{"id":1000030456,"date":"2026-04-21T08:09:43","date_gmt":"2026-04-21T11:09:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030456"},"modified":"2026-04-21T08:09:44","modified_gmt":"2026-04-21T11:09:44","slug":"magyar-dal-1-giugno-stop-a-lavoratori-extra-ue-questi-rimpiangeranno-orban","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030456","title":{"rendered":"Magyar: \u201cDal 1\u00b0 giugno stop a lavoratori extra Ue\u201d. Questi rimpiangeranno Orb\u00e1n"},"content":{"rendered":"\n<p>Per Von der Leyen e i suoi accoliti neanche il tempo di stappare lo champagne e servire tartine per celebrare la fine dell\u2019Orbanismo in Ungheria. A pochi giorni dalla vittoria elettorale, P\u00e9ter Magyar sta chiarendo con crescente nettezza la sua postura su temi internazionali (soprattutto sui fenomeni migratori tanto cari a Bruxelles) mandando in frantumi la narrazione secondo cui la nuova leadership ungherese sarebbe un docile alleato completamente allineato all\u2019Unione Europea. Magyar ha a pi\u00f9 riprese dichiarato e rivendicato di voler mantenere una linea pressoch\u00e9 identica (se non ancora pi\u00f9 rigorosa) a quella di Orb\u00e1n. Posizione durissima contro l\u2019immigrazione illegale, rifiuto assoluto di qualsiasi meccanismo di assegnazione obbligatoria previsto dal Patto UE, decisione di mantenere e rafforzare i confini meridionali con la Serbia, aumentando le guardie di frontiera e puntando a risolvere le multe europee giornaliere senza per\u00f2 cambiare la sostanza della politica di protezione dei confini. Il vincitore delle ultime elezioni ungheresi ha citato esplicitamente Slovacchia e Polonia come esempi virtuosi di paesi che rispettano le regole comunitarie senza aprire le porte ai migranti irregolari. Ma ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 la sua decisione di porre fine all\u2019afflusso di lavoratori extraeuropei che il precedente esecutivo aveva progressivamente favorito per compensare le carenze di manodopera. Magyar ha annunciato che, a partire dall\u20191 giugno, l\u2019Ungheria interromper\u00e0 il rilascio di permessi di lavoro a persone provenienti da fuori dall\u2019UE, riducendo a zero l\u2019arrivo di questa tipologia di lavoratori. Ha criticato apertamente l\u2019idea di importare forza lavoro \u201csottocosto o non qualificata\u201d dall\u2019esterno, definendola un errore che rischia di compromettere l\u2019identit\u00e0 demografica del Paese senza risolvere i problemi reali. Invece di ricorrere all\u2019immigrazione extraeuropea, il leader di Tisza ha ribadito che la priorit\u00e0 assoluta deve essere infatti \u201caumentare la natalit\u00e0 ungherese e puntare sui rimpatri dei clandestini\u201d, attraverso politiche familiari incisive e un mercato del lavoro orientato prima di tutto ai cittadini ungheresi. Ha criticato duramente la gestione europea della crisi migratoria, sostenendo che il problema \u201cnon avrebbe dovuto essere portato in Europa\u201d e che l\u2019aiuto dell\u2019UE dovrebbe concentrarsi nei paesi di origine piuttosto che favorire arrivi incontrollati. Queste posizioni, espresse con chiarezza in diverse interviste, dimostrano che Magyar non intende cedere di un millimetro sulla sovranit\u00e0 nazionale in materia di confini e demografia, pur dichiarandosi pronto a un dialogo pi\u00f9 costruttivo con Bruxelles su altri dossier. Insomma, il paradosso \u00e8 evidente e potenzialmente molto scomodo per Von der Leyen. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 Orban, il politico \u201cesterno\u201d alle logiche UE, facilmente isolabile, sanzionabile e demonizzabile come populista anti-europeo. Al suo posto c\u2019\u00e8 un leader che parla il linguaggio della cooperazione, vuole sbloccare i fondi europei, si mostra pi\u00f9 allineato su alcuni temi geopolitici, eppure difende con intransigenza i confini, la sovranit\u00e0 nazionale e una politica migratoria rigida che include lo stop netto ai lavoratori extra-UE. Per la Commissione questo sar\u00e0 un problema molto pi\u00f9 insidioso: non si pu\u00f2 pi\u00f9 usare la clava del \u201cnoi contro lui\u201d come succedeva con il vecchio leader ungherese. Bruxelles si trover\u00e0 forse per la prima volta a fronteggiare un conservatorismo europeista ma non centralista, che difende i confini esterni dell\u2019Europa, rifiuta l\u2019immigrazione incontrollata e riforma dall\u2019interno senza svendere l\u2019identit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro Bonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Von der Leyen e i suoi accoliti neanche il tempo di stappare lo champagne e servire tartine per celebrare la fine dell\u2019Orbanismo in Ungheria. 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