{"id":1000029267,"date":"2026-03-22T21:48:31","date_gmt":"2026-03-23T00:48:31","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029267"},"modified":"2026-03-22T21:48:32","modified_gmt":"2026-03-23T00:48:32","slug":"da-bologna-al-cile-per-il-piu-grande-telescopio-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029267","title":{"rendered":"Da Bologna al Cile per il pi\u00f9 grande telescopio del mondo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel deserto di Atacama, in Cile, sta nascendo il pi\u00f9 grande telescopio ottico e infrarosso mai realizzato. Che parler\u00e0 anche italiano. O meglio, bolognese. L\u2019Extremely Large Telescope (ELT) sar\u00e0 infatti dotato di un sofisticato sistema di ottica adattiva con specchi deformabili, ideato dall\u2019Inaf. Questo sistema, che si chiama Morfeo, sar\u00e0 assemblato proprio a Bologna dagli scienziati dell\u2019Istituto di Astrofisica e dell\u2019Alma Mater, sostenuti anche grazie a fondi Pnrr. L\u2019ELT \u00e8 un progetto dello European Southern Observatory (Eso) e disporr\u00e0 di uno specchio principale di ben 39 metri di diametro, con una massa complessiva di oltre 3.000 tonnellate. L\u2019obiettivo \u00e8 esplorare l\u2019Universo \u201ccon una profondit\u00e0 e un dettaglio mai raggiunti prima\u201c. Il sistema Morfeo servir\u00e0 ad annullare gli effetti negativi di degrado delle osservazioni astronomiche causati dalla turbolenza atmosferica. Nei giorni scorsi la ministra dell\u2019Universit\u00e0, Anna Maria Bernini, ha fatto visita ai siti astronomici dell\u2019Eso, in Cile, alla presenza del presidente dell\u2019Inaf, Roberto Ragazzoni. La ministra ha quindi verificato lo stato di avanzamento dei lavori di ELT e anche il sito destinato a ospitare un\u2019altra grande infrastruttura astronomica: il Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), lo strumento pi\u00f9 potente al mondo per le osservazioni nello spettro dei raggi gamma. Il progetto CTAO prevede la realizzazione di oltre 60 telescopi distribuiti tra emisfero nord e sud, rispettivamente alle Canarie e in Cile, dove la costruzione \u00e8 iniziata alla fine del 2025. Il quartier generale di CTAO sar\u00e0 sempre a Bologna, \u201crafforzando ulteriormente il proprio ruolo come centro nevralgico per il coordinamento scientifico e tecnologico di infrastrutture di ricerca su scala globale\u201d, sottolinea Inaf. Nelle prime decadi del Novecento, del resto, fu proprio l\u2019astronomo allora direttore dell\u2019Osservatorio di Bologna, Guido Horn d\u2019Arturo, a sviluppare per primo il concetto degli specchi a tasselli per le osservazioni astronomiche. Un\u2019intuizione ancora oggi alla base dei pi\u00f9 avanzati telescopi, come gli stessi ELT e CTAO. All\u2019attivit\u00e0 di Horn e alla sua idea rivoluzionaria \u00e8 dedicata una mostra anche al Museo della Specola di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Sangermano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel deserto di Atacama, in Cile, sta nascendo il pi\u00f9 grande telescopio ottico e infrarosso mai realizzato. Che parler\u00e0 anche italiano. O meglio, bolognese. L\u2019Extremely Large Telescope (ELT) sar\u00e0 infatti dotato di un sofisticato sistema di ottica adattiva con specchi deformabili, ideato dall\u2019Inaf. 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