{"id":1000031112,"date":"2026-05-09T13:02:54","date_gmt":"2026-05-09T16:02:54","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031112"},"modified":"2026-05-09T13:02:55","modified_gmt":"2026-05-09T16:02:55","slug":"covid-lex-capo-dellaifa-confessa-i-vaccini-non-bloccavano-il-contagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000031112","title":{"rendered":"Covid, l\u2019ex capo dell\u2019AIFA confessa: \u201cI vaccini non bloccavano il contagio\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 una domanda semplice semplice, di quelle che in un Paese normale dovrebbero campeggiare in prima pagina: se il vaccino Covid non bloccava il contagio, su quale base morale, politica e giuridica sono stati costruiti obblighi, ricatti lavorativi, green pass, sospensioni, esclusioni sociali e prediche di Stato? La domanda torna oggi perch\u00e9, come riportato da La Verit\u00e0, l\u2019ex direttore generale dell\u2019Aifa Nicola Magrini, ascoltato in Commissione d\u2019inchiesta Covid, ha pronunciato parole pesantissime. Non un\u2019opinione da bar. Non il post del complottista con la foto del tramonto. Non il video dello zio su WhatsApp. Parole dette in sede istituzionale. Eccole: \u201cIl vaccino Covid protegge l\u2019individuo che l\u2019ha fatto. La trasmissione (del virus) non \u00e8 bloccata. Di quanto si riduce? Di un po\u2019. Bon, mi fermo qui\u201d. Di un po\u2019. Avete letto bene: \u201cDi un po\u2019\u201d. Non \u201cblocca\u201d. Non \u201cimpedisce\u201d. Non \u201cferma la catena del contagio\u201d. Non \u201cse ti vaccini salvi la nonna, il vicino, il collega e pure il cane del pianerottolo\u201d. No. \u201cDi un po\u2019\u201d. E quando gli viene chiesto se quell\u2019indicazione fosse stata data, la risposta riportata \u00e8 ancora pi\u00f9 formidabile: \u201cNo\u201d. Perch\u00e9? \u201cPerch\u00e9 non \u00e8 stata richiesta e perch\u00e9 era parziale\u201d. Ecco il punto. Non stiamo discutendo, qui, se il vaccino proteggesse il singolo dal rischio di malattia grave. Quello \u00e8 un altro tema. Qui parliamo della gigantesca architettura politica e comunicativa montata sul principio opposto: vaccinati non per te, ma per gli altri. Vaccinati perch\u00e9 altrimenti sei un untore. Vaccinati perch\u00e9 altrimenti sei fuori dalla societ\u00e0 civile. Vaccinati perch\u00e9 altrimenti non lavori, non viaggi, non bevi il caff\u00e8, non entri, non esci, non campi. Per mesi ci hanno venduto il vaccino come una specie di lasciapassare etico. Il green pass non era presentato come un documento sanitario: era il certificato di buona condotta. Da una parte i responsabili, dall\u2019altra gli egoisti. Da una parte i cittadini modello, dall\u2019altra i reprobi. Da una parte la scienza, dall\u2019altra le caverne. Poi arriva Magrini e dice che la trasmissione \u201cnon \u00e8 bloccata\u201d. E aggiunge che si riduceva \u201cdi un po\u2019\u201d. Ma allora la domanda resta l\u00ec, enorme: con quale coraggio hanno trasformato quel \u201cpo\u2019\u201d in obbligo morale? Perch\u00e9 ricordiamolo: la narrazione pubblica non fu prudente. Non fu dubitativa. Non fu: \u201ci vaccini riducono alcuni rischi, ma la trasmissione resta possibile\u201d. Magari. Sarebbe stata una comunicazione adulta. Invece ci dissero altro. Ci dissero \u201cil vaccino ferma il contagio\u201d. Ci dissero \u201cil vaccino \u00e8 un atto di altruismo\u201d. Ci dissero \u201cse non ti vaccini uccidi i vecchietti\u201d. Ci dissero, con il ditino alzato e l\u2019aria del tribunale sanitario permanente, che chi non obbediva metteva in pericolo la comunit\u00e0. E su quella premessa sono arrivati gli obblighi. Non una raccomandazione. Non un invito. Non una campagna informativa. Obblighi. Green pass. Super green pass. Sospensioni dal lavoro. Stipendi saltati. Infermieri e insegnanti lasciati a casa. Italiani trattati come cittadini a sovranit\u00e0 limitata. E guai a protestare: eri no vax, oscurantista, pericoloso, irresponsabile. Adesso, per\u00f2, il castello scricchiola. Perch\u00e9 se il fondamento era \u201cti obbligo perch\u00e9 cos\u00ec proteggi gli altri\u201d, ma l\u2019autorit\u00e0 regolatoria sapeva che il contagio non era bloccato, allora non siamo davanti a una semplice svista comunicativa. Siamo davanti a un problema democratico. E il problema non si risolve con il solito \u201cma era emergenza\u201d. Appunto: proprio perch\u00e9 era emergenza, serviva pi\u00f9 verit\u00e0, non meno. Proprio perch\u00e9 i cittadini erano spaventati, chi governava doveva essere pi\u00f9 preciso, non pi\u00f9 propagandistico. Proprio perch\u00e9 si stavano comprimendo libert\u00e0 fondamentali, le parole dovevano essere chirurgiche. Invece furono slogan. \u201cVaccinarsi serve a fermare la circolazione del virus\u201d. \u201cVaccinarsi serve a bloccare il contagio\u201d. \u201cIl vaccino blocca il contagio\u201d. \u201cNon ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore\u201d. Erano frasi che costruivano un clima. E quel clima ha prodotto conseguenze concrete: ostracismo sociale, perdita del lavoro, campagne d\u2019odio, divisioni familiari, discriminazioni legalizzate. Ora, davanti alla frase \u201cLa trasmissione (del virus) non \u00e8 bloccata\u201d, nessuno pu\u00f2 far finta di niente. La seconda parte \u00e8 persino peggiore. Alla domanda sul perch\u00e9 quell\u2019informazione non fosse stata comunicata, la risposta sarebbe stata: \u201cPerch\u00e9 non \u00e8 stata richiesta e perch\u00e9 era parziale\u201d. Ma come, non richiesta? In quei mesi si parlava solo di quello. Tutta la giustificazione pubblica degli obblighi ruotava attorno a quello. Era il cuore della questione: il vaccinato contagia o non contagia? Riduce la trasmissione? Di quanto? Per quanto tempo? Con quali varianti? Con quali evidenze? Dire che nessuno lo aveva chiesto \u00e8 una toppa peggiore del buco. E dire che l\u2019informazione era \u201cparziale\u201d non la rende meno necessaria. Anzi. Proprio perch\u00e9 era parziale, andava comunicata come tale. La scienza non \u00e8 il santino da esibire in conferenza stampa. \u00c8 dubbio, misura, limite, trasparenza. Se non sai di quanto un vaccino riduca la trasmissione, non puoi raccontare agli italiani che chi non si vaccina \u00e8 un assassino potenziale. Puoi dire: protegge te. Puoi dire: pu\u00f2 ridurre alcuni rischi. Puoi dire: i dati sono in evoluzione. Non puoi dire: se non lo fai, sei un pericolo pubblico. Questa \u00e8 la differenza fra informazione e propaganda. Fra sanit\u00e0 pubblica e pedagogia autoritaria. Fra convincere e costringere. C\u2019\u00e8 poi il capitolo delle mail interne Aifa, rilanciato da La Verit\u00e0 nello stesso articolo, con il riferimento alle domande del senatore Lucio Malan e all\u2019inchiesta di Fuori dal Coro. Alla richiesta di spiegazioni sulle comunicazioni interne, Magrini avrebbe tagliato corto: \u201cHo querelato la trasmissione\u201d. Bene. Ma la querela non \u00e8 una risposta politica. Non \u00e8 una spiegazione scientifica. Non \u00e8 una ricostruzione dei fatti. \u00c8 una mossa giudiziaria. Legittima, certo. Ma qui il Paese non ha bisogno di sapere chi ha querelato chi. Ha bisogno di sapere se durante la campagna vaccinale furono date ai cittadini tutte le informazioni rilevanti. Perch\u00e9 la vera questione \u00e8 questa: quanto sapevano? Quando lo sapevano? E perch\u00e9 non lo dissero chiaramente? Non basta pi\u00f9 il solito teatrino degli ex responsabili che arrivano in audizione e parlano come se fossero stati passanti casuali. Erano ai vertici. Decidevano. Firmavano. Comunicavano. Partecipavano alla costruzione di una linea pubblica che ha inciso sulla vita di milioni di persone. E ora non possono cavarsela con \u201cDi un po\u2019\u201d. Quel \u201cpo\u2019\u201d \u00e8 diventato il pretesto per un\u2019enorme compressione dei diritti. Quel \u201cpo\u2019\u201d \u00e8 diventato lasciapassare, obbligo, sospensione, umiliazione pubblica. Quel \u201cpo\u2019\u201d \u00e8 stato gonfiato fino a diventare dogma. E chi lo contestava veniva espulso dal consesso dei presentabili. La Commissione d\u2019inchiesta, a questo punto, ha un dovere: non accontentarsi delle formule. Non fermarsi alle mezze ammissioni. Non permettere che la stagione Covid venga archiviata con il solito \u201cabbiamo fatto il meglio possibile\u201d. Perch\u00e9 forse qualcuno ha fatto il meglio possibile. Ma qualcun altro ha fatto propaganda. La verit\u00e0, oggi, \u00e8 semplice e scomoda: agli italiani fu detto che il vaccino bloccava il contagio. O quantomeno questo fu il messaggio politico-mediatico dominante. Ora l\u2019ex direttore dell\u2019Aifa dice che no, \u201cla trasmissione (del virus) non \u00e8 bloccata\u201d. E se questa informazione fosse stata disponibile, anche solo \u201cparziale\u201d, avrebbe dovuta essere comunicata con chiarezza. Il resto \u00e8 fuffa. Scientifica, istituzionale, televisiva. Ma sempre fuffa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una domanda semplice semplice, di quelle che in un Paese normale dovrebbero campeggiare in prima pagina: se il vaccino Covid non bloccava il contagio, su quale base morale, politica e giuridica sono stati costruiti obblighi, ricatti lavorativi, green pass, sospensioni, esclusioni sociali e prediche di Stato? 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