{"id":1000030783,"date":"2026-05-01T08:39:19","date_gmt":"2026-05-01T11:39:19","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030783"},"modified":"2026-05-01T08:39:20","modified_gmt":"2026-05-01T11:39:20","slug":"chernobyl-resta-unistantanea-sospesa-nel-tempo-ma-il-nucleare-e-piu-attuale-che-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030783","title":{"rendered":"Chernobyl resta un\u2019istantanea sospesa nel tempo. Ma il nucleare \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi nel mondo sono operativi oltre 400 reattori nucleari in 31 Paesi. Gli Stati Uniti restano il principale produttore mondiale, con 94 reattori operativi, e puntano a quadruplicare la propria capacit\u00e0 entro il 2050<\/p>\n\n\n\n<p>A 40 anni dall\u2019incidente nucleare pi\u00f9 terribile della storia, con in corso lo scontro tra Iran e Stati Uniti sulle petroliere nello stretto di Hormuz, l\u2019energia nucleare torna al centro del dibattito internazionale. Secondo un\u2019analisi della fondazione World Economic Forum, le crisi che colpiscono il commercio di idrocarburi stanno spingendo governi e industrie a rivalutare fonti stabili e continue. Tra queste, il nucleare e i reattori modulari di nuova generazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe recenti tensioni nei principali corridoi energetici globali\u201d, si legge nell\u2019analisi, \u201cevidenziano la necessit\u00e0 di sistemi elettrici resilienti e meno esposti a shock geopolitici\u201d. Sul tema \u00e8 intervenuto Rafael Grossi, direttore generale dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea). Secondo Grossi, tra i candidati ad assumere l\u2019incarico di segretario generale dell\u2019Onu, \u201clo slancio che vediamo oggi \u00e8 il risultato di una crescente consapevolezza che un\u2019elettricit\u00e0 affidabile e a basse emissioni di carbonio sar\u00e0 essenziale per soddisfare la crescente domanda energetica globale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi si calcola che nel mondo sono operativi oltre 400 reattori nucleari in 31 Paesi. Circa 70 invece quelli in costruzione. Il nucleare produce circa il 10 per cento dell\u2019elettricit\u00e0 globale, pari a un quarto dell\u2019energia a basse emissioni di carbonio. Nel frattempo, la tecnologia ha compiuto passi avanti: i reattori sono diventati pi\u00f9 sicuri e meno costosi da costruire e gestire. Nonostante l\u2019opinione pubblica sia stata segnata dall\u2019incidente di Chernobyl e poi quello di Fukushima, in Giappone, nel 2011, il ritorno dell\u2019energia nucleare era da anni considerato possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Con le tensioni internazionali e le crisi energetiche, la tendenza ha subito un\u2019accelerazione. \u201cIl nucleare torner\u00e0\u201c, ha detto Fatih Birol, direttore esecutivo dell\u2019Agenzia internazionale dell\u2019energia (Iea), in un\u2019intervista all\u2019agenzia di stampa americana Associated Press. \u201c\u00c8 visto come un sistema sicuro di produzione di elettricit\u00e0, e vedremo che il ritorno del nucleare sar\u00e0 molto forte, sia nelle Americhe, sia in Europa e in Asia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti restano il principale produttore mondiale, con 94 reattori operativi, e puntano a quadruplicare la propria capacit\u00e0 entro il 2050. La Cina \u00e8 invece il Paese di riferimento per la costruzione di impianti, con quasi 40 reattori in fase di realizzazione e l\u2019obiettivo di superare Washington nella capacit\u00e0 complessiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019Unione europea sta rivedendo i propri orientamenti. Dopo anni di riduzione del nucleare, la Commissione Ue lo considera ora parte integrante della transizione energetica insieme alle rinnovabili. La presidente Ursula von der Leyen ha addirittura definito \u201cun errore strategico\u201d l\u2019aver diminuito la capacit\u00e0 di produzione di energia atomica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1990 il nucleare copriva circa un terzo dell\u2019elettricit\u00e0 europea; oggi la quota \u00e8 scesa al 15%. Secondo alcuni analisti, la contrazione ha aumentato la dipendenza dai combustibili fossili importati, come dimostrato prima dalla guerra in Ucraina e poi dalle tensioni in Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, Bruxelles valuta lo sviluppo dei reattori modulari di piccola scala, considerati pi\u00f9 flessibili ed economici.<\/p>\n\n\n\n<p>Le posizioni tra gli Stati membri dell\u2019Ue restano per\u00f2 divergenti. Francia, Svezia e Finlandia sostengono il nucleare, mentre Germania e Austria ne hanno di recente vietato l\u2019uso. Anche il Belgio ha invertito la rotta, prolungando per\u00f2 la vita dei propri impianti, mentre la Spagna prevede ancora un abbandono graduale entro il 2035. La Francia rappresenta un caso limite: con 57 reattori, produce circa il 70 per cento della propria elettricit\u00e0 dal nucleare e continua a investire nel settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la vicenda dell\u2019Italia \u00e8 rivelatrice. Nonostante due referendum nei quali i cittadini si erano espressi per il \u201cno\u201d, nel 1987 e nel 2011, il tema \u00e8 tornato al centro del confronto politico. Nel 2025 il governo ha approvato una legge delega sul cosiddetto \u201cnucleare sostenibile\u201d e ha aderito all\u2019Alleanza nucleare europea promossa dalla Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche fuori dall\u2019Europa si ridefiniscono strategie. Il Giappone ha riavviato parte dei reattori dopo Fukushima, mentre pi\u00f9 Paesi africani stanno valutando questa tecnologia. La Russia ha intanto rafforzato il proprio ruolo internazionale, esportando tecnologia e costruendo nuovi reattori: anche in Bielorussia, Paese dove un terzo del territorio fu contaminato da Chernobyl.<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Gentile&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi nel mondo sono operativi oltre 400 reattori nucleari in 31 Paesi. 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