{"id":1000029892,"date":"2026-04-06T11:28:14","date_gmt":"2026-04-06T14:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029892"},"modified":"2026-04-06T11:28:16","modified_gmt":"2026-04-06T14:28:16","slug":"una-crema-a-basedi-un-batterio-ingegnerizzato-potrebbe-prevenire-il-congelamento-in-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029892","title":{"rendered":"Una crema a basedi un batterio ingegnerizzato potrebbe prevenire il congelamento in montagna"},"content":{"rendered":"\n<p>In un futuro nontroppo lontano, gli alpinisti e gli esploratori polari potranno contare su unvalido alleato contro il rischio di congelamento: una crema probiotica daspalmare sulle parti del corpo pi\u00f9 a rischio, come mani e piedi, capace diprevenire i danni del freddo. L&#8217;ingrediente segreto? Un batterio della pelle,che dopo un editing genetico con le forbici molecolari CRISPR \u00e8 divenuto capacedi produrre calore a comando e rilevare cambi di temperatura. Le sue virt\u00f9 e lepossibiili applicazioni farmaceutiche sono state presentate a marzo allaconferenza Synthetic Biology for Health and Sustainability a Hinxton, nel RegnoUnito. Il protagonista di questa storia \u00e8 il Cutibacterium acnes, un batteriocommensale della pelle che vive nel sebo, la miscela di lipidi che lubrifica ilnostro \u00abinvolucro\u00bb esterno, e i cui squilibri nella crescita sonostati collegati all&#8217;acne. Un gruppo di scienziati dell&#8217;Universit\u00e0 Pompeu Fabradi Barcellona ha usato la CRISPR per modificare i livelli di una proteina chequesto batterio usa per produrre energia, chiamata arcC. Dopo questa modifica,il batterio ha prodotto il doppio del calore rispetto a quello che normalmenteemana.&nbsp;&nbsp;Inoltre, sempre con le forbicimolecolari, gli scienziati sono intervenuti sui geni termosensibili di un altrolotto di C. acnes, trasformando i batteri in microscopici&#8230; termometri. Imicrorganismi sono stati riprogrammati per rilevare le temperature superiori a32 \u00b0C e \u00abaccendersi\u00bb con un segnale fluorescente quando registravanoil cambio di temperatura. In altri esperimenti, non ancora pubblicati, gliscienziati hanno infine dimostrato che diversi ceppi di questi batteripotrebbero sopravvivere all&#8217;interno di una crema da spalmare sul corpo. Iprossimi passi? Dimostrare che le diverse capacit\u00e0 testate possono conviverenei medesimi batteri. Gli scienziati dovranno appurare che i C. acnes possanorilevare anche i cali di temperatura pericolosi (e non solo i rialzi), e che, aquel punto, riescano a reagire producendo pi\u00f9 calore. Quindi bisogner\u00e0 verificareche una crema contenente i batteri \u00abtermosifoni\u00bb funzioni sulla pelledei topi e su campioni di pelle umana in laboratorio, prima di capire se ilpreparato sia ben tollerato da persone in carne e ossa. Infine, resta da capirecome si possa fermare questa reazione, una volta riequilibrata la temperatura.Per evitare il rischio di calore eccessivo, e il surriscaldamento della pellesotto i vestiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Elisabetta Intini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un futuro nontroppo lontano, gli alpinisti e gli esploratori polari potranno contare su unvalido alleato contro il rischio di congelamento: una crema probiotica daspalmare sulle parti del corpo pi\u00f9 a rischio, come mani e piedi, capace diprevenire i danni del freddo. L&#8217;ingrediente segreto? 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