{"id":1000030705,"date":"2026-04-27T06:51:25","date_gmt":"2026-04-27T09:51:25","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030705"},"modified":"2026-04-27T06:51:27","modified_gmt":"2026-04-27T09:51:27","slug":"porno-online-x-quasi-senza-limiti-e-su-tiktok-attenti-ai-gattini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030705","title":{"rendered":"Porno online, X (quasi) senza limiti e su TikTok attenti ai gattini"},"content":{"rendered":"\n<p>Sesso + Immagini = Internet. \u00c8 quello che deve aver pensato l\u2019Agcom, l\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni, rendendo nota, lo scorso novembre, la lista dei primi 48 siti hot obbligati, almeno in Italia, a verificare l\u2019et\u00e0 dei propri utenti online. Un sistema che di fatto costringe i \u201cvisitatori\u201d a rendersi anagraficamente riconoscibili. Nella lista dell\u2019Autorit\u00e0 le maggiori piattaforme: da Pornhub a Xvideos, da Onlyfans a Chaturbate e Xhamster. Un provvedimento quello dell\u2019Agcom \u2013 dettato anche dalla necessit\u00e0 di mettere in pratica parte del \u2018Decreto Caivano\u2019, ovvero il vietare l\u2019accesso ai minori ai contenuti pornografici \u2013 che, pur volendo escludere il suo lato meramente propagandistico, appare del tutto inefficace a contrastare un fenomeno che ha numeri, spazi e denaro praticamente illimitati. A dirlo sono i dati o meglio le stime visto l\u2019estremo dinamismo della stessa Rete: si parla di oltre 4 milioni di domini unici registrati che fanno riferimento alla pornografia. Un numero notevole che, stando ad alcune proiezioni, supera i 30 milioni considerando pagine e sotto-domini che contengono immagini e video di carattere hard. Il porno genera un traffico pari al 30% di quello dell\u2019intera rete, il 13% di tutte le ricerche web \u00e8 possibile collegarlo a contenuti per adulti, la percentuale sale al 20% quando si parla di dispositivi mobili.<\/p>\n\n\n\n<p>PORNOGRAFIA L\u2019ELDORADO DI INTERNET<\/p>\n\n\n\n<p>La pornografia \u00e8 una miniera d\u2019oro per chi la sfrutta in rete: oltre100 miliardi di dollari l\u2019anno (stando alle ultime stime). Un volume d\u2019affari che certifica l\u2019intrattenimento per adulti come uno dei settori web pi\u00f9 redditizi in assoluto e che lo colloca anche ai primi posti per la sperimentazione tecnologica: tra i primi a sfruttare l\u2019uso massiccio di foto e video, l\u2019utilizzo delle chat video interattive, i videogiochi online, e ora l\u2019AI.<\/p>\n\n\n\n<p>IL CASO ONLYFANS: PAGARE PER GUARDARE<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia, in tutto questo giro di sesso e soldi, stando alle ultime stime, si piazza tra i primi dieci paesi al mondo per consumo di pornografia online. Molta di questa \u00e8 consumata da un pubblico in maggioranza maschile (circa il 70%) e da smartphone. \u00c8 giusto per\u00f2 ricordare che spesso i dati sono forniti dalle stesse piattaforme. Pornohub, ad esempio, una di quelle nel mirino dell\u2019Agcom, cita Roma e Milano come le citt\u00e0 italiane con maggior contatti alle proprie pagine. Secondo l\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni il doversi identificare prima dell\u2019accesso ai siti dovrebbe portare ad un calo se non drastico almeno significativo degli utenti. Sorprende per\u00f2 l\u2019inserimento nella lista dell\u2019Autorit\u00e0 di una piattaforma come Onlyfans. Per chi non la conoscesse \u00e8 un luogo virtuale dove ci sono persone che mostrano solo ci\u00f2 che qualcuno \u00e8 disposto a comprare: da singole parti del corpo a vere e proprie \u2018performance\u2019 in solitaria o in compagnia. Qui non c\u2019\u00e8 una navigazione libera, si paga da subito per singole \u201cprestazioni\u201d o si sottoscrivono abbonamenti. I metodi di pagamento sono quelli classici che si usano per i normali acquisti sul web: le carte di credito. Pensarle in mano a dei minor* \u00e8 preoccupante visto quello che la Rete offre, occuparsi della sola pornografia pu\u00f2 non bastare.<\/p>\n\n\n\n<p>I SOCIAL, LA NUOVA FRONTIERA<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso Only Fans \u00e8 comunque di estrema importanza perch\u00e9 mette in luce un\u2019altra pecca del provvedimento dell\u2019Agcom: l\u2019assenza dei social network. Le piattaforme di intrattenimento sono state infatti del tutto ignorate ma segnano, loro malgrado, la nuova frontiera della pornografia entrando in un vero e proprio sistema di \u201ceconomia circolare\u201d che i content creator non hanno esitato a mettere in piedi e portare avanti senza violare alcuna regola di comportamento. Only Fans, creatura del defunto Leonid Radvansky, scomparso a soli 43 anni lo scorso 20 marzo in Florida, nel 2024 ha fatto registrare un fatturato di oltre 7,22 miliardi di dollari, nel 2023 era stato di 6,6 mld di dollari. I ricavi, sempre nel 2023, sono stati di 650 milioni di dollari. Ecco come funziona la piattaforma: i creator offrono contenuti esclusivi ai fan paganti. \u00c8 lo stesso creatore dei contenuti a dare un valore alla sua offerta: si oscilla dai 5 ai 50 dollari mensili. La piattaforma trattiene il 20% dei guadagni. I creator, inoltre, possono anche guadagnare tramite vere e proprie \u201cmance\u201d rilasciate dai fan. Ma come farsi conoscere? Come reclamizzare un \u201cprodotto\u201d o un \u201cservizio\u201d che non pu\u00f2 essere mostrato da nessuna parte? Ecco, qui entrano in gioco i social network che tutti conoscono, da TikTok a Instagram fino a X. In questi casi per\u00f2 le regole di comportamento sono ferree e violarle pu\u00f2 portare alla sospensione dell\u2019account e, nei casi pi\u00f9 gravi, alla sua cancellazione.<\/p>\n\n\n\n<p>SU X CONTENUTI PER ADULTI \u2018ESPRESSIONE ARTISTICA\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti i social, infatti, riportano nei regolamenti sul loro utilizzo il divieto assoluto di postare immagini o video di nudo oltre naturalmente a contenuti che possono incitare all\u2019odio, alla violenza, al razzismo, alla discriminazione o comunque racchiudere contenuti illegali. A costituire eccezione, ecco spiegato quel \u201cquasi tutti\u201d, \u00e8 X l\u2019ex Twitter, il social preferito da giornalisti, politici e influencer. La piattaforma acquistata nell\u2019ottobre del 2022, per 44 miliardi di dollari, da Elon Musk parla chiaro: se da un lato resta vietata la condotta che incita all\u2019odio, al suicidio, a l\u2019autolesionismo e la condivisione di contenuti multimediali violenti \u00e8 possibile \u201ccondividere nudi di adulti o comportamenti sessuali la cui realizzazione o diffusione sia avvenuta in maniera consensuale solo se vengono etichettati correttamente e se non vengono mostrati bruscamente. Desideriamo che gli utenti possano creare, diffondere e consultare materiale correlato ad argomenti sessuali a patto che la sua realizzazione o diffusione sia avvenuta in maniera consensuale. L\u2019espressione sessuale (visiva o scritta) \u00e8 una forma legittima di espressione artistica. Sosteniamo l\u2019autonomia degli adulti nel creare e interagire con contenuti affini alla loro fede, ai loro desideri e alle loro esperienze, inclusi i contenuti relativi alla sessualit\u00e0. Per controbilanciare questa libert\u00e0, evitiamo di mostrare i contenuti per adulti ai bambini e agli adulti che non desiderano vedere tali contenuti. Vietiamo anche i contenuti che promuovono lo sfruttamento, la mancanza di consenso, l\u2019oggettificazione, la sessualizzazione dei minori o l\u2019abuso dei minori e i comportamenti osceni. Inoltre, non ammettiamo la condivisione di contenuti per adulti in punti molto visibili come la foto del profilo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>PAROLA D\u2019ORDINE: INGANNARE GLI ALGORITMI<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi su Instagram o TikTok c\u2019\u00e8 chi parla del proprio fisico e di come lo si pu\u00f2 \u201ccostruire\u201d in palestra, c\u2019\u00e8 chi parla di ricette o di libri, di musica o cinema, chi si fa protagonista di video divertenti e chi si dedica alle \u201cdirette\u201d (parliamo in particolar modo di TikTok) per interagire con i fan o con gli utenti affetti da \u201cscrolling\u201d (quel movimento spesso compulsivo, verticale o orizzontale, operato su testi, immagini o video che appaiono sullo schermo) e capitati l\u00ec per caso. Nel corso delle dirette sul sito di propriet\u00e0 della societ\u00e0 tecnologica cinese ByteDance, con sede a Pechino, i pi\u00f9 audaci \u201cmostrano\u201d qualcosina aiutati dai filtri che la stessa piattaforma mette a disposizione. Tendine o cascate di gattini e tranci di pizze che, invadendo gli schermi, semi nascondono quello che non si pu\u00f2 mostrare. I pi\u00f9 creativi aggirano i controlli anche con dei sofisticati giochi di specchi o di ombre. Un tourbillon di immagini che inganna gli algoritmi del sistema evitando censure e provvedimenti a carico degli autori. Tutti questi sforzi servono per\u00f2 a far deviare il pubblico altrove. Nella maggior parte dei casi su X dove \u00e8 possibile mostrare molte pi\u00f9 cose. In poche parole il meccanismo \u201ccircolare\u201d \u00e8 questo: su Instagram e TikTok il creator si pubblicizza come meglio crede e invita a seguirlo su X dove pu\u00f2 mettere in mostra le \u201cproprie doti\u201d. Sui profili ex Twitter sono postati dei video non censurati, che non arrivano, nella maggior parte dei casi, al minuto o lo superano di pochissimo. Ci si pu\u00f2 accontentare di quelli o \u201cse vuoi vedere di pi\u00f9\u201d si consiglia l\u2019abbonamento al \u201csito blu\u201d (cos\u00ec viene chiamato OnlyFans) o al sito di una casa di produzione cinematografica di contenuti hard. Tra le strategie di marketing utilizzate per attirare gente su OnlyFans ci sono poi le \u201ccollaborazioni\u201d, ovvero creator che \u201cincontrano\u201d altri creator. In giro su X \u00e8 possibile trovare davvero di tutto, basta utilizzare il motore di ricerca interno. Stati Uniti, Europa, America Latina, Asia, Africa, tutti rappresentati. Nessun Paese sfugge dall\u2019avere i suoi creator.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019HARD SOCIALIZZATO E I LIMITI DI ETA\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Mettere limitazioni di et\u00e0 ai soli siti pornografici per tenere lontani i minori appare un provvedimento quindi datato perch\u00e9 anche il mondo dell\u2019hard si \u00e8 ormai \u201csocializzato\u201d. Partendo da altri presupposti, come la lotta al bullismo e alla sua versione cyber, alcuni Paesi hanno applicato divieti sull\u2019utilizzo dei social network da parte dei minori. A fare da apripista l\u2019Australia dove da dicembre 2025, \u00e8 vietato l\u2019accesso ai social media ai minori di 16 anni. La legge impone alle piattaforme (come TikTok, Instagram e X) di verificare l\u2019et\u00e0 degli utenti, con multe salatissime per chi non si adegua. Sulla stessa lunghezza d\u2019onda l\u2019Indonesia, ma leggi in attesa di approvazione giacciano in moltissimi altri Paesi. In Italia il dibattito \u00e8 aperto come nell\u2019Unione Europea dove \u00e8 in fase di test una app, annunciata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per superare l\u2019auto dichiarazione garantendo in questo modo controlli pi\u00f9 affidabili. Le restrizioni aprono per\u00f2 scenari dove \u00e8 difficile mettere tutti d\u2019accordo. Resta, infatti, il problema di come poter certificare l\u2019et\u00e0 di chi accede alle piattaforme. Questo non \u00e8 solo un fattore tecnico, che potrebbe variare anche da Paese a Paese costringendo i colossi del web a investire in nuova tecnologia, ma anche legale. Da risolvere il chi pu\u00f2 e deve raccogliere i dati degli utenti, quali di questi richiedere, dove e come conservarli, come proteggerli e soprattutto quando distruggerli.<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe Pagano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sesso + Immagini = Internet. \u00c8 quello che deve aver pensato l\u2019Agcom, l\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni, rendendo nota, lo scorso novembre, la lista dei primi 48 siti hot obbligati, almeno in Italia, a verificare l\u2019et\u00e0 dei propri utenti online. Un sistema che di fatto costringe i \u201cvisitatori\u201d a rendersi anagraficamente riconoscibili. 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