{"id":1000029442,"date":"2026-03-26T06:59:00","date_gmt":"2026-03-26T09:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029442"},"modified":"2026-03-26T06:59:02","modified_gmt":"2026-03-26T09:59:02","slug":"primo-caso-umano-di-influenza-aviaria-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029442","title":{"rendered":"Primo caso umano di influenza aviaria in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019influenza aviaria? Perch\u00e9 se ne parla? Con il termine influenza aviaria si definisce una infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli. In particolare, gli uccelli selvatici, soprattutto acquatici, sono il veicolo principale di diffusione di questi virus, che poi possono essere trasmessi, ad esempio, agli animali da allevamento, provocando danni economici ingenti, e, sporadicamente, all\u2019uomo. I virus aviari hanno una grande capacit\u00e0 di mutare e, recentemente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini, e animali da compagnia, in particolare gatti. Lo rende noto l\u2019Istituto superiore si sanit\u00e0 (Iss). La Regione Lombardia ha identificato un caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicit\u00e0, in una persona fragile con malattie concomitanti proveniente da un paese extraeuropeo dove ha contratto l\u2019infezione, e attualmente ricoverato. Si tratta del primo caso umano di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quindi l\u2019aviaria \u00e8 un rischio anche per l\u2019uomo?<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei virus aviari \u00e8 relativamente innocua per l\u2019uomo; tuttavia, qualche ceppo virale pu\u00f2 presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l\u2019uomo. I casi umani possono essere asintomatici o con sintomi lievi. Al momento non c\u2019\u00e8 nessuna conferma della possibilit\u00e0 di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari. Secondo l\u2019ECDC, ad oggi il rischio infezione per la popolazione generale \u00e8 basso e pu\u00f2 diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia esiste una sorveglianza per i virus dell\u2019influenza aviaria? E come funziona?<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia la sorveglianza dei virus dell\u2019influenza aviaria negli animali \u00e8 affidata ai servizi veterinari. Il Ministero della Salute progetta, coordina e monitora le attivit\u00e0 previste dal Piano Nazionale di Sorveglianza per l\u2019Influenza Aviaria, con il supporto scientifico e tecnico del Centro di Referenza Nazionale per l\u2019Influenza Aviaria ospitato presso l\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). I Servizi Veterinari delle Regioni\/PPAA svolgono le attivit\u00e0 del Piano attraverso le ASL\/ULSS, responsabili dell\u2019attuazione dei protocolli di campionamento nei volatili domestici e selvatici, e gli Istituti Zooprofilattici responsabili dell\u2019esecuzione dei test diagnostici. La sorveglianza nel pollame e nell\u2019avifauna si basa su un sistema di sorveglianza attivo, con controlli sugli animali in vita, abbinato ad un sistema di individuazione precoce della malattia tramite una sorveglianza passiva su animali con sintomi sospetti o deceduti secondo le disposizioni, criteri e linee guida di Regolamenti della Commissione UE. La sorveglianza della circolazione dei virus dell\u2019influenza nell\u2019uomo \u00e8 coordinata dall\u2019ISS e viene effettuata attraverso la rete RespiVirNet che si basa su medici e pediatri sentinella e che monitora l\u2019andamento delle sindromi simil influenzali (ILI) causate da influenza e da altri virus respiratori sul territorio italiano. Questa rete, prima dedicata esclusivamente all\u2019influenza, \u00e8 in grado ora di monitorare gran parte dei virus respiratori e fornisce settimanalmente i dati epidemiologici e virologici. La rete attualmente \u00e8 costituita da 28 laboratori nelle diverse Regioni\/PPAA e dall\u2019Istituto di Scienze Biomediche della Difesa (ISBD)-Ministero della Difesa. Oggi, questa rete \u00e8 in grado di rilevare anche eventuali possibili casi di infezione da virus aviari nella comunit\u00e0. Nell\u2019ultimo anno, nell\u2019ambito di un progetto finanziato dal ministero della Salute (CCM), esperti dei due sistemi di sorveglianza collaborano per assicurare il rapido scambio di informazioni, per rafforzare il monitoraggio della circolazione dei virus dell\u2019influenza aviaria e della sua possibile trasmissione all\u2019uomo, in un\u2019ottica One Health. La rete coinvolge diverse istituzioni, tra cui ISS, IZSVe, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Universit\u00e0 di Parma, Universit\u00e0 di Bari, Universit\u00e0 delle Marche, Istituto di Scienze Biomediche della Difesa-Sezione di Patogeni Inusuali.<\/p>\n\n\n\n<p>E in Europa?<\/p>\n\n\n\n<p>La Commissione UE monitora la situazione dell\u2019influenza aviaria insieme all\u2019 European Centre of Disease Prevention and Control (ECDC), alla European Food Safety Authority (EFSA) e all\u2019European Reference Laboratory (EURL) for Avian Influenza. Ci sono regole europee sulle misure da attuare in caso di focolai in animali da allevamento, cos\u00ec come misure di prevenzione e preparedness contro il rischio di casi umani. La legislazione UE garantisce anche la sorveglianza, la risposta tempestiva e il coordinamento UE in caso di riscontro di casi umani (qui un approfondimento sulle misure).<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 sicuro mangiare carne o prodotti derivati da animali infetti?<\/p>\n\n\n\n<p>La principale via attraverso cui \u00e8 possibile contrarre l\u2019infezione da virus aviari dagli animali \u00e8 l\u2019inalazione di particelle solide o liquide contaminate dal virus dovuta, ad esempio, all\u2019esposizione ad animali o a prodotti infetti. Secondo l\u2019Efsa non c\u2019\u00e8 nessuna evidenza che l\u2019influenza aviaria possa essere trasmessa all\u2019uomo mediante consumo di carne contaminata. Inoltre, il rischio di entrare in contatto con prodotti contenenti il virus \u00e8 minimizzato dalle misure di sicurezza previste dalle normative che, ad esempio, impongono l\u2019abbattimento e lo smaltimento sicuro dei capi degli allevamenti in cui vengono trovati animali positivi. Maneggiando in maniera sicura il cibo, cucinandolo e mantenendo una buona igiene durante la preparazione si possono prevenire eventuali rischi di infezione dovuti alla manipolazione di cibo eventualmente contaminato. Negli Usa, recentemente, sono stati ritirati dei lotti di latte crudo risultato contaminato da virus aviario H5N1. In Italia, al momento, non sono stati trovati bovini infetti da virus aviari. In ogni caso, sono stati gi\u00e0 effettuati dei test da parte del Centro di Referenza Nazionale su oltre 3000 capi bovini in aree in cui erano stati identificati casi nel pollame e negli uccelli selvatici che hanno dato esito negativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono pericoli per il mio gatto o il mio cane?<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 escludere un rischio di possibili infezioni, se pur considerato basso, per gatti o cani, se, per esempio, vivono a contatto con uccelli infetti. \u00c8 importante evitare, per quanto possibile, il contatto con uccelli selvatici, in vita o deceduti, soprattutto in aree in cui \u00e8 stata riscontrata la presenza di virus aviari ed evitare di alimentarli con carne cruda o altri prodotti (es. visceri) provenienti da allevamenti non controllati durante i periodi di circolazione virale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019influenza aviaria? Perch\u00e9 se ne parla? 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