{"id":1000030921,"date":"2026-05-03T13:20:44","date_gmt":"2026-05-03T16:20:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030921"},"modified":"2026-05-03T13:20:47","modified_gmt":"2026-05-03T16:20:47","slug":"trump-ritira-le-truppe-dallitalia-prego-si-accomodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030921","title":{"rendered":"Trump ritira le truppe dall\u2019Italia? Prego, si accomodi"},"content":{"rendered":"\n<p>Se Trump non fosse solito smentire oggi ci\u00f2 che ha dichiarato ieri e domani ci\u00f2 che rettifica oggi, la notizia del possibile ritiro delle truppe americane dall\u2019Italia meriterebbe una riflessione seria e pacata. Il Presidente USA ha, infatti, lasciato intendere che potrebbe rivedere la presenza militare americana in Italia e in Spagna perch\u00e9 i due Paesi non sarebbero stati collaborativi nella guerra contro l\u2019Iran. Per lo stesso motivo, sarebbe anche pronto a togliere 5000 soldati dislocati in Germania. Ora, al netto della consueta teatralit\u00e0 trumpiana, della formula certamente vaga e del fatto che la politica estera americana procede da tempo per minacce, annunci, ritrattazioni e colpi di teatro, la dichiarazione ha il pregio involontario di suscitare una riflessione troppo spesso rinviata. Un\u2019alleanza tra Stati, per essere tale, presuppone non necessariamente una parit\u00e0 di forza, ma almeno una pari dignit\u00e0 politica. L\u2019alleato non \u00e8 il vassallo n\u00e8 il territorio di servizio sul quale installare basi, depositi, comandi, radar, velivoli e poi pretendere obbedienza automatica ogni volta che Washington decide che una nuova guerra sia necessaria e giusta. La minaccia di Trump dovrebbe essere accolta con meno panico e con pi\u00f9 lucidit\u00e0, non perch\u00e9 l\u2019Italia debba diventare antiamericana n\u00e9 perch\u00e9 si debba negare che la presenza statunitense abbia avuto, nel secondo dopoguerra, anche una funzione di contenimento, stabilizzazione e protezione. Sarebbe ingiusto negarlo, ma sarebbe infantile continuare a raccontarci, dopo ottant\u2019anni, la favola consolatoria di un Paese \u201cliberato\u201d e dunque eternamente debitore. Innanzitutto, la Storia ci dice che gli americani non arrivarono in Italia per liberarci, ma per combatterci, vista la nostra sciagurata idea di dichiarare loro guerra. Fino all\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943, l\u2019Italia \u00e8 stata a tutti gli effetti un Paese nemico che, infatti, gli alleati invasero e bombardarono. La liberazione subentr\u00f2 dopo una vicenda molto pi\u00f9 complessa nella quale il popolo italiano pag\u00f2 il conto terribile delle scelte del regime, della guerra civile, dell\u2019occupazione tedesca, dell\u2019avanzata alleata e del crollo dello Stato. Tutto ci\u00f2 ci indusse ad un armistizio che, seppure sacrosanto ed inevitabile, \u00e8 stato comunque, dal punto di vista militare, un tradimento del precedente alleato e che, per le sue maldestre modalit\u00e1, spiazz\u00f3 i nostri stessi militari dislocati al fronte, con le tragiche conseguenze a tutti note. Il problema \u00e8 che questa invasione evolutasi in liberazione in corso d\u2019opera \u00e8 diventata una condizione permanente e che da allora sembriamo non essere mai pi\u00f9 diventati pienamente adulti. Abbiamo celebrato i liberatori, ma non sempre abbiamo avuto il coraggio di chiedere loro quando avrebbero tolto le tende. Il tema \u00e8 serio e non va affrontato ideologicamente. Le basi americane nello Stivale sono infrastrutture militari, logistiche e strategiche che sono servite alla NATO, agli Stati Uniti e talvolta perfino all\u2019Italia, ma che al contempo hanno collocato il nostro territorio dentro ogni crisi mediterranea, mediorientale e globale nella quale Washington ha deciso di proiettare forza. Secondo il Corriere della sera, gli Stati Uniti hanno attualmente circa 34.000 militari in Italia. Allora, la domanda non \u00e8 se Trump dica sul serio e se seguiranno i fatti (probabilmente no o non adesso), ma piuttosto perch\u00e9 l\u2019Italia dovrebbe vivere come una catastrofe l\u2019ipotesi che truppe straniere lascino il suo territorio dopo oltre ottant\u2019anni dalla fine della guerra. Se la permanenza americana \u00e8 ancora necessaria alla nostra sicurezza, bisogna ammettere che non siamo ancora una potenza sovrana pienamente capace di difendersi. Se, invece, quella permanenza \u00e8 soprattutto funzionale alla proiezione strategica degli Stati Uniti, allora bisogna avere il coraggio di aggiungere che essa serve soprattutto a loro. L\u2019idea che l\u2019Italia e l\u2019Europa vengano rimproverate come uno scolaro disubbidiente perch\u00e9 non si sono allineate alla guerra contro l\u2019Iran \u00e8 per\u00f2 intollerabile. Il merito involontario di Trump sta proprio nel dire ad alta voce ci\u00f2 che la diplomazia normalmente avvolge in formule pi\u00f9 educate, cio\u00e8 che, per una certa visione americana, gli alleati sono tali finch\u00e9 obbediscono, ma, quando discutono, diventano ingrati; quando non partecipano, diventano inutili; quando esprimono prudenza, diventano sospetti. Allora, se davvero il Presidente americano volesse ritirare le proprie truppe dall\u2019Europa, bisognerebbe rispondergli senza isterie n\u00e9 rancori: prego, si accomodi. Con tempi ordinati, con accordi chiari e con rispetto reciproco, non sarebbe la fine dell\u2019Occidente. Anzi, sarebbe, l\u2019inizio di un rapporto pi\u00f9 equilibrato, nel quale si smetterebbe di confondere la fedelt\u00e0 con la subordinazione e l\u2019alleanza con la minorit\u00e0 geopolitica. Abbiamo celebrato per decenni il 25 aprile come festa della liberazione. Forse un giorno, se mai l\u2019ultimo soldato straniero lascer\u00e0 stabilmente il nostro territorio, potremo celebrare anche la liberazione dai liberatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgio Carta<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se Trump non fosse solito smentire oggi ci\u00f2 che ha dichiarato ieri e domani ci\u00f2 che rettifica oggi, la notizia del possibile ritiro delle truppe americane dall\u2019Italia meriterebbe una riflessione seria e pacata. 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