{"id":1000030937,"date":"2026-05-03T15:41:56","date_gmt":"2026-05-03T18:41:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030937"},"modified":"2026-05-03T15:41:58","modified_gmt":"2026-05-03T18:41:58","slug":"tumore-al-seno-perche-il-rischio-aumenta-con-leta-la-risposta-e-scritta-nelle-nostre-cellule","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030937","title":{"rendered":"Tumore al seno: perch\u00e9 il rischio aumenta con l\u2019et\u00e0? La risposta \u00e8 scritta nelle nostre cellule"},"content":{"rendered":"\n<p>Anche se i casi di tumore al seno sono in aumento tra le giovani donne, la fascia pi\u00f9 a rischio per questa forma di cancro \u00e8 quella delle pazienti tra i 50 e i 69 anni. L&#8217;invecchiamento rende pi\u00f9 probabili le mutazioni genetiche delle cellule che possono favorire l&#8217;insorgenza di tumori, ma per il tumore al seno, c&#8217;\u00e8 un altro fattore pi\u00f9 specifico: con il passare dell&#8217;et\u00e0, il tessuto delle mammelle si altera in un modo riconoscibile, creando un ambiente favorevole alla diffusione di tumori. Per la prima volta \u00e8 stata creata una mappa dei profondi cambiamenti cellulari del seno, che meglio spiega il peso dell&#8217;et\u00e0 nell&#8217;incidenza dei tumori che lo riguardano.<\/p>\n\n\n\n<p>Una linea di demarcazione<\/p>\n\n\n\n<p>Un gruppo di scienziati delle Universit\u00e0 di Cambridge (Regno Unito) e della Columbia Britannica (Canada) ha raccolto pi\u00f9 di 3 milioni di cellule da 527 pazienti tra i 15 e gli 86 anni, che avevano affrontato interventi di riduzione del seno. Usando tecniche di imaging avanzato, i ricercatori hanno distinto i vari tipi cellulari e seguito la loro distribuzione e i loro cambiamenti in relazione all&#8217;et\u00e0. I risultati del loro lavoro sono stati pubblicati su Nature Aging. In generale, anche se alcuni cambiamenti meno pronunciati nella diffusione delle cellule si sono verificati a partire dai 20 anni, complici la gravidanza e l&#8217;allattamento, l&#8217;evoluzione pi\u00f9 profonda del tessuto del seno \u00e8 avvenuta in seguito, durante la menopausa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un contesto pi\u00f9 adatto alla diffusione di tumori<\/p>\n\n\n\n<p>Con l&#8217;inizio della menopausa le cellule del seno si dividono meno di frequente; cala il numero di cellule immunitarie, di cellule stromali (che formano una sorta di impalcatura di sostegno del tessuto) ed epiteliali (che rivestono i dotti o lobuli delle ghiandole deputate alla produzione di latte). Il declino di quest&#8217;ultimo tipo di cellule era atteso, giacch\u00e9 l&#8217;allattamento a quest&#8217;et\u00e0 non avviene, ma l&#8217;entit\u00e0 del cambiamento ha sorpreso gli scienziati. Anche la struttura stessa del tessuto del seno cambia: aumenta la quantit\u00e0 di grasso, i lobuli che producevano latte si assottigliano o svaniscono, si riduce il numero di vasi sanguigni.&nbsp;&nbsp;Le cellule immunitarie migrano lontano da quelle epiteliali, un fenomeno che potrebbe facilitare la diffusione di cellule tumorali: la maggior parte dei carcinomi mammari ha infatti origine dalla proliferazione incontrollata di cellule epiteliali. Il numero stesso di cellule B o cellule T, le cellule immunitarie capaci di riconoscere e annientare quelle tumorali, diminuisce. Aumenta, intanto, la produzione di altre cellule immunitarie &#8211; i macrofagi M2: cellule immunitarie coinvolte nella riparazione dei tessuti che possono per\u00f2 essere cooptate dai tumori per proliferare. Questi cambiamenti generano un ambiente pi\u00f9 incline alle infiammazioni, con un sistema immunitario meno efficiente e pi\u00f9 favorevole alla diffusione di tumori. Quanto rapidamente avvengano questi cambiamenti, che si innescano a partire dalla fine del decennio dei quarant&#8217;anni, \u00e8 probabilmente un fattore soggettivo, legato anche a ragioni genetiche, non analizzate nello studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se i casi di tumore al seno sono in aumento tra le giovani donne, la fascia pi\u00f9 a rischio per questa forma di cancro \u00e8 quella delle pazienti tra i 50 e i 69 anni. 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