{"id":1000030465,"date":"2026-04-21T08:13:01","date_gmt":"2026-04-21T11:13:01","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030465"},"modified":"2026-04-21T08:13:03","modified_gmt":"2026-04-21T11:13:03","slug":"i-volenterosi-sono-allo-sbando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030465","title":{"rendered":"I volenterosi sono allo sbando"},"content":{"rendered":"\n<p>Una fotografia impietosa, un\u2019immagine che lascia pochi margini di interpretazione. \u00c8 quella che rappresenta il ruolo dell\u2019Europa nello scacchiere internazionale. Mentre la partita vera, quella tra Iran e Stati Uniti, si gioca su tavoli che passano perfino da Islamabad, noi che facciamo? Ci riuniamo, discutiamo, ci guardiamo negli occhi e decidiamo di essere i volenterosi. Una definizione che suona nobile, quasi epica, ma che nella realt\u00e0 assomiglia pi\u00f9 a una consolazione semantica che a una strategia. Perch\u00e9 poi, andando a vedere nel concreto, questi volenterosi cosa sono? Navi della marina, costosissime, mandate a rendere un po\u2019 pi\u00f9 sicuro lo stretto di Hormuz. A guerra finita, sia chiaro. Quando i grandi hanno gi\u00e0 giocato la loro partita, quando le decisioni sono gi\u00e0 state prese, quando gli equilibri sono stati ridisegnati altrove. Noi arriviamo dopo, con il compito di sminare, ripulire, mettere ordine. Non protagonisti, questo \u00e8 sicuro. Si pu\u00f2 pensarla come si vuole sui protagonisti veri di questa vicenda. Si pu\u00f2 dire che Trump sia folle, che gli iraniani siano pericolosi, che il mondo sia finito nelle mani sbagliate. Tutto legittimo. Ma il punto, quello che davvero dovrebbe preoccuparci, \u00e8 un altro: in questo contesto l\u2019Europa non esiste. Non ha peso militare, non ha peso economico, non ha nemmeno una voce unitaria che venga ascoltata quando conta. E cos\u00ec assistiamo al solito copione. Prima si invoca l\u2019Onu, poi si cerca un accordo, poi si costruisce una missione simbolica che dia l\u2019illusione di esserci. Ma \u00e8, appunto, un\u2019illusione. Perch\u00e9 le decisioni vere vengono prese altrove, da altri, con altri interessi e altre priorit\u00e0. La vicenda dello stretto di Hormuz \u00e8, da questo punto di vista, tristemente esemplare. Un continente che per secoli ha dettato le regole del mondo oggi si ritrova allo sbando, incapace di incidere, incapace di rappresentare qualcosa che vada oltre una minoranza del proprio elettorato. E non \u00e8 nemmeno una questione ideologica. Non si tratta di essere pi\u00f9 o meno atlantisti, pi\u00f9 o meno critici verso Washington o Teheran. Si tratta di contare qualcosa. Invece no. Non contiamo nulla e, cosa forse ancora pi\u00f9 grave, non rappresentiamo nulla, visto che i leader dei principali paesi sono in grande difficolt\u00e0, da Macron a Starmer, passando per Sanchez. E mentre tutto questo accade, il dibattito pubblico continua a ruotare ossessivamente attorno a Trump, come se fosse lui il problema principale di tutti. Come se bastasse cambiare l\u2019inquilino della Casa Bianca per restituire all\u2019Europa un ruolo che oggi semplicemente non ha. La verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 scomoda. Non si giustificano le follie degli altri, certo. Ma sarebbe infinitamente pi\u00f9 utile avere un continente che non sia allo sbando, che sappia stare al tavolo dei grandi non per sparecchiare, ma per giocare la partita. Oggi, invece, siamo i volenterosi. Che, tradotto, significa spettatori con la scopa in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una fotografia impietosa, un\u2019immagine che lascia pochi margini di interpretazione. \u00c8 quella che rappresenta il ruolo dell\u2019Europa nello scacchiere internazionale. 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