{"id":1000030585,"date":"2026-04-24T07:19:13","date_gmt":"2026-04-24T10:19:13","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030585"},"modified":"2026-04-24T07:19:15","modified_gmt":"2026-04-24T10:19:15","slug":"rapporto-one-health-il-30-degli-italiani-preferisce-una-periferia-ben-servita-il-centro-attrae-solo-il-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030585","title":{"rendered":"Rapporto One Health: il 30% degli italiani preferisce una periferia ben servita. Il centro attrae solo il 16%"},"content":{"rendered":"\n<p>\u2018Gli italiani si dichiarano abbastanza soddisfatti del luogo in cui vivono (61%), ma solo uno su quattro si dice molto soddisfatto (25%). I fattori che generano benessere sono tranquillit\u00e0 e senso di comunit\u00e0, qualit\u00e0 dell\u2019ambiente e aree verdi, sensazione di sicurezza, costo della vita adeguato. A incidere sono anche servizi efficaci e buone occasioni di socializzazione. Quando questi fattori mancano, subentra il disagio. Le principali criticit\u00e0 riguardano servizi, trasporti, lavoro e sicurezza\u2018. \u00c8 quanto emerge dal terzo Rapporto One Health \u2018Il valore sociale delle citt\u00e0. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano\u2018, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l\u2019Istituto Piepoli, presentato oggi alla Camera. Lo studio, che ha incrociato il giudizio di sedici opinion leader, scelti tra accademici, urbanisti, esperti della salute, amministratori, con quello di un campione rappresentativo di mille cittadini italiani, fotografa lo stato delle citt\u00e0 italiane e il loro rapporto con le periferie, viste come una nuova frontiera del vivere urbano, secondo l\u2019approccio One Health, che integra salute umana, ambientale e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>CRESCITA URBANA E PERIFERIE \u2013 Le periferie, \u00e8 emerso nel corso dell\u2019evento, sono una leva strategica per il futuro delle citt\u00e0: non pi\u00f9 luoghi marginali, ma spazi vitali per costruire modelli urbani pi\u00f9 sostenibili, inclusivi e vivibili. Negli ultimi decenni, evidenziano gli opinion leader, si \u00e8 passati da una crescita urbana rapida, caotica e spesso speculativa a una maggiore attenzione alla vivibilit\u00e0. Il Rapporto insiste su una distinzione cruciale: le periferie non sono tutte uguali. Esistono periferie storiche, dove si pu\u00f2 contare sulla stanzialit\u00e0 delle persone; periferie \u2018fabbriche di cittadinanza\u2019, ad alta immigrazione; nuove periferie \u2018ricche\u2019, ma anonime; periferie rigenerate, come nel caso del quartiere romano di Trigoria, dove l\u2019iniziativa di interesse generale del Campus Bio-Medico \u2018sta trasformando, in linea con il paradigma One Health, il rischio di emarginazione e vulnerabilit\u00e0 in nuove opportunit\u00e0 di sviluppo, servizi e identit\u00e0 condivisa in alleanza con l\u2019Amministrazione\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>DALLA RIQUALIFICAZIONE ALLA RIGENERAZIONE \u2013 Gli esperti propongono di superare il concetto di riqualificazione urbana e puntare sulla rigenerazione, che interviene anche su tessuto sociale, economia locale, transizione ecologica di prossimit\u00e0. Il centro offre opportunit\u00e0 e servizi, ma presenta costi elevati, caos e disorganizzazione; la periferia \u00e8 percepita come pi\u00f9 vivibile, con aree verdi e meno smog, ma soffre di isolamento e carenze nei servizi. Le principali priorit\u00e0 di intervento, allora, riguardano: trasporti pubblici (per il 40% degli italiani devono essere pi\u00f9 efficienti); sicurezza e ordine pubblico (34%); opportunit\u00e0 di lavoro (34%); servizi sanitari e assistenza alle persone (33%); qualit\u00e0 ambientale e spazi verdi (30%). Un dato significativo riguarda le preferenze abitative: il 30% degli italiani sceglierebbe di vivere in una periferia ben servita. Il pieno centro attrae solo il 16%.<\/p>\n\n\n\n<p>IL VALORE DELLA CASA \u2013 La casa \u00e8 vissuta come rifugio, ma non come isola, ci\u00f2 che conta \u00e8 il contesto, ovvero il quartiere, i collegamenti, gli spazi verdi, la comunit\u00e0. Per il 53% degli intervistati si vive bene se la casa \u00e8 in un quartiere tranquillo e in un contesto salubre; per il 49% se la casa ha dimensioni adeguate; per il 47% se si trova in un quartiere dotato di servizi essenziali; per il 45% degli italiani la casa deve essere ben collegata con i mezzi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p>COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATA \u2013 Con riferimento all\u2019iniziativa pubblica, emergono forti difficolt\u00e0 perch\u00e9 gli iter autorizzativi hanno tempistiche diverse da quelle di cui ha bisogno il territorio. Occorre, pertanto, uno sforzo legislativo e di processo che renda pi\u00f9 fluida ed efficace la condivisione degli obiettivi e l\u2019individuazione degli strumenti. Secondo il Rapporto, per gli italiani, i principali responsabili del miglioramento dei luoghi dove si vive e anche i pi\u00f9 assenti sono le istituzioni: i Comuni (per il 72% degli intervistati), le Regioni (58%), lo Stato (49%). Al contrario, associazioni di volontariato, parrocchie, comunit\u00e0 di quartiere e Terzo Settore mostrano indici di efficacia molto superiori pur avendo risorse limitate.<\/p>\n\n\n\n<p>LA VISIONE ONE HEALTH \u2013 Il Rapporto ribadisce che salute umana, ambiente e contesto sociale sono strettamente interconnessi e devono essere sviluppati in modo integrato. La visione \u00e8 quella di un passaggio da un sistema centro-centrico, con un centro forte e periferie deboli, a un modello poli-centrico, costituito da quartieri autonomi, interconnessi, ciascuno con la propria vocazione, tutti insieme essenziali per la qualit\u00e0 della vita urbana. In questo quadro, il paradigma One Health \u00e8 un orientamento concreto: progettare e abitare i luoghi, hanno fatto sapere gli esperti, significa \u2018prendersi cura della salute e del bene comune\u2019. Nel pensare al futuro delle citt\u00e0 e dei luoghi da vivere, le persone confermano flessibilit\u00e0, apertura, ma anche attese. Per il 38% degli intervistati nel futuro i piccoli centri saranno pi\u00f9 vivibili delle grandi citt\u00e0, mentre il 27% si \u00e8 detto molto d\u2019accordo sul fatto che le citt\u00e0 di medie dimensioni saranno sempre pi\u00f9 attrattive; il 46%, invece, non condivide la possibilit\u00e0 che la qualit\u00e0 della vita sar\u00e0 sempre migliore in centro rispetto alla periferia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Le periferie non sono l\u2019anello debole delle nostre citt\u00e0, sono la domanda pi\u00f9 urgente che le nostre citt\u00e0 ci rivolgono- ha detto Carlo Tosti, presidente Universit\u00e0 Campus Bio-Medico e Fondazione Policlinico UCBM- Il terzo Rapporto \u2018One Health\u2019 del Campus Bio-Medico ci spiega che le periferie sono vitali, non marginali. Sono luoghi di vitalit\u00e0 sociale e culturale, sono spesso \u2018fabbriche di cittadinanza\u2019, luoghi dove la citt\u00e0 si costruisce ogni giorno. Ci ricorda, inoltre, che la rigenerazione non \u00e8 solo riqualificazione, non \u00e8 sostituire il vecchio con il nuovo, ma un processo di ascolto, cura e attenzione al tessuto sociale, economico e ambientale\u2019. Infine, ha continuato Tosti, il Rapporto \u2018evidenzia come il ruolo delle istituzioni universitarie e assistenziali abbia un elevato potenziale di sviluppo in termini di prossimit\u00e0 concreta ai bisogni dei nostri cittadini nell\u2019intero arco della vita. Il Campus Bio-Medico \u00e8 disposto a mettere ancora una volta, in alleanza con cittadini e istituzioni, le proprie competenze cliniche, di ricerca scientifica, formative accademiche e di terza missione universitaria per contribuire alla costruzione di una \u2018citt\u00e0 policentrica\u2019 che questa ricerca indica come la risposta pi\u00f9 efficace alle sfide della nostra Capitale e della Nazione\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha aggiunto Domenico Mastrolitto, Direttore Generale Campus Bio-Medico SpA: \u2018Quattro anni fa il Campus ha avviato un nuovo percorso di ricerca, promuovendo per la prima volta in Italia e in Europa un Rapporto annuale sul \u2018One Health\u2019, un approccio alla salute integrale che unisce sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale, mettendo la persona in connessione con il mondo. Quest\u2019anno il focus \u00e8 sulle citt\u00e0, perch\u00e9 parlarne significa occuparsi della nostra Casa comune, assumendo una responsabilit\u00e0 condivisa per migliorare la qualit\u00e0 della vita e i servizi, con uno sguardo rivolto alle future generazioni. Le periferie rappresentano spesso le aree pi\u00f9 fragili, ma anche quelle con le maggiori opportunit\u00e0 di sviluppo. \u00c8 questa la prospettiva che alimenta il Piano di Sviluppo al 2045 del Campus Bio-Medico che stiamo co-progettando insieme a Roma Capitale, alla Regione Lazio e al Ministero della Cultura. Il Campus Bio-Medico, nato 35 anni fa a Trigoria, \u00e8 cresciuto ascoltando il territorio, dialogando con i cittadini e svolgendo attivit\u00e0 assistenziali, di formazione, di ricerca e di terza missione e public engagement con impatto sociale, nell\u2019interesse generale. Per questo crediamo che il paradigma \u2018One Health\u2019 debba uscire dai laboratori ed entrare nelle politiche urbane, la salute si costruisce anche nella qualit\u00e0 degli spazi di relazione, nel verde accessibile, nella prossimit\u00e0 dei servizi e nella coesione sociale\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlotta Di Santo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2018Gli italiani si dichiarano abbastanza soddisfatti del luogo in cui vivono (61%), ma solo uno su quattro si dice molto soddisfatto (25%). I fattori che generano benessere sono tranquillit\u00e0 e senso di comunit\u00e0, qualit\u00e0 dell\u2019ambiente e aree verdi, sensazione di sicurezza, costo della vita adeguato. 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