{"id":1000030676,"date":"2026-04-27T06:43:42","date_gmt":"2026-04-27T09:43:42","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030676"},"modified":"2026-04-27T06:43:43","modified_gmt":"2026-04-27T09:43:43","slug":"dover-fare-meno-deficit-non-e-una-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030676","title":{"rendered":"Dover fare meno deficit non \u00e8 una sconfitta"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di surreale nel dibattito di queste ore sul deficit italiano al 3,1%. Da una parte il governo che quasi si lamenta di quei maledetti 600 milioni che avrebbero evitato di permanere nella procedura europea. Dall\u2019altra l\u2019opposizione che stappa bottiglie come se avesse scoperto l\u2019acqua calda: Non ce l\u2019hanno fatta. Detto per di pi\u00f9 da chi ha prodotto centinaia di miliardi di debito aggiuntivo fa ridere. Perch\u00e9 qui il punto non \u00e8 quel decimale. Il punto \u00e8 capire se davvero vogliamo continuare a giocare con il fuoco della spesa pubblica come se fosse un diritto acquisito. Spoiler: non lo \u00e8. Anzi, diciamolo chiaramente: quel 3,1% \u00e8 quasi una manna. S\u00ec, forse esageriamo, ma seguite il ragionamento. Un limite alla spesa rappresenta un freno, un richiamo alla realt\u00e0 in un Paese che ha trasformato il deficit in una scorciatoia politica. Non siamo gli unici per la verit\u00e0. Un governo debole come quello francese sta chiudendo con un saldo in rosso quasi doppio del nostro. Il vero problema non \u00e8 uscire dalla procedura. Il vero problema \u00e8 cosa succede quando si esce. Perch\u00e9 quando dai pi\u00f9 spazio al deficit, dai pi\u00f9 potere alla politica di spendere. La storia italiana insegna una cosa molto semplice: la politica, quando pu\u00f2 spendere, spende. Sempre. E non per riformare e men che mai per ridurre le imposte. Spende per distribuire. Bonus, incentivi, sussidi, micro-misure che fanno titoli e consenso ma che lasciano il conto a qualcun altro. Indovinate a chi? Ai nostri figli. Allora la domanda vera \u00e8: chi stabilisce cos\u2019\u00e8 un\u2019emergenza? Perch\u00e9 ogni volta che si apre il rubinetto del deficit, lo si fa in nome dell\u2019emergenza. Pandemia, energia, inflazione, guerra, clima. Tutto \u00e8 emergenza. E quando tutto \u00e8 emergenza, niente lo \u00e8 davvero. E soprattutto: quando si comincia a fare deficit, si sa dove si inizia ma non si sa mai dove si finisce. L\u2019opposizione oggi attacca il governo. Ma dimentica con una certa disinvoltura di aver lasciato conti pubblici che definire fragili \u00e8 un eufemismo. Anni di spesa allegra, di crescita zero e di debito accumulato senza una strategia. Oggi paghiamo il deficit del Superbonus. Il governo, dal canto suo, dovrebbe evitare i lamenti. Perch\u00e9 non essere riusciti a scendere sotto il 3% non \u00e8 una tragedia. \u00c8 semmai un promemoria: attenzione, qui non c\u2019\u00e8 spazio per fare tutto quello che si vuole. E forse \u00e8 un bene. Perch\u00e9 la tentazione di usare il deficit come leva politica \u00e8 fortissima. Oggi 600 milioni, domani qualche miliardo. Poi si aggiusta, si dir\u00e0. Poi si vedr\u00e0. Poi cresceremo. \u00c8 sempre la stessa storia. E invece no. Ogni euro di deficit, anche quello sotto il 3 per cento, costruisce un mattoncino in pi\u00f9 di debito. Ogni debito \u00e8 una cambiale fatta in conto di qualcuno che non vota oggi: i cittadini di domani. E allora forse dovremmo avere il coraggio di dirlo: meno deficit non \u00e8 una sconfitta. \u00c8 una forma di disciplina. Di responsabilit\u00e0. Di seriet\u00e0. Non fa vincere le elezioni, certo. Ma evita di perdere il futuro. E in un Paese liberale dovrebbe bastare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nicola Porro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di surreale nel dibattito di queste ore sul deficit italiano al 3,1%. Da una parte il governo che quasi si lamenta di quei maledetti 600 milioni che avrebbero evitato di permanere nella procedura europea. Dall\u2019altra l\u2019opposizione che stappa bottiglie come se avesse scoperto l\u2019acqua calda: Non ce l\u2019hanno fatta. 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