{"id":1000031150,"date":"2026-05-12T22:57:19","date_gmt":"2026-05-13T01:57:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031150"},"modified":"2026-05-12T22:57:21","modified_gmt":"2026-05-13T01:57:21","slug":"la-cocaina-arriva-sottacqua-ecco-perche-italia-e-francia-ora-fanno-sul-serio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031150","title":{"rendered":"La cocaina arriva sott\u2019acqua: ecco perch\u00e9 Italia e Francia ora fanno sul serio"},"content":{"rendered":"\n<p>Scordatevi i dispetti che negli scorsi anni si sono fatti Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron (pi\u00f9 quest\u2019ultimo verso Giorgia, a dire il vero, che non il contrario); scordatevi anche quella annosa gelosia che da secoli i cugini francesi nutrono verso les Italiens e il loro ingegno irraggiungibile. Tutto passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, che tra Francia e Italia i rapporti non siano stati sempre idilliaci \u00e8 un dato di fatto che affonda le radici nella storia delle due nazioni, che le ha viste spesso alleate, ma molte altre volte contrapposte, sia militarmente sia economicamente. Su un tema specifico, per\u00f2, sono sempre andate d\u2019accordo: la lotta decennale al traffico internazionale di stupefacenti via mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i due Paesi esisteva gi\u00e0 fin dagli anni \u201990 un Accordo di cooperazione italo-francese, che prevedeva lo scambio di informazioni attinenti alle cosiddette \u201csituazioni di superficie\u201d, e cio\u00e8 il monitoraggio del traffico commerciale e diportistico nelle rispettive aree di intervento, ipoteticamente connesso ai traffici illeciti, oltre alla possibilit\u00e0 di utilizzare le basi operative dei due Paesi per missioni aeronavali di vigilanza. Oltre a questo accordo tecnico, i nostri due Paesi sono parti attive della Convenzione di Vienna del 1988, rivolta a tutti gli Stati contraenti (oltre 180 Stati parte), che all\u2019articolo 17 prevede l\u2019adozione di forme di cooperazione \u201cin tutta la misura del possibile, in vista di porre fine al traffico illecito via mare in conformit\u00e0 con il diritto internazionale del mare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, il citato articolo 17 prevede che uno Stato parte possa chiedere a un altro Stato, avendone fondati motivi, di essere autorizzato a intervenire su una nave battente bandiera di quest\u2019ultimo e quindi a:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u00a0fermare la nave in alto mare per ispezionarla;<\/li>\n\n\n\n<li>visitare la nave;<\/li>\n\n\n\n<li>adottare adeguati provvedimenti nei confronti della nave, delle persone che si trovano a bordo e del carico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Come riportato nel comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, venerd\u00ec 4 maggio 2026, a margine del vertice della CPE \u2013 Comunit\u00e0 Politica Europea \u2013 di Yerevan (Armenia), \u00e8 stata formalizzata un\u2019iniziativa tra il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano e il Presidente della Repubblica francese, che hanno presieduto congiuntamente la seconda riunione della&nbsp;<strong>Coalizione Europea contro le Droghe<\/strong>&nbsp;(ECAD), allo scopo di rafforzare ulteriormente la cooperazione nel contrasto al traffico di stupefacenti. \u201cLe nazioni aderenti, le istituzioni europee e il Consiglio d\u2019Europa\u201d \u2013 come testualmente recita il comunicato italiano \u2013 \u201channo discusso le iniziative concrete di cooperazione proposte da Italia e Francia per il 2026 e adottato una nuova dichiarazione congiunta per indirizzare il lavoro dei prossimi mesi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019incontro di Yerevan<\/strong>&nbsp;segue un primo incontro tenutosi a Copenaghen nell\u2019ottobre 2025 e pone l\u2019accento su tre pilastri distinti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>contrastare<\/strong>\u00a0il traffico illecito di droga, in particolare per quanto riguarda il traffico marittimo e portuale;<\/li>\n\n\n\n<li>affrontare le minacce associate ai flussi finanziari illeciti, al\u00a0<strong>riciclaggio di denaro e alla corruzione;<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>rafforzare le misure politiche per ridurre la domanda, i rischi e i danni derivanti\u00a0<strong>dall\u2019uso di droghe<\/strong>, comprese le minacce emergenti delle droghe sintetiche.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il contrasto ai traffici di droga via mare, viene focalizzata l\u2019attenzione verso nuove forme di trasporto, quali l\u2019uso di imbarcazioni veloci e di&nbsp;<strong>narco-sommergibili.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esigenza di un cambio di rotta, cos\u00ec come formalizzato da Italia e Francia, nasce essenzialmente dagli ultimi sviluppi operativi, nei quali \u00e8 stata la stessa Europol a lanciare l\u2019allarme sulle nuove rotte della cocaina in Europa e sulle nuove procedure adottate dalle organizzazioni criminali. Infatti, nel settembre e nel novembre 2025, e successivamente nel gennaio 2026, le polizie di Portogallo e Spagna, grazie anche alle informazioni fornite dai servizi informativi di altri Paesi europei, hanno sequestrato svariate tonnellate di cocaina trasportate da mini-sommergibili che navigavano a pelo d\u2019acqua per eludere la sorveglianza radar delle unit\u00e0 navali. Da qui l\u2019esigenza di altri Paesi, quali appunto Francia e Italia, di attivarsi per contrastare il fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Sergio De Santis<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scordatevi i dispetti che negli scorsi anni si sono fatti Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron (pi\u00f9 quest\u2019ultimo verso Giorgia, a dire il vero, che non il contrario); scordatevi anche quella annosa gelosia che da secoli i cugini francesi nutrono verso les Italiens e il loro ingegno irraggiungibile. Tutto passato. 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