{"id":1000030838,"date":"2026-05-01T09:17:29","date_gmt":"2026-05-01T12:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030838"},"modified":"2026-05-01T09:17:31","modified_gmt":"2026-05-01T12:17:31","slug":"che-successe-quella-notte-del-79-d-c-a-pompei-ce-lo-dice-lai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030838","title":{"rendered":"Che successe quella notte del 79 d.C. a Pompei? Ce lo dice l\u2019Ai"},"content":{"rendered":"\n<p>Per la prima volta, il Parco archeologico di Pompei ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per proporre, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova \u2013 laboratorio Digital Cultural Heritage, una ricostruzione digitale basata sui dati emersi dalle indagini archeologiche condotte dagli archeologi del ministero della Cultura. La ricostruzione riguarda un uomo morto durante l\u2019eruzione del Vesuvio, che distrusse la citt\u00e0 nel 79 d.C. in meno di 24 ore, ritrovato con un mortaio di terracotta, che sembra essere stato utilizzato come protezione durante la caduta di lapilli e frammenti vulcanici. Il gesto richiama le descrizioni di Plinio il Giovane, testimone oculare, che in una lettera riferisce come le persone in fuga dal vulcano cercassero di difendersi dal materiale eruttivo con cuscini legati sulla testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rinvenimento \u00e8 avvenuto durante recenti scavi nell\u2019area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell\u2019antica Pompei, condotti nell\u2019ambito del completamento dell\u2019indagine sulla tomba a schola di Numerius Agrestinus Equitius Pulcher. Gli archeologi impegnati sul campo hanno portato alla luce i resti di due uomini che tentarono di fuggire verso la costa durante l\u2019eruzione del Vesuvio del 79 d.C.<\/p>\n\n\n\n<p>CHI ERANO I DUE UOMINI IN FUGA<\/p>\n\n\n\n<p>I due individui, morti in momenti diversi dell\u2019eruzione, offrono nuovi elementi per comprendere le dinamiche dell\u2019evento e le condizioni affrontate dagli abitanti nelle vie di fuga. Uno di loro, pi\u00f9 giovane, fu probabilmente travolto da una corrente piroclastica, ovvero una nube ardente di cenere e gas tossici, mentre tentava di allontanarsi dalla citt\u00e0. L\u2019altro, pi\u00f9 adulto, mor\u00ec qualche ora prima sotto una fitta pioggia di lapilli, cercando di proteggersi la testa con un mortaio di terracotta ritrovato accanto al corpo, con evidenti segni di frattura. Inoltre, portava con s\u00e9 una lucerna in ceramica per orientarsi in condizioni di scarsa visibilit\u00e0, un piccolo anello in ferro al mignolo sinistro e un gruzzolo di dieci monete in bronzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello digitale, che propone una ricostruzione della seconda vittima, \u00e8 stato generato attraverso una combinazione di software di intelligenza artificiale e tecniche di fotoritocco, con l\u2019obiettivo di restituire un\u2019immagine scientificamente fondata ma accessibile a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019Italia storicamente \u2013 dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli \u2013 ha sempre fatto della cultura classica un ingrediente fondamentale dell\u2019innovazione. A Pompei l\u2019intelligenza artificiale, tema che il ministero della Cultura sta seguendo con attenzione, aiuta non solo nella tutela dell\u2019immenso patrimonio archeologico, ma anche nel racconto, coinvolgente e accessibile, della vita antica; un modello che potr\u00e0 essere ulteriormente sviluppato a Pompei e oltre, per supportare le attivit\u00e0 di tutela e valorizzazione su tutto il territorio nazionale, anche relativamente all\u2019archeologia preventiva e urbana, fermo restando che al centro di ogni attivit\u00e0 culturale resta sempre l\u2019essere umano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa vastit\u00e0 dei dati archeologici a Pompei e oltre \u2013 afferma il direttore Zuchtriegel \u2013 \u00e8 ormai tale che solo con l\u2019aiuto dell\u2019intelligenza artificiale saremo in grado di tutelarli e valorizzarli adeguatamente. Ed \u00e8 importante che noi archeologi ce ne occupiamo in prima persona, perch\u00e9 altrimenti lo faranno altri al posto nostro che non hanno le basi umanistiche e scientifiche necessarie. Se usata bene, l\u2019IA pu\u00f2 contribuire a un rinnovamento degli studi classici, raccontando il mondo classico in maniera pi\u00f9 immersiva. Visitare Pompei o imparare il latino, essenzialmente, significa fare un\u2019esperienza profonda, unica e bellissima, e le ricostruzioni ci aiutano a coinvolgere pi\u00f9 persone in questa avventura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio sul tema dell\u2019intelligenza artificiale, a luglio nel Parco Archeologico di Pompei, \u00e8 in programma l\u2019edizione 2026 di \u201cOrbits \u2013 Dialogues with Intelligence. Habitat \u2013 Disegnare la societ\u00e0 post-AI\u201d che riporta l\u2019etica e la filosofia al centro del dibattito tecnologico, promuovendo un uso consapevole del digitale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli approfondimenti sul rinvenimento delle vittime e sulla sperimentazione con l\u2019intelligenza artificiale sono pubblicati sull\u2019articolo di approfondimento dell\u2019E-journal degli scavi di Pompei.<\/p>\n\n\n\n<p>A.G.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta, il Parco archeologico di Pompei ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per proporre, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Padova \u2013 laboratorio Digital Cultural Heritage, una ricostruzione digitale basata sui dati emersi dalle indagini archeologiche condotte dagli archeologi del ministero della Cultura. 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