{"id":1000029688,"date":"2026-03-31T18:45:56","date_gmt":"2026-03-31T21:45:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029688"},"modified":"2026-03-31T18:46:10","modified_gmt":"2026-03-31T21:46:10","slug":"i-rituali-di-pompei-prima-della-catastrofe-ecco-cosa-bruciava-negli-altari-domestici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029688","title":{"rendered":"I rituali di Pompei prima della catastrofe: ecco cosa bruciava negli altari domestici"},"content":{"rendered":"\n<p>Piante locali ma anche sostanze aromatiche importate dall\u2019Africa o dall\u2019Asia sui bruciaprofumi degli altari domestici di Pompei. \u00c8 quanto emerge dalle indagini scientifiche di un team di esperti internazionali che ha analizzato cosa venisse bruciato nei bracieri rituali romani rinvenuti a Pompei. Segno di quanto Pompei facesse parte di una rete commerciale globale. L\u2019eruzione del 79 d. C., immane catastrofe per gli abitanti dell\u2019epoca di Pompei, ha rappresentato allo stesso tempo una straordinaria opportunit\u00e0 per l\u2019archeologia moderna, grazie alle eccezionali condizioni di conservazione del sito. Tra i reperti preservati vi sono, infatti, anche le ceneri rimaste nei bruciaprofumi utilizzati dai pompeiani per le offerte a base di incenso alle divinit\u00e0, che gli esperti delle Universit\u00e0 di Zurigo, Monaco di Baviera, Bonn, Kiel e Dublino hanno analizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, mediante una serie di tecniche di laboratorio all\u2019avanguardia, concentrandosi sulle ceneri di due bruciaprofumi, provenienti da Pompei e da una villa di Boscoreale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra possiamo dimostrare concretamente quali profumi venivano realmente bruciati nel culto domestico pompeiano\u201d, afferma Johannes Eber dell\u2019Universit\u00e0 di Zurigo, coordinatore dello studio. \u201cOltre a piante regionali abbiamo trovato anche tracce di resine importate \u2013 un indizio di ampie connessioni commerciali di Pompei\u201d. Particolare interesse desta uno dei recipienti dove sono stati individuati resti di una resina arborea esotica, probabilmente proveniente da regioni tropicali dell\u2019Africa o dell\u2019Asia. \u201cLe analisi molecolari indicano inoltre la presenza di un prodotto derivato dall\u2019uva in uno dei bruciaprofumi\u201d, spiega Maxime Rageot dell\u2019Universit\u00e0 di Bonn, che ha condotto le indagini biomolecolari dello studio. \u201cCi\u00f2 sarebbe coerente con l\u2019uso del vino nei rituali raffigurati nell\u2019arte romana e descritti nelle fonti scritte, e dimostra al tempo stesso quanto sia importante integrare gli studi archeologici con analisi scientifiche\u201d.&nbsp;\u201cLa combinazione di diverse tecniche chimiche e microscopiche moderne rende improvvisamente tangibile la vita religiosa quotidiana degli abitanti di Pompei\u201d, aggiunge Philipp W. Stockhammer della Lmu di Monaco, nel cui gruppo di ricerca \u00e8 stato avviato lo studio. Il Parco archeologico di Pompei, che recentemente ha dedicato una nuova esposizione permanente all\u2019eruzione e alle sue vittime, esponendo anche un elevato numero di reperti organici quali resti di piante, cibi e oggetti in legno, sottolinea l\u2019importanza di questo tipo di studi: \u201cSenza Pompei, la nostra conoscenza del mondo romano sarebbe meno ricca \u2013 ha commentato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel \u2013 ma \u00e8 una ricchezza di conoscenze e dati che solo un\u2019archeologia all\u2019altezza dei tempi pu\u00f2 valorizzare adeguatamente: grazie all\u2019integrazione con altre scienze, possiamo ancora scoprire tanto sulla vita nella citt\u00e0 antica\u201d. Lo studio mostra quindi che Pompei non era soltanto una citt\u00e0 romana ai piedi del Vesuvio, ma faceva parte di una rete commerciale globale, le cui tracce possono essere individuate perfino nei profumi degli altari domestici.<\/p>\n\n\n\n<p>A.G.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piante locali ma anche sostanze aromatiche importate dall\u2019Africa o dall\u2019Asia sui bruciaprofumi degli altari domestici di Pompei. \u00c8 quanto emerge dalle indagini scientifiche di un team di esperti internazionali che ha analizzato cosa venisse bruciato nei bracieri rituali romani rinvenuti a Pompei. Segno di quanto Pompei facesse parte di una rete commerciale globale. 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