{"id":1000029545,"date":"2026-03-29T21:03:12","date_gmt":"2026-03-30T00:03:12","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029545"},"modified":"2026-03-29T21:03:15","modified_gmt":"2026-03-30T00:03:15","slug":"banksy-e-la-scuola-di-bristol-in-300-opere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029545","title":{"rendered":"Banksy e la scuola di Bristol in 300 opere"},"content":{"rendered":"\n<p>Un\u2019altra mostra su Banksy a Bologna, che mira a ricostruire, per la prima volta, il contesto culturale, urbano e politico in cui \u00e8 nato e cresciuto il suo linguaggio. Si tratta della mostra \u201cBanksy Archive 01 \u2013 The School of Bristol (1983-2005)\u201d, in programma da domani al 2 agosto a Palazzo Fava a Bologna. In ballo ci sono oltre 300 opere del \u2018misterioso\u2019 artista, suddivise in 32 sezioni, che raccontano gli esordi e il mondo in cui si \u00e8 formato, restituendo al pubblico l\u2019estetica e lo spirito della cultura urbana degli anni Ottanta e Novanta. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nell\u2019ambito del progetto culturale Genus Bononiae, \u00e8 prodotta da Opera Laboratori. Curata da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, l\u2019esposizione si avvale della curatela scientifica di Giovanni Argan e si articola in sezioni affidate a protagonisti che, negli anni, sono stati proprio al fianco di Banksy o ne hanno influenzato il percorso, tra cui Felix Braun, Tom Bingle, John Nation, Kye Thomas, Richard Jones e Christopher Chalkley. La mostra di Bologna si avvale anche di un comitato scientifico composto da Paul Gough, prof alla Arts University of Bournemouth, da Ulrich Blanch\u00e9, professore alla University of Heidelberg, e dai ricercatori Lorenzo Gigante (Alma Mater Studiorum) e Jacopo de Blasio (Universit\u00e0 di Palermo).<\/p>\n\n\n\n<p>IL PERIODO TRA IL 1983 E IL 2005<\/p>\n\n\n\n<p>In mostra ci si focalizza sul periodo tra il 1983 e il 2005: \u00e8 in questo contesto che prendono forma immagini destinate a diventare universali, come Girl with Balloon, la ragazza con il palloncino rosso a forma di cuore nella sua versione originale del 2004, oppure il Flower Thrower, il lanciatore di fiori, e Police Kids, nota anche come Jack and Jill, dall\u2019omonima antica filastrocca popolare inglese. Ma cos\u2019era quindi la School of Bristol? Non un semplice stile, concordano i curatori della mostra bolognese, ma \u201cun campo dinamico\u201d di relazioni tra storia urbana, dissenso politico, culture musicali e sperimentazione visiva. In questo ambiente collettivo, da cui emergono figure come Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack, e Nick Walker, la strada diventa superficie narrativa e spazio di intervento critico, in cui \u201cl\u2019arte dialoga direttamente con la societ\u00e0\u201d. \u00c8 all\u2019interno di questo contesto che si sviluppa il lavoro di Banksy: per la prima volta saranno esposte a Bologna, quindi, tutte le opere realizzate dall\u2019artista insieme alla DBZ Crew. Tra i documenti pi\u00f9 significativi esposti, inoltre, figura una lettera del 1998 firmata da Banksy stesso, con il nome di \u201cRobin Banks\u201d, con cui l\u2019artista invitava il writer Soker a partecipare a \u201cWalls on Fire!\u201d, evento organizzato a Bristol insieme a Inkie e dedicato al virtuosismo del wildstyle, che riun\u00ec alcuni tra i pi\u00f9 importanti protagonisti della scena graffiti britannica. \u201cCon \u2018Banksy Archive 01 \u2013 The School of Bristol\u2019 abbiamo voluto promuovere un progetto espositivo che intende restituire al pubblico non solo l\u2019immaginario di un artista globale, ma soprattutto il contesto culturale, sociale e urbano da cui quel linguaggio ha preso forma\u201c, spiegano la presidente della Fondazione Carisbo, Patrizia Pasini, e l\u2019amministratore unico di Genus Bononiae, Renzo Servadei.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca Donigaglia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un\u2019altra mostra su Banksy a Bologna, che mira a ricostruire, per la prima volta, il contesto culturale, urbano e politico in cui \u00e8 nato e cresciuto il suo linguaggio. 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