{"id":1000029901,"date":"2026-04-06T11:34:44","date_gmt":"2026-04-06T14:34:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029901"},"modified":"2026-04-06T11:34:46","modified_gmt":"2026-04-06T14:34:46","slug":"il-dna-dellasindone-un-viaggio-genetico-tra-gerusalemme-lindia-e-il-nuovo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029901","title":{"rendered":"Il DNA dellaSindone: un viaggio genetico tra Gerusalemme, l&#8217;India e il Nuovo Mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Cosa pu\u00f2raccontarci un frammento di codice genetico su uno dei reperti pi\u00f9 enigmaticidella storia? Una recente ricerca metagenomica (cio\u00e8 un sistema che leggecontemporaneamente il DNA di tutti i microrganismi, le piante e gli esseriumani che hanno lasciato una traccia su un oggetto) ha trasformato la Sindonedi Torino in un vero e proprio \u00abarchivio biologico\u00bb, rivelando unmosaico di contatti umani, piante e animali che attraversa millenni econtinenti. Lo studio non \u00e8 solo un&#8217;indagine sulla fede, ma un affascinanteviaggio scientifico che ricostruisce gli spostamenti di questo lenzuoloattraverso le tracce invisibili lasciate dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio e gliautori: la scienza dei grandi numeri<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro,intitolato \u00abDNA Traces on the Shroud of Turin: Metagenomics of the 1978Official Sample Collection\u00bb, \u00e8 stato pubblicato sulla piattaformascientifica bioRxiv il 31 marzo 2026 (in attesa di revisione della comunit\u00e0scientifica). Il team di ricerca \u00e8 guidato da Gianni Barcaccia dell&#8217;Universit\u00e0di Padova e Alessandro Achilli dell&#8217;Universit\u00e0 di Pavia, in collaborazione conistituzioni internazionali come la North Carolina State University. Gliscienziati hanno analizzato i campioni raccolti ufficialmente nel 1978 dalprof. Baima Bollone, utilizzando tecnologie di sequenziamento di ultimagenerazione per identificare ogni singola sequenza di DNA depositata sultessuto nel corso dei secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un archiviobiologico globale tra Oriente e Occidente<\/p>\n\n\n\n<p>I risultatimostrano che la Sindone \u00e8 stata un vero \u00abmagnete\u00bb biologico. Tra idati pi\u00f9 sorprendenti spicca l&#8217;identificazione di lignaggi genetici umanitipici del Vicino Oriente, come l&#8217;aplogruppo H33, oggi raro ma presente tra lepopolazioni Druse. Tuttavia, la genetica ha riservato una sorpresa ancoramaggiore: una massiccia presenza di DNA riconducibile al sub-continenteindiano. Questo dettaglio suggerisce che il tessuto possa essere statofabbricato in India o trasportato lungo le antiche rotte commerciali orientaliprima di giungere in Europa, confermando l&#8217;etimologia stessa della parola\u00bbSindone\u00bb, che alcuni studiosi riconducono alla regione del Sindh.<\/p>\n\n\n\n<p>Tracce del NuovoMondo e biodiversit\u00e0 mediterranea<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la storiascritta nel DNA non si ferma all&#8217;antichit\u00e0. Sul lenzuolo sono state trovatetracce di piante come mais, pomodoro e arachidi, specie originarie delleAmeriche. Poich\u00e9 questi vegetali sono arrivati nel Vecchio Mondo solo dopo iviaggi di Cristoforo Colombo, la loro presenza conferma che il telo \u00e8 statoesposto in ambienti dove circolavano merci provenienti dalle nuove rotteatlantiche. Oltre a queste piante esotiche, l&#8217;analisi ha isolato sequenze dicarota coltivata, grano e persino corallo rosso del Mediterraneo, insieme aframmenti genetici di animali domestici come cani e cavalli, che raccontano lavita quotidiana attorno al reperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conferme delladatazione al carbonio<\/p>\n\n\n\n<p>A completarequesto quadro complesso intervengono le conferme ottenute tramite nuovedatazioni al radiocarbonio effettuate su alcuni fili di riparazione e campionidel reliquiario. Le date indicano periodi compresi tra il XV e il XIX secolo,coincidendo perfettamente con i restauri documentati dopo i vari incendi, comequello di Chamb\u00e9ry, e i numerosi passaggi di propriet\u00e0 della reliquia. Indefinitiva lo studio dimostra che la Sindone non \u00e8 un oggetto statico, ma unreperto che ha \u00abrespirato\u00bb la storia del mondo, catturando frammentidi vita, commerci e popoli da ogni luogo con cui \u00e8 venuto a contatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto Graziosi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa pu\u00f2raccontarci un frammento di codice genetico su uno dei reperti pi\u00f9 enigmaticidella storia? 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