{"id":1000030649,"date":"2026-04-27T06:35:52","date_gmt":"2026-04-27T09:35:52","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030649"},"modified":"2026-04-27T06:35:53","modified_gmt":"2026-04-27T09:35:53","slug":"meno-spesa-vuol-dire-meno-europa-il-piano-di-ursula-per-lue-che-verra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030649","title":{"rendered":"\u201cMeno spesa vuol dire meno Europa\u201d. Il piano di Ursula per l\u2019Ue che verr\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Una frase di Ursula von der Leyen merita di essere letta con attenzione, perch\u00e9 dentro quelle poche righe c\u2019\u00e8 tutto il metodo europeo degli ultimi anni: o pagate di pi\u00f9 oppure avrete meno Europa. Tradotto dal burocratese di Bruxelles: o gli Stati membri mettono altri soldi sul tavolo, oppure bisogna rinunciare a qualcosa. Il punto, naturalmente, \u00e8 capire a cosa e soprattutto chi decide. \u201cSenza nuove risorse proprie, la scelta \u00e8 netta \u2013 ha detto Ursula -: maggiori contributi nazionali o minore capacit\u00e0 di spesa. Queste sono le uniche opzioni possibili. Una minore capacit\u00e0 di spesa significherebbe meno Europa proprio dove l\u2019Europa ha bisogno di fare di pi\u00f9\u201d. Il nuovo bilancio pluriennale dell\u2019Unione, quello che coprir\u00e0 il periodo 2028-2034, vale circa 2 mila miliardi di euro. Una cifra enorme, quasi ipnotica, che per\u00f2 non risolve il problema politico di fondo: l\u2019Europa continua ad allargare le proprie ambizioni senza aver mai chiarito fino in fondo chi deve sostenerne il costo e con quali priorit\u00e0. Ogni sette anni si ripete lo stesso copione. Si convocano i leader, si alzano i toni, si evocano emergenze strategiche, e alla fine si apre la solita trattativa tra chi paga di pi\u00f9 e chi riceve di pi\u00f9. Da una parte ci sono i cosiddetti Paesi frugali, con Germania e Olanda in prima fila. Dall\u2019altra i Paesi che difendono la Politica agricola comune e i fondi di coesione, tra cui Italia, Spagna, Polonia e Francia. Non \u00e8 una novit\u00e0, ma stavolta il confronto \u00e8 pi\u00f9 aspro perch\u00e9 la Commissione ha deciso di rimettere mano all\u2019architettura stessa del bilancio, accorpando capitoli storici e spostando risorse verso nuove priorit\u00e0: competitivit\u00e0, intelligenza artificiale, tecnologia quantistica, difesa, sicurezza, energia. Detta cos\u00ec sembra una modernizzazione inevitabile. E in parte lo \u00e8: nessuno pensa seriamente che l\u2019Europa possa ignorare la corsa tecnologica globale o il tema della sicurezza. Il problema \u00e8 un altro. Come spesso accade a Bruxelles, si costruisce il futuro facendo i conti senza l\u2019oste. La posizione tedesca, espressa con nettezza da Friedrich Merz, \u00e8 altrettanto chiara: niente nuovo debito comune, niente eurobond, niente espansione della spesa senza tagli altrove. \u00c8 una linea coerente con la tradizione tedesca e con gli equilibri interni di Berlino. Ma anche qui c\u2019\u00e8 una domanda che resta sospesa: si pu\u00f2 chiedere all\u2019Europa di essere pi\u00f9 forte su difesa, industria, energia e geopolitica mantenendo per\u00f2 gli stessi strumenti di ieri? Nel frattempo Italia e Spagna hanno chiesto maggiore flessibilit\u00e0 sul Patto di stabilit\u00e0 e nuove misure per affrontare la crisi energetica. La risposta della Commissione \u00e8 stata fredda: le regole non si toccano e, semmai, usate meglio i fondi gi\u00e0 disponibili. Il paradosso \u00e8 che tutti vogliono \u201cpi\u00f9 Europa\u201d, ma nessuno si mette d\u2019accordo sul \u201ccome\u201d. Cos\u00ec il negoziato sul bilancio diventa lo specchio perfetto dell\u2019Unione: grande nelle dichiarazioni, complicata nelle decisioni, prudentissima quando c\u2019\u00e8 da scegliere davvero. Significa semplicemente ricordare che l\u2019Europa non \u00e8 un fine astratto, ma uno strumento. E uno strumento funziona solo se migliora la vita concreta dei cittadini, non se serve soltanto a produrre nuovi capitoli di spesa e nuove conferenze stampa.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una frase di Ursula von der Leyen merita di essere letta con attenzione, perch\u00e9 dentro quelle poche righe c\u2019\u00e8 tutto il metodo europeo degli ultimi anni: o pagate di pi\u00f9 oppure avrete meno Europa. Tradotto dal burocratese di Bruxelles: o gli Stati membri mettono altri soldi sul tavolo, oppure bisogna rinunciare a qualcosa. 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