{"id":1000030904,"date":"2026-05-02T10:38:17","date_gmt":"2026-05-02T13:38:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030904"},"modified":"2026-05-02T10:38:19","modified_gmt":"2026-05-02T13:38:19","slug":"fifa-smacco-ai-talebani-dellafganistan-la-squadra-di-calcio-in-esilio-riconosciuta-come-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030904","title":{"rendered":"Fifa, smacco ai talebani dell\u2019Afganistan: la squadra di calcio in esilio riconosciuta come nazionale"},"content":{"rendered":"\n<p>La Sport &amp; Rights Alliance accoglie positivamente la decisione del Consiglio della Fifa di approvare alcuni emendamenti ai propri regolamenti di governance, che offrono un\u2019opportunit\u00e0 storica per garantire l\u2019equit\u00e0 di genere e i diritti umani nello sport. Questi cambiamenti, come si legge in una nota congiunta di Amnesty International, Afghanistan Women\u2019s National, Human Rights Watch e Sport &amp; Rights Alliance, consentono il riconoscimento ufficiale della nazionale femminile dell\u2019Afghanistan in esilio, garantendo che le giocatrici possano tornare a rappresentare il loro paese nelle competizioni ufficiali della Fifa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLA DECISIONE DELLA FIFA CAMBIA IL FUTURO DELLE DONNE AFGANE E NON SOLO\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer cinque anni ci \u00e8 stato detto che la nazionale femminile dell\u2019Afghanistan non avrebbe mai pi\u00f9 potuto gareggiare perch\u00e9 gli uomini che hanno preso il nostro paese non lo avrebbero permesso\u201d, ha affermato Khalida Popal, fondatrice e direttrice di Girl Power, ed ex capitana e cofondatrice della nazionale femminile dell\u2019Afghanistan. \u201cSono molto orgogliosa di questa decisione della Fifa e lieta che la nostra mobilitazione collettiva non solo abbia cambiato il futuro delle donne afghane, ma abbia anche garantito che nessun\u2019altra giocatrice debba compiere i sacrifici che hanno compiuto le nostre. \u00c8 la rinascita della speranza e un messaggio forte a chi cerca di escludere le donne dalla societ\u00e0: non ci riuscirete. Il posto delle donne \u00e8 sul campo, nella vita pubblica e ovunque si prendano decisioni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>COSA CAMBIA, IN DETTAGLIO<\/p>\n\n\n\n<p>La decisione, approvata oggi, 29 aprile 2026, presso il Consiglio della Fifa, conferisce alla Federazione la stessa l\u2019autorit\u00e0, in consultazione con la relativa confederazione, di iscrivere le squadre nazionali alle competizioni ufficiali quando l\u2019associazione membro del paese d\u2019origine \u00e8 \u201cimpossibilitata a farlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta decisione della Fifa \u00e8 fondamentale per garantire che ogni associazione rispetti le proprie responsabilit\u00e0 in materia di equit\u00e0 di genere e diritti umani\u201d, ha affermato Andrea Florence, direttrice esecutiva della Sport &amp; Rights Alliance. \u201cSi tratta di qualcosa che va oltre il calcio: si tratta di inviare il messaggio che nessun governo dovrebbe avere il potere di cancellare le donne dalla vita pubblica. Siamo entusiasti che la Fifa abbia ascoltato le donne afghane e colmato questa lacuna nei suoi statuti. Non vediamo l\u2019ora di fare il tifo per loro negli anni a venire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>LA STORIA DELL\u2019AFGHAN WOMEN UNITED<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo che i talebani hanno preso il controllo dell\u2019Afghanistan nell\u2019agosto 2021 e hanno successivamente vietato a donne e ragazze ogni attivit\u00e0 sportiva, la nazionale femminile dell\u2019Afghanistan ha vissuto e si \u00e8 allenata in esilio, dispersa tra Albania, Australia, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti. Nonostante la resilienza dimostrata, le componenti della squadra sono state bloccate dalle competizioni ufficiali perch\u00e9 le regole della Fifa richiedevano l\u2019approvazione della Federazione calcistica dell\u2019Afghanistan, controllata dai talebani. Il nuovo emendamento pone fine a questo requisito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Fifa ha finalmente fatto la cosa giusta, colmando la lacuna che permetteva alle politiche discriminatorie dei talebani di essere applicate sulla scena globale\u201d, ha dichiarato Minky Worden, direttrice delle iniziative globali di Human Rights Watch. \u201cL\u2019azione della Fifa dovrebbe servire da modello su come gli organismi sportivi internazionali dovrebbero rispondere quando gli atleti vengono sistematicamente esclusi a causa del loro genere, della loro etnia o del loro credo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In un rapporto fondamentale pubblicato nel marzo 2025, \u2018Non \u00e8 solo un gioco. \u00c8 parte di chi sono\u2019, la Sport &amp; Rights Alliance ha delineato il caso per il riconoscimento della nazionale femminile dell\u2019Afghanistan, sottolineando che la continua esclusione della squadra rappresentava una violazione dei mandati della Fifa in materia di non discriminazione ed equit\u00e0 di genere. La successiva formazione da parte della Fifa della squadra di rifugiate Afghan Women United ha fornito una soluzione parziale, ma la decisione apre la strada per concedere alle giocatrici lo status di squadra nazionale e la piena partecipazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe donne afghane sono state punite due volte: una volta dai talebani che le hanno cacciate dalle loro case, e una seconda volta dagli organismi sportivi globali che le hanno lasciate nel dimenticatoio\u201d, ha dichiarato Steve Cockburn, responsabile per la giustizia economica e sociale di Amnesty International. \u201cIl riconoscimento ufficiale della squadra di calcio femminile rappresenter\u00e0 un passo verso la giustizia per tutte le donne afghane e la prova di ci\u00f2 che si pu\u00f2 ottenere quando la comunit\u00e0 internazionale si rifiuta di voltarsi dall\u2019altra parte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>LA GIOIA DELLE GIOCATRICI: \u201cPOTER INDOSSARE LA NOSTRA MAGLIA, UN\u2019EMOZIONE INDESCRIVIBILE\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La Sport &amp; Rights Alliance conclude la nota esprimendo la sua pi\u00f9 profonda gratitudine a tutte le giocatrici, ai tifosi, alle tifose, agli allenatori, le allenatrici e alle persone attiviste di tutto il mondo, il cui instancabile impegno ha reso possibile questa giornata. Questa vittoria appartiene alle giocatrici, ma il suo impatto sar\u00e0 sentito ben oltre il campo, stabilendo un precedente definitivo: le donne e le ragazze appartengono allo sport e a ogni luogo in cui scelgono di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle giocatrici, Nazia Ali, della Afghan Women United, dall\u2019Australia dichiara: \u201cNegli ultimi anni abbiamo giocato sotto molti nomi \u2013 come rifugiate, come \u2018Afghan Women United\u2019 e come ospiti di altri club \u2013 ma nei nostri cuori siamo sempre state la nazionale. Poter indossare di nuovo ufficialmente la nostra bandiera \u00e8 un\u2019emozione che non riesco a descrivere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sevin Azimi dell\u2019Afghan Women United, dal Regno Unito aggiunge: \u201cIl traguardo di oggi onora il lungo e doloroso percorso che abbiamo intrapreso come calciatrici afghane, combattendo discriminazioni, maltrattamenti e molestie semplicemente per il diritto di praticare lo sport che amiamo. Molte di noi hanno compiuto enormi sacrifici, perdendo le proprie case, il proprio paese, la carriera e anni preziosi delle nostre vite calcistiche nella lotta per la dignit\u00e0 e la libert\u00e0. Eppure, ci siamo rifiutate di arrenderci. Oggi non si tratta solo di un riconoscimento; si tratta di assicurarci il nostro futuro. Questa squadra non sar\u00e0 pi\u00f9 un progetto temporaneo o simbolico: sar\u00e0 permanente. Attraverso la nostra resilienza e i sacrifici di cos\u00ec tante giocatrici, stiamo inviando un messaggio chiaro al mondo: le donne afghane sono qui per restare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Amedeo Liris<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sport &amp; Rights Alliance accoglie positivamente la decisione del Consiglio della Fifa di approvare alcuni emendamenti ai propri regolamenti di governance, che offrono un\u2019opportunit\u00e0 storica per garantire l\u2019equit\u00e0 di genere e i diritti umani nello sport. 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