{"id":1000030934,"date":"2026-05-03T13:42:35","date_gmt":"2026-05-03T16:42:35","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030934"},"modified":"2026-05-03T13:42:37","modified_gmt":"2026-05-03T16:42:37","slug":"clima-leuropa-nella-morsa-del-caldo-perche-ci-stiamo-scaldando-piu-del-resto-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030934","title":{"rendered":"Clima, l&#8217;Europa nella morsa del caldo: perch\u00e9 ci stiamo scaldando pi\u00f9 del resto del mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;Europa si conferma l&#8217;avamposto del riscaldamento globale: con +2,5 \u00b0C in pi\u00f9 rispetto all&#8217;epoca preindustriale, \u00e8 il continente che si \u00e8 scaldato di pi\u00f9 negli ultimi 5 anni. Quasi il doppio rispetto al resto del mondo, che si \u00e8 scaldato in media di 1,4 \u00b0C. Solo l&#8217;Artico ha registrato un aumento ancora pi\u00f9 alto (+3,2 \u00b0C), per le dinamiche accelerate di fusione dei ghiacci che hanno ridotto l&#8217;albedo, cio\u00e8 la riflessione dei raggi solari.<\/p>\n\n\n\n<p>Record climatici: l&#8217;Europa corre verso il baratro<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, come gi\u00e0 emerso lo scorso anno, ancora una volta il Vecchio Continente risulta ben oltre il tetto (+1,5 \u00b0C) fissato dall&#8217;accordo di Parigi sul clima.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati climatici europei nel 2025<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83c\udf21\ufe0fTemperatura<\/p>\n\n\n\n<p>Aumento medio negli ultimi 5 anni rispetto al periodo preindustriale*<\/p>\n\n\n\n<p>(1850\u20131900)<\/p>\n\n\n\n<p>Globale +1,4 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>Europeo +2,5 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>Artico +3,2 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83c\udf21\ufe0fTemperatura della superficie del mare*<\/p>\n\n\n\n<p>Aumento medio negli ultimi 5 anni dagli anni &#8217;80<\/p>\n\n\n\n<p>Globale +0,6 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>Area Europa +1,1 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>Mar Mediterraneo +1,4 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83c\udf21\ufe0fContenuto di calore oceanico nei primi 2000 m<\/p>\n\n\n\n<p>Aumento dal 1993<\/p>\n\n\n\n<p>Globale +0,16 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>Atlantico nord-orientale +0,05 \u00b0C<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83c\udf0aLivello del mare<\/p>\n\n\n\n<p>Aumento medio annuo dal 1999 al 2025<\/p>\n\n\n\n<p>Globale +3,7 mm<\/p>\n\n\n\n<p>Europeo +2\u20134 mm<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83e\uddcaGhiaccio marino<\/p>\n\n\n\n<p>Diminuzione dell&#8217;estensione del ghiaccio dagli anni &#8217;80 (per il mese del minimo annuale, ultimi 5 anni)<\/p>\n\n\n\n<p>Artico (settembre) -2,6 milioni km\u00b2 (-33%)<\/p>\n\n\n\n<p>Antartide (febbraio) -0,6 milioni km\u00b2 (-20%)<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83c\udfd4\ufe0fGhiacciai*<\/p>\n\n\n\n<p>Perdita di ghiaccio dal 1975<\/p>\n\n\n\n<p>Globale -9580 Gt (-5,8% del totale)<\/p>\n\n\n\n<p>Europeo -970 Gt (-9,7%)<\/p>\n\n\n\n<p>* esclusi i ghiacciai periferici della Groenlandia<\/p>\n\n\n\n<p>\ud83e\uddca&nbsp;Calotte glaciali*<\/p>\n\n\n\n<p>Perdita di ghiaccio dagli anni &#8217;70<\/p>\n\n\n\n<p>Groenlandia -5747 Gt (-0,20%)<\/p>\n\n\n\n<p>Antartide -4876 Gt (-0,018%)<\/p>\n\n\n\n<p>*1972\u20132025 per la Groenlandia, 1979\u20132024 per l&#8217;Antartide<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;allarme \u00e8 stato lanciato nel report \u00abLo stato europeo del clima 2025\u00bb, appena presentato dagli oltre 100 scienziati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) e dell&#8217;Organizzazione mondiale della meteorologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Danni economici: 31 miliardi di euro in un anno<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario \u00e8 preoccupante: nell&#8217;anno appena passato, il terzo pi\u00f9 caldo della Storia come media globale, gli eventi meteo estremi hanno causato in Europa perdite economiche per 31 miliardi di dollari (le pi\u00f9 elevate dopo quelle registrate negli Usa e in Asia): secondo il report di Gallagher RE, uno dei pi\u00f9 grandi broker di riassicurazione globale, specializzato nella valutazione degli impatti da catastrofi, abbiamo registrato pi\u00f9 danni di Africa, America Latina, Oceania e Medio Oriente messi assieme. \u00abIl cambiamento climatico non \u00e8 una minaccia futura, \u00e8 la nostra realt\u00e0 attuale\u00bb, ha commentato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l&#8217;ECMWF. \u00abL&#8217;esempio paradigmatico \u00e8 il Portogallo, colpito da gravi incendi e siccit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;Europa si scalda pi\u00f9 in fretta?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 l&#8217;Europa ha questo preoccupante record? Per vari fattori. Innanzitutto, rispetto ad altri continenti, abbiamo una quantit\u00e0 maggiore di terre emerse, che assorbono pi\u00f9 radiazione solare. Inoltre, aggiunge Burgess \u00abpaghiamo anche la nostra vicinanza all&#8217;Artico, che si \u00e8 scaldato pi\u00f9 velocemente. All&#8217;aumento delle temperature hanno contribuito le minori nevicate (che hanno ridotto l&#8217;albedo), il riscaldamento dei mari, e il cambiamento nella circolazione atmosferica, che favorisce le ondate di calore pi\u00f9 intense\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Caldo estremo e mari bollenti: le conseguenze<\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti di questo scenario sono stati, purtroppo, tangibili. Il caldo estremo dello scorso anno ha colpito duramente anche la Penisola Scandinava e il Regno Unito. In Svizzera, il riscaldamento ha fatto collassare il ghiacciaio del Birch, facendo crollare sulla valle sottostante 9 milioni di m3 di ghiaccio e rocce, seppellendo il villaggio (per fortuna evacuato) di Blatten. Nel 2025 la regione oceanica europea ha registrato la temperatura annuale della superficie del mare pi\u00f9 alta mai raggiunta: il 36% della regione ha registrato condizioni \u00abintense\u00bb o \u00abestreme\u00bb, la percentuale pi\u00f9 alta mai registrata. Con ricadute sia sul clima (i mari pi\u00f9 caldi forniscono pi\u00f9 energia alle tempeste), sia sull&#8217;ecologia. Il mare pi\u00f9 caldo diventa infatti inospitale per molte specie animali e vegetali. E l&#8217;aumento di temperature marine \u00e8 il principale indiziato per la tempesta \u00c9owyn, che si \u00e8 abbattuta su Irlanda e Scozia lo scorso gennaio, con venti fino a 185 km orari. Le ridotte precipitazioni hanno portato a una significativa perdita di copertura nevosa e glaciale: \u00abNel marzo 2025, l&#8217;area coperta da neve in Europa era di circa 1,32 milioni di chilometri quadrati (31%) al di sotto della media, equivalente all&#8217;area complessiva di Francia, Italia, Germania, Svizzera e Austria\u00bb dice il report. Le ricadute sono state ampie. La siccit\u00e0 ha colpito soprattutto i Paesi Bassi e l&#8217;Europa dell&#8217;Est, causando danni non solo all&#8217;agricoltura ma anche alla produzione di energia elettrica: le minori precipitazioni da maggio a dicembre hanno svuotato i bacini delle centrali idroelettriche. E hanno avuto impatto sulle centrali nucleari francesi: l&#8217;acqua dei fiumi era troppo calda per essere usata per il raffreddamento dei reattori, che in diversi casi hanno dovuto ridurre la potenza o fermarsi per qualche giorno. Oltre al caldo, nell&#8217;agosto del 2025 si \u00e8 verificato un evento insolito: quattro reattori sulla costa settentrionale hanno dovuto fermarsi temporaneamente perch\u00e9 i sistemi di filtraggio dell&#8217;acqua marina erano stati intasati da un&#8217;invasione di meduse, proliferate a causa delle temperature oceaniche insolitamente alte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lato positivo: il boom delle energie rinnovabili<\/p>\n\n\n\n<p>Fra i tanti record negativi, il report ne segnala anche uno positivo. Nel 2025, le fonti rinnovabili hanno fornito quasi la met\u00e0 dell&#8217;elettricit\u00e0 europea, pari al 46,4% del totale. Per il terzo anno consecutivo dal 2023, solare ed eolico hanno generato pi\u00f9 elettricit\u00e0 (il 30,5% della domanda) rispetto ai combustibili fossili (27,5%): in tempi di crisi energetica e delle fonti fossili, \u00e8 una notizia che fa riflettere. Perch\u00e9 \u00e8 proprio l&#8217;energia pulita la strada per allentare la morsa del riscaldamento globale, dato che producono notevolmente meno emissioni che alterano il clima.<\/p>\n\n\n\n<p>Vito Tartamella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Europa si conferma l&#8217;avamposto del riscaldamento globale: con +2,5 \u00b0C in pi\u00f9 rispetto all&#8217;epoca preindustriale, \u00e8 il continente che si \u00e8 scaldato di pi\u00f9 negli ultimi 5 anni. Quasi il doppio rispetto al resto del mondo, che si \u00e8 scaldato in media di 1,4 \u00b0C. 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