{"id":1000030177,"date":"2026-04-15T07:45:17","date_gmt":"2026-04-15T10:45:17","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030177"},"modified":"2026-04-15T07:45:19","modified_gmt":"2026-04-15T10:45:19","slug":"magyar-ci-salvidallirrilevanza-di-ursula","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000030177","title":{"rendered":"Magyar ci salvidall\u2019irrilevanza di Ursula"},"content":{"rendered":"\n<p>Dunque,l\u2019Ungheria ha cambiato pagina. P\u00e9ter Magyar (fino a qualche anno fa pupillo diOrban) e il suo partito Tisza hanno conquistato una maggioranza netta ponendofine ai sedici anni del dominio di Fidesz. Grande giubilo a Bruxelles: lasoporifera Ursula Von Der Leyen domenica sera (per la guerra in Iran nelweekend non fu cos\u00ec proattiva\u2026) ha subito scritto un tweet per congratularsicon Magyar, annunciando che l\u2019Ungheria torna finalmente sul \u201csentiero europeo\u201d.Sembra un sollievo per l\u2019attuale establishment UE, ma \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>A ben guardareOrb\u00e1n, nonostante la narrazione strappalacrime, era il nemico ideale:sovranista isolazionista, ostile per principio, ben gradito sia agli Usa chealla Russia e quindi facilmente accusabile di essere (a torto o a ragione) undistruttore del sogno europeo. Insomma, Orban lo si poteva dipingere comel\u2019eterno antagonista, l\u2019agente alloctono da tenere a distanza a colpi di veti edi procedure di infrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Magyar invece \u00e8diverso. \u00c8 s\u00ec ex delfino di Orban, ma \u00e8 anche un europeista convinto; hacondotto una campagna rispettosa, identitaria, conservatrice, fortementefocalizzata sul voler demolire il sistema di corruzione generatosi negli annidel suo ex maestro. E sull\u2019Europa? Chiede un dialogo costruttivo con laCommissione, la necessit\u00e0 di una difesa comune, un\u2019Unione pi\u00f9 solida ecoerente. Nel fare questo Magyar afferma per\u00f2 di non voler mai rinunciare allasovranit\u00e0 ungherese, alla difesa dei confini, al modello di famigliatradizionale n\u00e9 alle radici cristiane del suo Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>E proprio inquesta combinazione interessante si concretizza il pericolo maggiore per Vonder Leyen. Magyar non attacca l\u2019Europa dall\u2019esterno. Entrer\u00e0 dalla portaprincipale, probabilmente come legittimo membro del Partito Popolare Europeo edunque paradossalmente all\u2019interno della maggioranza attuale. Quindi pu\u00f2sedersi al tavolo del Consiglio non come ospite sgradito, ma come interlocutoreche ha una grande credibilit\u00e0 e che ha sconfitto uno degli incubi dell\u2019Europaunita.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui viene ilbello. Magyar ha la possibilit\u00e0 (si spera con tanti altri) di erodere ilprogressismo fallimentare di Bruxelles dall\u2019interno, di dimostrare che essereeuropeisti non significa accettare l\u2019agenda iper-immigrazionista, gender, woke,green e inutilmente ridondante imposta da Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p>E questo schemaspezzerebbe per sempre un tab\u00f9 ancora vivo e vegeto, una dicotomia terrificantesu cui si regge l\u2019attuale maggioranza: o sei europeista (europeistanell\u2019attuale significato del termine, cio\u00e8 progressista che strizza l\u2019occhio alsocialismo) o sei antieuropeo. Magyar invece potrebbe mostrare che esiste unaterza via: un\u2019Europa forte e unita che per\u00f2 resta fedele alle proprie radiciidentitarie e cristiane. Non resta che augurare alla nuova leadership ungheresedi riuscire a essere pienamente europea senza piegarsi all\u2019ideologia dominante;a quel punto non sar\u00e0 pi\u00f9 un sogno pensare che il castello ideologico diBruxelles possa cominciare a scricchiolare. Forse quest\u2019analisi \u00e8 un sognoimpossibile da concretizzare, ma sarebbe un buon inizio per tirare fuoril\u2019Europa da una irrilevanza tragicomica.<\/p>\n\n\n\n<p>AlessandroBonelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dunque,l\u2019Ungheria ha cambiato pagina. P\u00e9ter Magyar (fino a qualche anno fa pupillo diOrban) e il suo partito Tisza hanno conquistato una maggioranza netta ponendofine ai sedici anni del dominio di Fidesz. 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