{"id":1000029536,"date":"2026-03-29T20:59:16","date_gmt":"2026-03-29T23:59:16","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029536"},"modified":"2026-03-29T20:59:18","modified_gmt":"2026-03-29T23:59:18","slug":"ha-vinto-litalia-dellodio-e-della-disinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029536","title":{"rendered":"Ha vinto l\u2019Italia dell\u2019odio e della disinformazione"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019esito della consultazione popolare ha evidenziato che met\u00e0 del Paese appare ancora ancorata a sistemi di potere, condizionata dalla politica e in contrasto con il concetto di voto consapevole. Mi chiedo, alla luce di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto da quando \u00e8 in carica l\u2019attuale Esecutivo \u2014 legittimato anch\u2019esso da un Parlamento espressione della volont\u00e0 dei cittadini \u2014 se gli esponenti del NO che abusano del termine \u201cdemocrazia\u201d considerino le scorse elezioni politiche una sorta di \u201crapina\u201d, essendo stati sconfitti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il solito atteggiamento antidemocratico cui abbiamo assistito da ottobre 2022, quando, all\u2019indomani delle elezioni e dopo aver pubblicamente attaccato il Governo (anche a livello internazionale), definendolo \u201cfascista\u201d, sono iniziate manovre per tentare di indebolirlo attraverso strumentalizzazioni di ogni genere: dal sostegno ad Hamas, al supporto alla Repubblica degli Ayatollah, dalla difesa del regime di Maduro alle scarcerazioni di immigrati irregolari responsabili di reati gravi, fino all\u2019ostruzionismo sul protocollo Albania, agli scioperi e alla diffusione di odio attraverso piazze infuocate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il referendum \u00e8 stato, dunque, un ulteriore strumento \u2014 o pretesto, se si preferisce \u2014 al pari degli eventi citati, per perseguire sempre lo stesso obiettivo: delegittimare e mettere in difficolt\u00e0 un Governo pienamente legittimo. Non si \u00e8 mai, e sottolineo mai, entrati nel merito delle questioni. La riforma, inoltre, avrebbe rappresentato anche una concreta minaccia per quella parte della magistratura che non opera secondo i dettami costituzionali, ma secondo linee guida di forze politiche agendo dietro le quinte, compromettendo imparzialit\u00e0 e deontologia che dovrebbero caratterizzare il pi\u00f9 importante potere dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Voto, espressione di odio e disinformazione<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi del voto non lascia spazio a interpretazioni, soprattutto considerando toni e contenuti di basso livello, lontani anni luce dal merito della riforma (con le dovute eccezioni), espressi dai leader del fronte del NO e persino da alcuni magistrati che si sono lasciati andare a dichiarazioni tutt\u2019altro che istituzionali. Naturalmente anche da parte dei sostenitori della riforma vi sono state cadute di stile, ma sempre accompagnate da un\u2019informazione sulle possibili conseguenze del sistema giustizia nei due scenari, garantendo un approccio informativo pi\u00f9 corretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sono cos\u00ec confrontati due schieramenti: da un lato i promotori, che si sono attenuti al merito, dall\u2019altro le opposizioni, che avrebbero scelto di disinformare le masse con l\u2019obiettivo di \u201cmandare a casa la Meloni e il suo Esecutivo\u201d, sfruttando la gi\u00e0 diffusa scarsa propensione alla lettura e all\u2019informazione (l\u2019Italia risulta tra gli ultimi Paesi europei per livelli di lettura e cultura media), diffondendo false narrazioni e alimentando l\u2019odio verso la Presidente del Consiglio e il Governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di conseguenza, chi ha creduto a tali narrazioni e si \u00e8 lasciato guidare dall\u2019odio avrebbe votato NO, con le dovute eccezioni, senza nemmeno comprendere pienamente l\u2019oggetto del voto, come emerso in numerosi dibattiti anche con esponenti del Movimento 5 Stelle che non avrebbero letto integralmente il testo della riforma.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso, appena un\u2019ora dopo l\u2019ufficializzazione della vittoria del NO, i leader delle opposizioni hanno dichiarato di essere pronti a governare, e qualcuno ha persino chiesto le dimissioni della Presidente del Consiglio. Dinamiche che, secondo questa lettura, non si sarebbero mai viste neppure in contesti estremi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lombardia, Veneto e Friuli: le ragioni del S\u00cc<\/p>\n\n\n\n<p>Se ci si chiede perch\u00e9 in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia \u2014 considerate locomotive del Paese \u2014 abbia prevalso il S\u00cc, la risposta viene individuata nella consapevolezza degli elettori, che avrebbero votato conoscendo gli scenari della riforma e le relative conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di territori caratterizzati da una forte cultura del lavoro, piccoli e medi imprenditori, industriali, lavoratori e famiglie per i quali la funzionalit\u00e0 del sistema giudiziario \u00e8 prioritaria. In queste aree le esportazioni vengono prima delle dinamiche sindacali considerate paralizzanti, mentre il fenomeno dell\u2019immigrazione irregolare viene percepito come un problema sociale e non come una risorsa, contrariamente a quanto sostenuto da alcune posizioni politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste regioni si sarebbe votato con maggiore consapevolezza, nell\u2019ottica di una modernizzazione dello Stato e del suo sistema giudiziario, elemento chiave per competere con le grandi economie occidentali. Il messaggio, pur nella sconfitta nazionale, sarebbe stato chiaro: una richiesta di un\u2019Italia capace di crescere, non bloccata da sistemi di potere e clientele che influenzano la vita di cittadini e imprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Onore ai magistrati coraggiosi e agli italiani favorevoli alla riforma<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la campagna referendaria si sarebbero verificati numerosi cambi di posizione (citati i casi di Travaglio, Gratteri, Gomez e altri), che in passato avrebbero sostenuto la separazione delle carriere e il sorteggio e successivamente avrebbero cambiato opinione.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto a ci\u00f2, vi sarebbero state anche prese di posizione coraggiose da parte di esponenti della magistratura non condizionati dalle correnti politiche interne, impegnati nel tentativo di contrastare un sistema in cui, secondo questa lettura, avanzerebbero soprattutto coloro che risultano \u201cschierati\u201d pi\u00f9 che meritevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sarebbe semplice per loro, anche alla luce di alcuni comportamenti successivi al voto, interpretati come festeggiamenti irrispettosi nei confronti della Presidente del Consiglio e di colleghi magistrati, tra cui la dottoressa Imparato, che avrebbe sostenuto la riforma fino all\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo questa prospettiva, vi sarebbe il rischio di future ritorsioni o \u201crese dei conti\u201d, come sostenuto da alcune dichiarazioni attribuite al dottor Gratteri, non solo verso giornalisti favorevoli alla riforma ma anche verso magistrati interni che l\u2019avrebbero sostenuta. Vengono inoltre menzionate realt\u00e0 territoriali difficili, dove esprimere determinate posizioni politiche risulterebbe complesso a causa di dinamiche clientelari e di controllo del consenso.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, si tratta di una storica opportunit\u00e0 che sarebbe stata sprecata, secondo questa visione, a causa della disonest\u00e0 intellettuale di chi accetterebbe la volont\u00e0 popolare solo quando essa coincide con le proprie posizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Antonino Papa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esito della consultazione popolare ha evidenziato che met\u00e0 del Paese appare ancora ancorata a sistemi di potere, condizionata dalla politica e in contrasto con il concetto di voto consapevole. 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