura fotografica al rango di arte per tutti pi\u00f9 sono convinto che il mio amico finito in manicomio per aver sputato contro la Madonna in processione, aveva ragione: \u201cVale solo la rivolta, il resto \u00e8 menzogna\u201d. Ossequiosit\u00e0, servilismo, cupidigia, provocati dalla politica consumerista e dalle bassezze elettorali sono i legacci dei privilegiati, e l\u2019unico modo per distruggere questo stato di cose \u00e8 la diserzione o la resistenza sociale. Insegnare agli uomini a non pi\u00f9 guardare ma a vedere, \u00e8 sempre stato pericoloso. Le verit\u00e0 ultime si dicono sulla soglia del vero che si trascina irreversibilmente all\u2019interno della bellezza che si morde (e c\u2019impara a vivere e morire insieme alla leggibilit\u00e0 e illeggibilit\u00e0 di fotografare ci\u00f2 che non si valuta in base ai suoi successi, ma alla resistenza sociale). Dare su qualsiasi cosa, compresa la disperazione, giudizi irreconciliabili contro i possessori d\u2019illusioni, \u00e8 l\u2019unica maniera di non tradire la fame degli impoveriti. Se mi chiedessero qual \u00e8, di tutti i misteri, quel che resta pi\u00f9 difficile a conoscere, risponderei senza esitare, la fotografia in amore verso gli ultimi la fotografia pensa e invita a pensare intorno a se stessa un\u2019immagine \u00e8 centro di un evento o \u00e8 solo banalit\u00e0 patinata il cuore profondo della fotografia \u00e8 nella vita trasfigurata che desidera raggiungere ci\u00f2 che gli manca. Ci\u00f2 che non uccide la fotografia, la fortifica. La mostra al Complesso museale di Montefalco \u00e8 arricchita da un video esplicativo sulleesperienze vissute da Steve McCurry durante il suo viaggio in Umbria. Il visitatore potr\u00e0 cos\u00ec rivivere quei momenti e scoprire come nascono i suoi scatti iconici. Grazie alla sua capacit\u00e0 narrativa, ogni fotografia di McCurry diventa una&nbsp;finestra sui luoghi e sulla vita&nbsp;dei soggetti raffigurati, ed \u00e8 capace di trasmettere storie antiche, segreti condivisi e vita autentica. Quel senso di magia che l\u2019Umbria sa creare senza sforzo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:66.75330%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/McCurry_Montefalco_mostra-04-1024x683.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000031456\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000031456\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/McCurry_Montefalco_mostra-04.jpg?fit=2500%2C1667&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2500,1667\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;3.2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Pier Paolo Metelli 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Nato a Philadelphia, Pennsylvania nel 1950, McCurry ha studiato fotografia cinematografica alla Pennsylvania State University, prima di lavorare per una redazione giornalistica. Dopo due anni, McCurry fece il suo primo viaggio in India a cui ne seguirono tanti altri. Viaggiando con niente di pi\u00f9 che una borsa di vestiti e film, si \u00e8 fatto strada nel subcontinente, esplorando il Paese con la sua macchina fotografica. \u00c8 stato dopo diversi mesi di viaggio che ha attraversato il confine con il Pakistan. In un piccolo villaggio ha incontrato un gruppo di rifugiati afghani, che l\u2019ha introdotto illegalmente nel loro Paese, proprio quando l\u2019invasione russa stava chiudendo il Paese ai giornalisti occidentali. Con abiti tradizionali, barba e viso patito dopo mesi tra i Mujahideen, McCurry torna al confine pakistano con il suo film cucito nei vestiti. Le immagini di McCurry sono state tra le prime a mostrare al mondo la brutalit\u00e0 dell\u2019invasione russa. Da allora, McCurry ha continuato a creare immagini indimenticabili dei sette continenti e di numerosi Paesi. La sua opera omnia abbraccia conflitti, culture dimenticate, tradizioni antiche, ma anche la cultura contemporanea &#8211; sempre conservando l\u2019elemento umano che ha reso la sua celebre immagine della Ragazza Afghana cos\u00ec potente. McCurry \u00e8 stato riconosciuto con alcuni dei premi pi\u00f9 prestigiosi del settore, tra cui il Robert Capa Gold Medal. Pi\u00f9 di recente, la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement e nel 2019 \u00e8 stato introdotto nell\u2019International Photography Hall of Fame.<\/p>\n\n\n\n<p>Complesso museale di San Francesco \u2013 Montefalco<\/p>\n\n\n\n<p>Steve McCurry \u2013 Umbria<\/p>\n\n\n\n<p>dal 4 Dicembre 2025 al 5 Luglio 2026<\/p>\n\n\n\n<p>dal Luned\u00ec alla Domenica dalle ore 10.30 alle ore 18.00<\/p>\n\n\n\n<p>Marted\u00ec Chiuso<\/p>\n\n\n\n<p>Foto di Steve McCurry<\/p>\n\n\n\n<p>Steve McCurry, Istallation view, Montefalco, Ph: Pier Paolo Metelli<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte : Sara Stangoni Comunicazione<br>uffici stampa e copywriting<br><a href=\"mailto:press@sarastangoni.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">press@sarastangoni.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Fino al 5 Luglio 2026 si potr\u00e0 ammirare Complesso museale di San Francesco \u2013 Montefalco la mostra dedicata Steve McCurry \u2013 Steve McCurry \u2013 Umbria a cura di Biba Giacchetti.&nbsp; L\u2019 esposizione Ideata da Biba Giacchetti \u00e8 stata promossa da Comune di Montefalco e Regione Umbria con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000031453,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3,5],"tags":[47,48],"class_list":{"0":"post-1000031452","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte","8":"category-giovanni-cardone","9":"tag-arte","10":"tag-giovanni-cardone"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/McCurry_Montefalco_mostra-07_%40ph.-Pier-Paolo-Metelli.jpg?fit=2500%2C1667&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000031452"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000031459,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000031452\/revisions\/1000031459"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000031453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000031452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000031452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000031452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}