{"id":1000029276,"date":"2026-03-22T21:55:56","date_gmt":"2026-03-23T00:55:56","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029276"},"modified":"2026-03-22T21:55:58","modified_gmt":"2026-03-23T00:55:58","slug":"zaia-la-biennale-lanci-monito-di-pace-la-cultura-non-puo-tacere-nei-conflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029276","title":{"rendered":"Zaia: \u201cLa Biennale lanci monito di pace, la cultura non pu\u00f2 tacere nei conflitti\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cLa Biennale di Venezia si faccia promotrice di uno statement di pace, un documento alto e condiviso, sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale perch\u00e9 lo faccia vivere e lo porti al mondo. Sarebbe un gesto concreto, forte, all\u2019altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia\u201d. Lo propone il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, intervenendo nel giorno della presentazione del progetto di riqualificazione e conclusione dei lavori del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale. \u201cLa Biennale riunisce 99 nazioni che esporranno, \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi luoghi al mondo di incontro tra popoli, culture e sensibilit\u00e0 diverse. Ringrazio il presidente Pietrangelo Buttafuoco per l\u2019eccezionale lavoro che sta portando avanti e per l\u2019equilibrio che sta dimostrando in un passaggio storico non facile\u201d, aggiunge Zaia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFare cultura ai massimi livelli internazionali in una fase segnata da guerre, tensioni e lacerazioni globali richiede lucidit\u00e0. Buttafuoco (ai ferri corti con il Governo per il ritorno della Russia, ndr) continui su questa strada, difendendo l\u2019autonomia della Biennale e facendo in modo che la Biennale sia sempre pi\u00f9 un luogo di dialogo\u201d. Lo statement, \u201cil documento che immagino- prosegue Zaia- non dev\u2019essere un testo di circostanza, ma un appello autorevole, sottoscritto dagli artisti che arriveranno a Venezia, capace di dire al mondo che la cultura non pu\u00f2 tacere mentre crescono i conflitti. Un documento che richiami il valore del dialogo e della diplomazia, il rifiuto della guerra come soluzione alle dispute fra nazioni. Pu\u00f2 essere la Biennale, con il suo prestigio, a farsene portavoce di fronte al mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste anche un precedente storico veneziano: lo statement a cui pensa Zaia \u201cnon sarebbe una forzatura. Venezia con la sua universalit\u00e0 di citt\u00e0 cosmopolita, ha gi\u00e0 dimostrato di saper essere citt\u00e0 della diplomazia internazionale. Nel 1987 in occasione del G7 organizzato in Laguna, venne approvato un documento finale sulla guerra Iran-Iraq che richiamava la necessit\u00e0 di una soluzione negoziata del conflitto, con grande visione. Anche oggi Venezia deve tornare a parlare al mondo, con la forza del dialogo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle recenti polemiche sulla partecipazione della Russia all\u2019esposizione \u201cvoglio essere molto chiaro: da parte mia la condanna dell\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina \u00e8 netta e non ammette ambiguit\u00e0. Ma altra cosa \u00e8 pensare che la cultura debba rinunciare alla propria funzione storica, che \u00e8 quella di mantenere aperti spazi di relazione proprio quando il mondo sembra scegliere soltanto la via del conflitto e delle armi. Non spetta alla Biennale giudicare, ma accogliere; favorire quei processi di dialogo, oltre ogni posizione di trincea, come l\u2019arte e la cultura hanno dimostrato di saper fare\u201d, osserva infine Zaia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Biennale di Venezia si faccia promotrice di uno statement di pace, un documento alto e condiviso, sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale perch\u00e9 lo faccia vivere e lo porti al mondo. Sarebbe un gesto concreto, forte, all\u2019altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia\u201d. 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