{"id":1000030928,"date":"2026-05-03T13:28:05","date_gmt":"2026-05-03T16:28:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030928"},"modified":"2026-05-03T13:28:07","modified_gmt":"2026-05-03T16:28:07","slug":"le-foreste-pluviali-sono-resilienti-la-biodiversita-si-ristabilisce-molto-velocemente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030928","title":{"rendered":"Le foreste pluviali sono resilienti: la biodiversit\u00e0 si ristabilisce molto velocemente"},"content":{"rendered":"\n<p>Le foreste pluviali sono tra gli ambienti pi\u00f9 importanti del pianeta per la biodiversit\u00e0: due terzi delle specie di vertebrati sulla Terra abitano proprio in queste aree che ospitano inoltre tre quarti di tutte le specie arboree. \u00c8 questo il motivo per cui il fatto che vengano tagliate per far spazio a terreni agricoli \u00e8 cos\u00ec grave: da quando abbiamo cominciato a sfruttarle intensivamente ne abbiamo fatte sparire pi\u00f9 del 50%. Per fortuna, gli sforzi di conservazione e tutela stanno cominciando a dare i loro frutti, ma la domanda rimane: quanto tempo impiega una foresta pluviale a rigenerarsi? La risposta arriva da uno studio pubblicato su Nature e, per una volta, \u00e8 una buona notizia: la biodiversit\u00e0 in queste foreste \u00e8 resiliente, come recita il titolo stesso del lavoro. Quantomeno lo \u00e8 nell&#8217;area studiata dal team della University of W\u00fcrzburg: la regione del Choc\u00f3, nell&#8217;Ecuador nord-occidentale. Si tratta di un importante hotspot di biodiversit\u00e0, grazie alla presenza di foreste pluviali primarie, ovvero mai toccate dall&#8217;uomo, e secondarie, cio\u00e8 tagliate e ripiantate. Nella regione si trovano poi aree che fino a qualche tempo fa erano usate per l&#8217;agricoltura e l&#8217;allevamento, e che ora invece sono protette e vengono lasciate allo stato naturale. Lo studio si \u00e8 concentrato su 62 diversi siti nella regione, e su 16 diversi gruppi di organismi viventi, tra animali, piante e batteri, che sono stati valutati su un \u00abgradiente di rigenerazione\u00bb, ovvero a quale velocit\u00e0 e in che quantit\u00e0 si stanno riprendendo ora che l&#8217;attivit\u00e0 umana \u00e8 cessata. I risultati, come detto, sono incoraggianti: nel giro di 30 anni, queste foreste pluviali hanno rigenerato il 90% della loro biodiversit\u00e0, ritornando a uno stato (quasi) naturale nell&#8217;arco di una generazione umana. La rigenerazione \u00e8 favorita dalla vicinanza delle aree ex agricole alle foreste secondarie e primarie, che fungono da serbatoio per specie di ogni genere, che si spostano dal loro habitat originario per andare a \u00abricolonizzare\u00bb le aree spogliate dall&#8217;agricoltura. La presenza di queste specie innesca poi una serie di circoli virtuosi. Gli uccelli e molti mammiferi, per esempio, portano con s\u00e9 i semi degli alberi che un tempo crescevano nella zona, contribuendo a farli ritornare. Per non parlare del ruolo degli impollinatori, e anche di quello di animali meno appariscenti ma altrettanto importanti come gli scarabei stercorari, che aiutano a seppellire i semi trasportati da altre specie. Se lasciate in pace, quindi, le foreste pluviali hanno una rapida capacit\u00e0 di rigenerazione, e riescono a tornare allo stato naturale in un arco di tempo relativamente breve. Ecco perch\u00e9 proteggerle \u00e8 importante, e ancora pi\u00f9 importante \u00e8 che le aree protette siano in comunicazione tra loro e con le foreste ancora intatte. Insomma: se vogliamo davvero proteggere la natura, lasciamola lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Ferrari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le foreste pluviali sono tra gli ambienti pi\u00f9 importanti del pianeta per la biodiversit\u00e0: due terzi delle specie di vertebrati sulla Terra abitano proprio in queste aree che ospitano inoltre tre quarti di tutte le specie arboree. \u00c8 questo il motivo per cui il fatto che vengano tagliate per far spazio a terreni agricoli \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000030929,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[271],"class_list":{"0":"post-1000030928","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ecologia","8":"tag-ambiente"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/zxc.jpg?fit=1020%2C680&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000030928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000030928"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000030928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000030930,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000030928\/revisions\/1000030930"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000030929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000030928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000030928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000030928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}