{"id":1000029220,"date":"2026-03-22T12:37:55","date_gmt":"2026-03-22T15:37:55","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029220"},"modified":"2026-03-22T12:37:57","modified_gmt":"2026-03-22T15:37:57","slug":"samantha-cristoforetti-il-ritorno-delluomo-sulla-luna-ecco-quando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029220","title":{"rendered":"Samantha Cristoforetti: \u201cIl ritorno dell\u2019uomo sulla luna? Ecco quando\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>Il ritorno dell\u2019uomo sulla luna? Ci vorr\u00e0 ancora un po\u2019 di tempo, ma necessario per andarci nel miglior modo possibile\u201d. Samantha Cristoforetti guarda all\u2019esplorazione lunare con realismo e fa il punto sulle prossime missioni che riguardano il satellite. A margine dell\u2019incontro al festival Tecnopolis, ieri al Dama di Bologna, l\u2019astronauta dell\u2019Esa commenta la rimodulazione del programma Artemis, che ha visto slittare la missione destinata al ritorno dell\u2019uomo sulla luna. \u201cEffettivamente \u00e8 stata cambiata la sequenza delle missioni, ma non \u00e8 una cosa che secondo me ci deve particolarmente sorprendere n\u00e9 n\u00e9 spaventare\u201d, spiega. Il punto critico \u00e8 lo sviluppo dei lander, i veicoli spaziali che servono proprio per atterrare sulla superficie lunare: \u201cHanno bisogno ancora di qualche anno per essere pronti. Non ha senso impuntarsi e dire che Artemis III \u2018deve essere la missione che atterra sulla luna\u2019 e poi dover ritardare. \u00c8 meglio farla comunque, darsi degli obiettivi di dimostrazione di capacit\u00e0 tecnologiche intermedie e poi fare l\u2019atterraggio, presumibilmente appunto con Artemis IV, quando i Lander saranno pronti\u201d. Un approccio ormai \u2018tradizionale\u2019 spiega l\u2019astronauta italiana. \u201cNulla di nuovo: con Apollo si \u00e8 fatto cos\u00ec\u201d. E Cristoforetti vorrebbe prendere parte a queste missioni? \u201cIo penso che quello che sia importante \u00e8 che riusciamo a mettere in piedi questa questa serie di missioni di esplorazione\u201d. E, pur non essendo in rotazione per una missione imminente, vive l\u2019avventura spaziale attraverso i colleghi. \u201cMi piace ricordare Sophia De No, collega francese alla sua prima missione, bravissima, da circa un mese sulla Stazione Spaziale Internazionale. Attraverso i suoi occhi e i suoi racconti rivivo anch\u2019io quell\u2019esperienza\u201d. Accanto al percorso Artemis, procede anche lo sviluppo di Gateway, la futura stazione internazionale in orbita lunare, elemento chiave del programma Artemis. \u201cI tempi sono quelli dei sistemi spaziali complessi: non parliamo di settimane o mesi, ma di anni\u201d, osserva l\u2019astronauta. Il primo modulo statunitense, \u201cdotato di propulsione e di una prima capacit\u00e0 abitativa\u201d, \u00e8 previsto in lancio tra \u201cl\u2019anno prossimo e l\u2019inizio di quello successivo, peraltro con un sistema di comunicazione fornito dall\u2019Europa\u201d. E poi sar\u00e0 il turno del modulo successivo, \u201cche sar\u00e0 aggiunto al Gateway che sar\u00e0 un grande contributo europeo, peraltro con capocommessa italiana\u201d, conclude Cristoforetti.&nbsp;Lo spazio pu\u00f2 sembrare lontano, ma in realt\u00e0 abita stabilmente nella vita quotidiana, grazie alla tecnologia. E non bisogna averne paura. \u201cLo spazio \u00e8 tante cose, ci sono aspetti dello spazio che possono magari sembrarci lontani. Fisicamente lo sono quando parliamo di esplorazione del sistema solare o di Marte- spiega l\u2019astronauta dell\u2019Esa- o addirittura di strumenti che ci permettono di esplorare lo spazio profondo da lontano, di osservare, di capire l\u2019origine dell\u2019universo e come funziona il nostro universo. Ma esistono anche aspetti dello spazio che sono veramente presenti\u201d. L\u2019esempio \u00e8 immediato: \u201cSta registrando con uno smartphone che ha un\u2019app di navigazione, che appunto le permette di navigare in in ogni luogo della terra. Quella possibilit\u00e0 esiste grazie ai satelliti\u201d. &nbsp;Cristoforetti insiste su un punto: la tecnologia non va temuta, ma capita. L\u2019ultima \u00e8 l\u2019intelligenza artificiale, che, osserva, \u00e8 \u201cdirompente sia nelle opportunit\u00e0 e che potenzialmente nella distorsione di modelli economici e sociali consolidati, con i vari chatbot di intelligenza artificiale che sono la grande novit\u00e0 degli ultimi anni che un po\u2019 ha fatto irruzione nella nostra quotidianit\u00e0\u201d. I rischi insomma ci sono, ma non bisogna spaventarsi. E soprattutto rifuggire il problema. \u201cQuello che nessuno pu\u00f2 fare \u00e8 rinunciare a confrontarsi con questa tecnologia e soprattutto cercare di conoscerla al meglio possibile\u201d. Infatti, sottolinea Cristoforetti, \u00e8 che \u201cla tecnologia bisogna conoscerla proprio per non averne paura. Proprio per cercare di capire quali sono le opportunit\u00e0 che la tecnologia porta e anche, eventualmente, cercare di capire come si possono mitigare eventuali rischi che sicuramente esistono\u201d. Il messaggio \u00e8 che alla tecnologia \u201cbisogna avvicinarsi con curiosit\u00e0 e senza particolari timori. Non \u00e8 qualcosa di \u201clontano di cui si occupano gli altri. La tecnologia \u00e8 presente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana ed \u00e8 per questo che \u00e8 importante comprenderla al meglio possibile\u201d. Sul futuro dell\u2019esplorazione spaziale, Cristoforetti mantiene il realismo: \u201cNon credo che vedremo esseri umani su Marte nei prossimi 15 anni. Sicuramente dei robot\u201d. Mentre \u201cquasi certamente vedremo l\u2019uomo tornare sulla Luna e sicuramente vedremo sempre pi\u00f9 servizi, resi possibili da satelliti in orbita attorno alla Terra, che diventeranno sempre pi\u00f9 presenti proprio nel tessuto della nostra vita quotidiana\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritorno dell\u2019uomo sulla luna? Ci vorr\u00e0 ancora un po\u2019 di tempo, ma necessario per andarci nel miglior modo possibile\u201d. 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