{"id":1000029619,"date":"2026-03-30T11:39:39","date_gmt":"2026-03-30T14:39:39","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029619"},"modified":"2026-03-30T11:39:41","modified_gmt":"2026-03-30T14:39:41","slug":"sanita-al-risparmio-a-modena-i-medici-premiati-se-prescrivono-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029619","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 al risparmio: a Modena i medici premiati se prescrivono meno"},"content":{"rendered":"\n<p>A Modena i medici di base che hanno un tasso di prenotazione di visite specialistiche o esami ricevono un incentivo economico dall\u2019Ausl. Un premio di 1,20 euro per assistito, quindi, fino ad un massimo di 1.800 euro in pi\u00f9 all\u2019anno per chi segue 1.500 pazienti. Il bottino extra \u00e8 legato esclusivamente a traguardi numerici stringenti. E il dottore che ha il tasso di prenota-zione pi\u00f9 basso vince il titolo di \u201cbest performer\u201d, cio\u00e8 diventa punto di riferimento per i colleghi. Chi governa la Regione Emilia-Romagna ha il coraggio di presentare questo progetto pilota con il nome di \u201cModello Modena\u201d. Il piano \u00e8 chiaro: introdurre progressivamente queste regole a tutte le AUSL del territorio. Peccato che il primo esperimento, quello modenese appunto, presenti numerose falle. Ecco la storia. I premi basati sulle prescrizioni sono stati introdotti con l\u2019accordo stipulato dalla Ausl e la Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) ed entrato in vigore il 1\u00b0 ottobre 2025. Riguardano \u201csolo\u201d dodici tipologie di presta-zioni: chirurgia vascolare, dermatologia, fisiatria, gastroenterologia, oculistica, otorinolaringoiatria, pneumologia, urologia, tac, risonanze magnetiche, gastroscopie e colonscopie. E prevede anche una specie di premio di consolazione: chi non raggiunge l\u2019obiettivo massimo pu\u00f2 comunque ottenere il 70% del premio, a patto di ridurre almeno del 40% le prenotazioni delle 12 prestazioni critiche monitorate. Il meccanismo per riscuotere quelle somme ha dell\u2019incredibile: il premio scatta se il medico si adegua alle statistiche del \u201cbest performer\u201d della provincia, cio\u00e8 il collega con il minor tasso di prenotazioni per mille abitanti. Ma \u00e8 chiaro a tutti che chi prescrive meno, non \u00e8 automaticamente un medico migliore. Potrebbe essere semplicemente un medico che presta meno attenzione alla prevenzione o alle cronicit\u00e0. Se avete letto con attenzione sin qui, avrete notato che vi ho parlato di tasso di prenotazione, non di prescrizione. Ma c\u2019\u00e8 un problema: le prenotazioni dipendono dalle liste d\u2019attesa, che spesso sono chiuse a causa della fila lunghissima di persone. Con questo accordo quindi un medico di base ottiene un vantaggio dal fatto che le liste d\u2019attesa sono chiuse. Un vero paradosso. Se un dottore, infatti, prescrive un certo numero di visite e tutte quante vengono prenotate, questo viene considera-to meno virtuoso di un collega che ne prescrive lo stesso numero ma ha pi\u00f9 pazienti che non riescono a prenotarle o che decidono di rinunciare alla prenotazione. Con questo sistema i vertici sanitari dicono di voler promuovere l\u2019appropriatezza delle prescrizioni, come se fosse un valore misurabile, un numero, qualcosa di definibile a priori. Non \u00e8 cos\u00ec. L\u2019appropriatezza, infatti, si fonda su una valutazione caso per caso, ogni paziente \u00e8 diverso da tutti gli altri. Unendo tutti i pezzi del puzzle, ecco che scopriamo che l\u2019accordo tra Ausl di Modena e Fimmg anzich\u00e9 favorire l\u2019appropriatezza prescrittiva, ha un altro obiettivo: la diminuzione dei volumi. \u00c8 sufficiente osservare uno dei \u201ccruscotti\u201d di monitoraggio messi a disposizione dei medici di medicina generale per accorgersene. Prendiamo per esempio le visite oculistiche. Tra ottobre 2024 e settembre 2026 il tasso di prenotazione ogni 1.000 assistiti nel Distretto di Modena passa da 59,2 a 24,8. Questa statistica da sola, non dimostra necessariamente che i medici abbia-no prescritto meglio. Dimostra soltanto che le prenotazioni calano. E se un sistema premia proprio quel calo, il rischio \u00e8 evidente: non si incentiva l\u2019appropriatezza, si incentiva l\u2019abbassamento dell\u2019indicatore. Si genera un effetto distorsivo per cui pi\u00f9 il paziente incontra ostacoli, meno riesce a prenotare e pi\u00f9 il sistema appare virtuoso sulla carta. Poco importa se dietro quel miglioramento apparente ci sono cittadini che rinunciano, aspettano troppo oppure tirano fuori i soldi di tasca propria. Quando in Consiglio Regionale ho chiesto a Massimo Fabi, assessore alle Politiche per la Salute, di fare chiarezza, e ho conte-stato i numeri che erano circolate nelle settimane scorse a riprova del fatto che il \u201cModello Modena\u201d \u00e8 di successo, ha ribadito che l\u2019accordo \u00e8 pensato per indurre i medici di base a \u201cprescrivere meglio\u201d. Quindi, ha sventolato un dato nuovo, apparente-mente incoraggiante: l\u2019aumento della percentuale di prescrizioni che si trasformano in prenotazioni, paragonando il periodo preposto accordo. Ma quando dalla formula si passa ai numeri veri, quelli assoluti, la musica cambia. Nel periodo preaccordo, tra settembre 2024 e gennaio 2025, le prestazioni prescritte dai medici modenesi erano state 193.954. Nello stesso periodo dell\u2019anno successivo, con l\u2019accordo entrato in vigore, sono scese a 144.386. Ma perch\u00e9 ci sono quasi 50 mila prescrizioni in meno? Davvero potremmo concludere che l\u2019intesa tra l\u2019Ausl di Modena e la Fimmg sta portando i suoi frutti? Oppure su quel dato hanno un impatto anche gli accordi di budget tra l\u2019Ausl e la specialisti-ca ambulatoriale grazie ai quali lo specialista pu\u00f2 prescrivere direttamente senza passare dai medici di base? E poi, perch\u00e9 una quota enorme di prescrizioni continua a non arrivare mai al CUP e trasformarsi in prenotazioni? Cosa sta succedendo realmente? Quanti cittadini modenesi trovano liste d\u2019attesa infinite o persino chiuse, e per questo rinunciano alle cure o fuggono nel privato? C\u2019\u00e8 anche un elemento tecnico che altera la lettura dei dati: se il medico che prescrive appartiene a un\u2019Ausl e il paziente esegue la visita in un\u2019altra Azienda Sanitaria, la registrazione pu\u00f2 non essere immediata. Capite bene che si rischia di spacciare per \u2018appropriatezza\u2019 quello che \u00e8 un peggioramento dell\u2019accesso alle cure. E non \u00e8 tutto, anche il numero assoluto delle prenotazioni \u00e8 calato. Si passa da 90.378 a 86.795. Le percentuali su cui l\u2019assessore Fabi fonda la sua narrazione sono quindi uno specchietto per allodole. In verit\u00e0 il sistema non funziona meglio. La conferma arriva dai cittadini. Poche ore dopo la mia interrogazione in Aula, mi hanno scritto diverse persone che vivono nella provincia di Modena. E mi \u00e8 bastato leggere le loro testimonianze per scoprire che, anche questa volta, la realt\u00e0 \u00e8 molto differente da quella narrata da chi governa la Regione Emilia-Romagna. Una signora di Carpi mi ha raccontato che per una visita fisiatrica le \u00e8 stato dato appuntamento a fine anno e che non riesce a trovare posto nemmeno a pagamento. Un altro cittadino mi ha segnalato che, per una risonanza cerebrale richiesta a Baggiovara, il primo posto disponibile sarebbe nel 2028. Tra due anni! In questa vicenda si annida anche una questione politica. Si vuole far credere che il modello modenese sia la traduzione obbligata degli indirizzi regionali in materia di appropriatezza. Non \u00e8 cos\u00ec. L\u2019accordo regionale parla di appropriatezza. Il codice deontologico dei medici la richiama con chiarezza. Ma per fortuna nessuno dei due impone parametri esclusivamente quantitativi come quelli scelti dall\u2019Ausl di Modena. Anzich\u00e9 chiedere a tutta la Regione di omologarsi a Modena, farebbero meglio a fare qualche passo indietro. Questo accordo presuppone che i medici prescrivano in maniera inappropriata, smettiamo di chiamarlo \u201cModello Modena\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena Ugolini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Modena i medici di base che hanno un tasso di prenotazione di visite specialistiche o esami ricevono un incentivo economico dall\u2019Ausl. Un premio di 1,20 euro per assistito, quindi, fino ad un massimo di 1.800 euro in pi\u00f9 all\u2019anno per chi segue 1.500 pazienti. Il bottino extra \u00e8 legato esclusivamente a traguardi numerici stringenti. 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