{"id":1000030547,"date":"2026-04-24T07:02:48","date_gmt":"2026-04-24T10:02:48","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030547"},"modified":"2026-04-24T07:02:52","modified_gmt":"2026-04-24T10:02:52","slug":"adesso-ho-capito-perche-il-nostro-calcio-fa-pippa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030547","title":{"rendered":"Adesso ho capito perch\u00e9 il nostro calcio fa pippa"},"content":{"rendered":"\n<p>Adesso capisco perch\u00e9 non si scomponeva quel comunicatore, diciamolo cos\u00ec, assiduo frequentatore della Gintoneria che anzi ridacchiava con me che lo prendevo in giro, e adesso dove vai la sera? \u201cCaro mio, una chiusa cento aperte\u201d, per dire che Milano, ma anche Roma, ma anche la cara vecchia provincia che chiss\u00e0 perch\u00e9 piaceva a Pasolini, pure dalle mie parti dove si candida il leggendario Andrea Dipr\u00e8 con un programma da standing ovation, \u201cRiaprire i casini a Fermo\u201d, \u00e8 tutta cos\u00ec, un bordello a cielo aperto di case chiuse. Adesso capisco come mai non andiamo ai Mondiali da 12 anni e nelle coppe siamo pippe: i nostri calciatori palle mosce, le palle le svuotano tutte nei puttanai di lusso. Anche gli altri, anche nel resto del mondo? S\u00ec, anche loro, ma gli altri per\u00f2 vincono, si qualificano, i nostri fan flanella, come si dice in Emilia per dire molluschi che gn\u00e0 fanno. Adesso capisco perch\u00e9 Gattuso, commissario tecnico della Nazionale, doveva umiliarsi a supplicare a domicilio i non cos\u00ec illustri pedatori nazionali che poco poco gli sputavano in faccia, si degnavano, quando si degnavano, tra una zoccola e una puntata. Adesso capisco perch\u00e9 Gianni Rivera non sar\u00e0 mai presidente della Federcalcio e perch\u00e9 Dino Zoff, tra un \u201cdi di di\u201d e un \u201cper per per\u201d non ci crede pi\u00f9 neanche lui quando dice \u201cbisogna ripartire dai giovani\u201d, che pare di sentire il maestro Perboni del Libro Cuore, e lo sa che i giovani sono corrotti, corrosi gi\u00e0 da ragazzini, allevati alla scuola non della tecnica ma dei vizi, delle presunzioni. Adesso capisco cosa mi diceva il mio amico Carlo Petrini, scuotendo quella testa con un buco in mezzo che pareva un traforo, e mezzo cieco per il troppo doping che gli avevano sparato negli anni \u201960 e \u201970, figurarsi adesso: \u201cNoi magari ce le scopavamo, adesso se le sposano\u201d. E neanche gli basta, debbono pure diversificare con le escort, le trans. Adesso capisco perch\u00e9 la polizia delle parole ha vietato certe parole, non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire, pi\u00f9 scrivere che calciatori, piloti, hockeisti, rispettabili eminenze vanno a zoccole, vanno a puttane, bisogna spiegare che vanno con le escort, formula inglese, elegante, che evoca la libera iniziativa, \u201cimprenditrice del corpo\u201d. Adesso capisco come mai i nomi che girano nessuno li mette e neanche li fa trapelare: non \u00e8 la sacra tutela della privacy, \u00e8 che, a quanto mi informano, ci stanno dentro anche diversi scriba, i giornalisti che son tutti a schiena dritta ma qualche volta a 90 gradi pure loro e condividono la dimestichezza pi\u00f9 intima \u2013 \u201cCaro mio, una chiusa, cento aperte\u201d \u2013 con quelli che magari devono raccontare, criticare. Adesso capisco che la democrazia, la legge uguale per tutti, e perfino il garantismo sono belle favole per chi pu\u00f2 permettersele: la faccenda \u00e8 emersa adesso, la societ\u00e0 di \u201cservizi\u201d di Cinisello sbaraccata adesso dalla magistratura che per\u00f2 sapeva, non poteva ignorare che l\u2019andazzo girava gi\u00e0 ai tempi del Covid e per i facoltosi sportivi, manager, imprenditori, politici e magari qualche scriba si chiudeva prima un occhio e poi anche l\u2019altro; a me piacerebbe davvero uscissero i nomi, perch\u00e9 dentro, sempre a quanto mi s\u2019informa, ci sarebbero anche notori moralisti tutti onest\u00e0 e fantasia, tutti tombeur des femmes, ma pi\u00f9 volentieri percepite. Chiusi in cattivit\u00e0 restavamo noi coglionazzi che ci fidavamo, si fa per dire, dello Stato con la faccia degli Speranza, dei Conte e non osavamo mettere il naso fuori dalla porta mentre la democrazia classista lasciava i privilegiati liberi di mettere il naso e tutto il resto dove pareva a loro. E se non ce la facevano, se non gli reggeva la pompetta, c\u2019era, c\u2019\u00e8, libera e bella, la simpatica droga del palloncino che rende euforici cio\u00e8 lo fa rizzare in un battibaleno e senza freno ed \u00e8 s\u00ec una droga ma non classificata per dar modo agli atleti di bombarsi come e quando e quanto gli pare. Adesso capisco, anzi so, ma non ho le prove, che i 4 \u201cimprenditori\u201d finiti in galera se la caveranno col solito patteggiamento anodino, il lodo Lacerenza, se no spifferano tutto cos\u00ec come minacciava di spifferare il boss della Gintoneria e non erano solo sportivi, influencer e scriba, c\u2019era di mezzo pure qualche toga, qualche graduato, qualche burocrate, qualche onorevole. Adesso capisco il solito risolino di quello che sa stare al mondo e mi compativa, \u201cCaro mio, tu non arriverai mai da nessuna parte\u201d e aveva ragione perch\u00e9 io sono uno che si illude di essere letto, seguito, ma certi locali interessanti, pur conoscendoli, a differenza sua non li ho mai visti neanche col binocolo, sono uno che porta fuori i cani ed \u00e8 felice se li vede pisciare in sincrono perch\u00e9 \u00e8 segno che si vogliono bene. Adesso capisco perch\u00e9, per una volta, non mi va tanto di fare del sarcasmo come piace a chi mi legge e si diverte: perch\u00e9 questa faccenda dei calciatori di Milan, Inter, Juve e perfino Sassuolo, che poi \u00e8 vecchia come il mondo, come il calcio scommesse, come il doping, mi accorgo che non sortisce pi\u00f9 nessun effetto, nessuna indignazione manco di facciata, manco pavloviana, i commenti nei social sono di invidia beota, \u201ccazzo bravi loro\u201d, \u201ccazzo me ne frega a me, basta che domenica vincono\u201d, \u201cmagari potessi io\u201d, \u201clasciamene qualcuna\u201d, ed \u00e8 il segno che qualcosa si \u00e8 rotto, andato per sempre: il rapporto fiduciario fra tifosi ed eroi, quel moralismo ingenuo, anche patetico per cui io ti do la fede, la passione, l\u2019amore, i soldi dell\u2019abbonamento, ma se tu ti fai beccare che righi storto io ti sputtano, non ti credo pi\u00f9, per me sei morto. Ma forse \u00e8 solo che mi sento vecchio, terribilmente vecchio perch\u00e9 mi accorgo di essere cresciuto nell\u2019era moralistica dei Gianni, dei Sandrini che non cambiavano mai casacca, dei Gigirriva che per non deludere quella terra di pastori sardi, lui dell\u2019arida Leggiuno, per non abbandonarli, loro che lo consideravano un dio, diceva di no alla Juventus, ad Agnelli, \u201cQui ho trovato chi sono\u201d, le frasi da Libro Cuore che oggi fanno ridere come fanno ridere i pii desideri di Zoff, come fanno ridere quelle vecchie foto, quasi dagherrotipi, dei baron Causio, i Bellugi, i Mariolino Corso in famiglia, la moglie che pareva regolarmente la sorella di Orietta Berti e il salotto piccoloborghese sullo sfondo, ragazzi di villaggio, di campagna, strappati all\u2019officina, ai campi, arrivati a un benessere che non avrebbero mai imparato a maneggiare, ancora grati, ancora memori. Adesso i giovani \u201cdai quali bisogna ripartire\u201d a 20 anni arrivano agli allenamenti in Ferrari, se ci arrivano, sputano in faccia al mister e quando gli gira se ne vanno. A puttane, scusate, a escort. Ma questi sono discorsi patetici di un vecchio patetico dimessosi da tifoso tanto, tanto tempo fa. E che oramai ha capito tutto. L\u2019unica cosa che ancora non capisco \u00e8 come fate ad andare ancora andare allo stadio, a urlare, a sperare, che senso abbia continuare a illudervi cos\u00ec, a mentirvi cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Max Del Papa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Adesso capisco perch\u00e9 non si scomponeva quel comunicatore, diciamolo cos\u00ec, assiduo frequentatore della Gintoneria che anzi ridacchiava con me che lo prendevo in giro, e adesso dove vai la sera? \u201cCaro mio, una chiusa cento aperte\u201d, per dire che Milano, ma anche Roma, ma anche la cara vecchia provincia che chiss\u00e0 perch\u00e9 piaceva a Pasolini, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000030548,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[388],"tags":[389],"class_list":{"0":"post-1000030547","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-editorial","8":"tag-editorial"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/zser-4.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000030547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000030547"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000030547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000030549,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000030547\/revisions\/1000030549"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000030548"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000030547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000030547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000030547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}