{"id":1000030994,"date":"2026-05-05T21:12:05","date_gmt":"2026-05-06T00:12:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030994"},"modified":"2026-05-05T21:12:07","modified_gmt":"2026-05-06T00:12:07","slug":"in-ghana-vanno-matti-per-gli-spaghetti-li-chiamano-talia-ma-non-sono-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030994","title":{"rendered":"In Ghana vanno matti per gli spaghetti. Li chiamano \u2018talia\u2019, ma non sono made in Italy"},"content":{"rendered":"\n<p>In Ghana gli spaghetti sono popolarissimi e hanno perfino un nome locale: \u201ctalia\u201d, un omaggio all\u2019Italia e in particolare alle sue tagliatelle. Accade ora che questa passione si rifletta in un decreto esecutivo firmato dal presidente John Dramani Mahama. La misura fa pensare un po\u2019 agli \u201cexecutive orders\u201d del presidente americano Donald Trump in tema di dazi: in Ghana si vietano le importazioni di pasta, in particolare attraverso i confini terrestri. L\u2019obiettivo \u00e8 favorire la crescita di uno stabilimento inaugurato qualche settimana fa a Kpone, nella regione della capitale Accra, pronto a produrre oltre 60mila tonnellate di pasta di grano duro l\u2019anno. E attenzione: la fabbrica non \u00e8 italiana, ma di una societ\u00e0 di Singapore, la Olam Agri, che ha investito circa 40 milioni di dollari. Chi perde in questa vicenda? Sembrerebbe il Togo, al confine est del Ghana, un Paese molto pi\u00f9 piccolo eppure uno dei principali importatori africani di pasta, spesso destinata al commercio transfrontaliero. Ad Accra la \u201ctalia\u201d \u00e8 servita con uova e \u201cwaakye\u201d, sostituendo il riso in un piatto tradizionale che prevede anche fagioli neri e foglie di sorgo rosso. Nelle botteghe di \u201cstreet food\u201d gli spaghetti arrivano perlopi\u00f9 di contrabbando. Il gioco vale la candela. Secondo Ghana for Good, un canale Substack curato da Marco Casano, consulente di imprese italiano che vive nella capitale Accra da oltre dieci anni, tra il 2021 e il 2024 il Paese ha importato pasta per un valore di 140 milioni di dollari. \u201cIn particolare gli spaghetti non sono pi\u00f9 un prodotto \u2018straniero&#8217;\u201d, sottolinea Casano, parlando con l\u2019agenzia Dire. \u201cUn recente articolo ha definito il Ghana addirittura \u2018The Spaghetti Nation\u2019\u201c. Lo confermano tante ricette online. La \u201ctalia\u201d viene saltata in padella in stile \u201cstir-fry\u201d, con un sugo speziato a base di pomodoro, carote, cavoli e peperoni. Si aggiungono poi cipolle, sardine, sgombro o salsicce. Nei video circola anche una variante con il riso \u201cjollof\u201d come base per gli spaghetti. Con l\u2019agenzia Dire ne parla anche Massimiliano Colasuonno Taricone, console del Ghana in Italia. \u201cCon il divieto\u201d, sottolinea il diplomatico, \u201cil governo di Accra mira a proteggere il mercato locale dalla pasta prodotta nei Paesi vicini, che \u00e8 di bassa qualit\u00e0 ma che tutta la popolazione mangia\u201d. Secondo Colasuonno Taricone, per\u00f2, il provvedimento potrebbe penalizzare anche marchi italiani. \u201cIl problema \u00e8 che molti nostri distributori di pasta sono nigeriani\u201d, sottolinea il console. \u201cAnche brand come Barilla arrivano via terra passando dal Togo: questo pu\u00f2 far alzare i prezzi dei nostri marchi che oggi trovi ai supermercati\u201d. Come dire: un\u2019occasione mancata per l\u2019Italia. Tanto pi\u00f9, riprende Casano, che i macchinari acquistati dall\u2019azienda di Singapore sono \u201cmade in Italy\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Giardina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Ghana gli spaghetti sono popolarissimi e hanno perfino un nome locale: \u201ctalia\u201d, un omaggio all\u2019Italia e in particolare alle sue tagliatelle. Accade ora che questa passione si rifletta in un decreto esecutivo firmato dal presidente John Dramani Mahama. 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