{"id":1000029762,"date":"2026-04-02T00:50:44","date_gmt":"2026-04-02T03:50:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029762"},"modified":"2026-04-02T00:50:47","modified_gmt":"2026-04-02T03:50:47","slug":"attenzione-a-cioche-succede-in-asia-in-arrivo-un-altro-lockdown","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029762","title":{"rendered":"Attenzione a ci\u00f2che succede in Asia: in arrivo un altro lockdown?"},"content":{"rendered":"\n<p>Quello che staaccadendo oggi in Asia non \u00e8 un fenomeno isolato, ma un possibile anticipo \u2014inquietante \u2014 di ci\u00f2 che potrebbe presto riguardare anche l\u2019Europa. Le misureadottate in diversi Paesi dell\u2019area Asia-Pacifico \u2014 dal razionamento digitaledel carburante nello Sri Lanka alle restrizioni sui consumi energetici in Coreadel Sud, Filippine e Thailandia \u2014 non sono semplici interventi tecnici:rappresentano il segnale evidente di un radicale cambio di paradigma. L\u2019energianon \u00e8 pi\u00f9 un diritto implicito, ma una concessione regolata, contingentata,amministrata dall\u2019alto. Il caso dello Sri Lanka \u00e8 emblematico, quasi unlaboratorio politico oltre che energetico. Il ritorno del sistema Fuel Pass conQR Code associato alla targa non \u00e8 soltanto una soluzione per gestire lascarsit\u00e0: introduce un meccanismo di controllo puntuale sui comportamentiindividuali. Senza autorizzazione digitale non ci si muove; senza quotadisponibile si resta fermi. In condizioni di emergenza, la libert\u00e0 di movimentodiventa negoziabile. E ci\u00f2 che nasce come misura temporanea rischia, come gi\u00e0accaduto altrove, di trasformarsi in precedente. Questo scenario si inseriscenel quadro delineato dall\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia, che parlaapertamente della \u201cpeggiore crisi energetica della storia\u201d a seguito dellaguerra in Iran. Il decalogo pubblicato il 20 marzo 2026 va letto per quello che\u00e8: non un semplice elenco di buone pratiche da seguire, ma una vera e propriapiattaforma di intervento pronta all\u2019uso. Lavoro da casa, limiti di velocit\u00e0imposti, riduzione degli spostamenti, disincentivo ai voli, pressione fiscalesui consumi: misure che, nel loro insieme, delineano una societ\u00e0 in cui ilcomportamento individuale viene orientato \u2014 o corretto \u2014 per necessit\u00e0. Ed \u00e8qui che il discorso diventa inevitabilmente politico. In Europa, infatti, ilterreno \u00e8 gi\u00e0 stato preparato: il lessico dell\u2019emergenza, la disponibilit\u00e0 adaccettare restrizioni, la normalizzazione di misure straordinarie non sono pi\u00f9ipotesi teoriche, ma esperienza recente e concreta. Il dibattito sui cosiddetti\u201clockdown energetici\u201d, emerso gi\u00e0 nel 2022, appare oggi molto meno astratto.Alla luce di quanto accade in Asia, sembra piuttosto una traiettoria gi\u00e0delineata. L\u2019Europa, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche evulnerabile agli shock geopolitici, potrebbe trovarsi rapidamente nella stessacondizione. E a quel punto il passaggio da raccomandazione a imposizionerischia di essere rapido, se non automatico. Smart working non pi\u00f9 facoltativoma imposto, mobilit\u00e0 privata limitata, razionamento dei carburanti, restrizionisui consumi domestici: non scenari estremi, ma opzioni gi\u00e0 concretamente sultavolo. Il precedente della crisi petrolifera del 1973 dimostra che l\u2019Europa sareagire con misure drastiche quando \u00e8 sotto pressione. Ma oggi la differenza \u00e8decisiva: la tecnologia. Se negli anni \u201970 le restrizioni erano generali evisibili, oggi possono essere selettive, invisibili, personalizzate. Non pi\u00f9soltanto divieti uguali per tutti, ma sistemi di accesso condizionato,tracciamento dei consumi, algoritmi che stabiliscono chi pu\u00f2 fare cosa \u2014 equando. Il punto, allora, non \u00e8 negare la realt\u00e0 della crisi energetica. \u00c8chiedersi quale prezzo siamo disposti a pagare per affrontarla. Perch\u00e9 ilrischio concreto non \u00e8 soltanto quello di una carenza di energia, ma quello diuna nuova stagione di emergenzialismo permanente, in cui ogni crisi diventa ilpresupposto per comprimere spazi di libert\u00e0 individuale. Ignorare ci\u00f2 che staaccadendo oggi in Asia significherebbe scegliere di illudersi, ancora unavolta, che certe dinamiche non ci riguardino. Ma la lezione recente dovrebbeaver insegnato qualcosa: le misure emergenziali, una volta introdotte, tendonoa lasciare tracce profonde. E spesso a sopravvivere all\u2019emergenza stessa. Ladomanda, dunque, non \u00e8 solo quando \u2014 o se \u2014 arriveranno anche in Europa. Ladomanda \u00e8 se saremo in grado, questa volta, di riconoscere in tempo il confinesottile tra gestione della crisi e compressione strutturale delle nostrelibert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore DiBartolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che staaccadendo oggi in Asia non \u00e8 un fenomeno isolato, ma un possibile anticipo \u2014inquietante \u2014 di ci\u00f2 che potrebbe presto riguardare anche l\u2019Europa. 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