{"id":1000030658,"date":"2026-04-27T06:38:05","date_gmt":"2026-04-27T09:38:05","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030658"},"modified":"2026-04-27T06:38:07","modified_gmt":"2026-04-27T09:38:07","slug":"non-e-piu-destra-contro-sinistra-la-vera-partita-si-gioca-altrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030658","title":{"rendered":"Non \u00e8 pi\u00f9 destra contro sinistra: la vera partita si gioca altrove"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019\u00e8 un elemento di cecit\u00e0 strategica che accomuna oggi tanto il centrosinistra quanto il centrodestra. Entrambe le coalizioni sono concentrate su formule, alleanze, perimetri: la costruzione del cosiddetto \u201ccampo largo\u201d da una parte, le nuove alchimie interne alla maggioranza dall\u2019altra. Ma mentre si discute di geometrie politiche gi\u00e0 viste, si rischiano di ignorare variabili capaci di riscrivere completamente il quadro politico nazionale. Il centrosinistra, dopo una lunga sequenza di tentativi falliti, prova ancora a costruire un\u2019alleanza competitiva che possa battere la coalizione di governo. Il centrodestra, forte del risultato del 2022, ragiona invece su come replicare quel successo, limando tensioni interne e consolidando la leadership. \u00c8 una dinamica apparentemente razionale, ma fondata su un presupposto sempre pi\u00f9 fragile: che lo schema bipolare centrodestra-centrosinistra sia destinato a reggere anche nella prossima legislatura. Non \u00e8 affatto scontato. La legislatura che verr\u00e0, infatti, non sar\u00e0 una legislatura qualunque. Sar\u00e0 quella chiamata a eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, un passaggio cruciale della vita istituzionale del Paese che, per sua natura, spinge verso soluzioni meno ideologiche e pi\u00f9 trasversali. In un contesto del genere, due fattori rischiano di rendere obsoleta la logica degli schieramenti tradizionali. Il primo \u00e8 il rischio di ingovernabilit\u00e0. I sondaggi raccontano di due coalizioni sempre pi\u00f9 vicine, con margini ridotti che potrebbero tradursi in maggioranze fragili, instabili, esposte a continui ricatti interni. In uno scenario del genere, la tenuta di blocchi rigidi potrebbe diventare un problema pi\u00f9 che una risorsa. Potrebbe dunque emergere la necessit\u00e0 \u2013 o la convenienza \u2013 di maggioranze variabili, accordi trasversali, convergenze su singoli dossier, a partire proprio dall\u2019elezione del prossimo Capo dello Stato. Il secondo fattore \u00e8 pi\u00f9 incerto, ma potenzialmente dirompente. Chiamiamolo \u201cfattore B\u201d, dove B, stavolta, non sta per Silvio, ma per Marina Berlusconi. La primogenita del Cavaliere rappresenta, al tempo stesso, continuit\u00e0 e discontinuit\u00e0: continuit\u00e0 con un mondo politico e culturale ben definito; discontinuit\u00e0 nei metodi, nello stile e, potenzialmente, negli obiettivi. Un suo maggiore coinvolgimento \u2013 diretto o anche solo indiretto \u2013 nelle dinamiche interne di Forza Italia potrebbe avere effetti imprevedibili sugli equilibri politici nazionali. Non si tratterebbe semplicemente di rafforzare un partito esistente, ma di ridefinirne il ruolo: da forza ancillare all\u2019interno del perimetro di un centrodestra a trazione Fratelli d\u2019Italia a possibile perno di nuove maggioranze. Una Forza Italia ripensata potrebbe dialogare in modo pi\u00f9 fluido con pezzi del centrosinistra moderato, con il mondo liberal-democratico, con quell\u2019area centrista che da anni cerca, con affanno, rappresentanza senza mai trovarla stabilmente. In questo scenario, la contrapposizione frontale tra blocchi potrebbe lasciare spazio a configurazioni pi\u00f9 mobili, meno ideologiche e pi\u00f9 funzionali agli equilibri parlamentari. Non sarebbe la prima volta nella storia repubblicana, ma rappresenterebbe comunque una rottura rispetto alla situazione vigente. Eppure, questo possibile cambio di paradigma resta largamente assente dal dibattito pubblico. Si continua a ragionare come se il futuro fosse una replica del passato recente, ignorando segnali che indicano invece una possibile trasformazione profonda dell\u2019assetto politico nazionale. Anche perch\u00e9 la prossima partita non si giocher\u00e0 solo sui rapporti di forza tra gli attuali schieramenti al momento del voto, ma sugli equilibri che emergeranno dopo il voto. Ed \u00e8 in quella partita che gli schemi tradizionali potrebbero rivelarsi improvvisamente superati.<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore di Bartolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un elemento di cecit\u00e0 strategica che accomuna oggi tanto il centrosinistra quanto il centrodestra. Entrambe le coalizioni sono concentrate su formule, alleanze, perimetri: la costruzione del cosiddetto \u201ccampo largo\u201d da una parte, le nuove alchimie interne alla maggioranza dall\u2019altra. 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