{"id":1000029164,"date":"2026-03-20T18:43:44","date_gmt":"2026-03-20T21:43:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029164"},"modified":"2026-03-20T18:43:46","modified_gmt":"2026-03-20T21:43:46","slug":"pina-della-rossa-in-immaginare-limmagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029164","title":{"rendered":"Pina Della Rossa in Immaginare L\u2019Immagine"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giovanni Cardone Marzo 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Presso la Galleria Centometriquadri Arte Contemporanea di Santa Maria Capua Vetere \u2013 Caserta abbiamo ammirato la mostra di Pina Della Rossa \u2018Immaginare L\u2019Immagine\u2019 a cura di\u00a0 Antonello Tolve. Nel lavoro fotografico di Pina Della Rossa \u2013 come afferma Antonello Tolve \u2013 si nasconde un territorio polisemico che al di sotto dei suoi significanti immediati coinvolge una\u00a0<em>catena fluttuante <\/em>di significati il cui grado visivo indica eroismo e erosione, abbandono o meraviglia (intesa come\u00a0<em>\u03b8\u03b1\u03c5\u03bc\u03ac\u03b6\u03b5\u03b9\u03bd<\/em><strong>, come turbamento che scuote e riscalda l\u2019intelletto<\/strong>), finanche denuncia sociale o anche una certa inquietudine di fondo che emerge dal trasporto con cui l\u2019occhio cattura edere su pareti screpolate dal tempo, frammenti di corpi segnati dal tempo, finestre chiuse o blindate da impenetrabili inferriate, testimoni muti di un\u2019inquietudine che sa raggirare gli ostacoli per trasformarli in una warburghiana Nachleben (di un vivere-dopo, di una vita-successiva, di una sopravvivenza) capace di trasfigurare le forme, caricandole di pathos mediante un processo di assimilazione-trasformazione-rielaborazione in cui il passato \u00e8 mostrato (e continua a vivere attivamente) nel pulsante presente. Ognuna delle sue immagini che abbia un\u2019impostazione classica come Silence (1992) , Finestra della follia ( 2010) , Inabitabile ( 2012), Amorfo (2012), L\u2019arcano (2013) e Pulsante ( 2013), o immaginazione compositiva,\u00a0in cui le immagini seguono sulla parete andamenti geometrici, ricopre sempre un intento enigmatico la cui forza \u00e8 da ritrovarsi nel lacaniano\u00a0<em>desiderio di desiderare le cose desiderate<\/em>, tanto da orientare la lettura lungo i sentieri lusinghieri del naturale, per personale, del passionale, del pulsionale. Il discorso cambia e si sposta l\u2019asse di lettura su lavori che portano l\u2019immagine fotografica verso la sovrimpressione, la frammentazione (e il sensuale gioco geometrico che se ne fa) o anche l\u2019innesto polimaterico. Nel momento in cui Pina Della Rossa spinge la fotografia oltre i bordi della fotografia si verifica infatti una ulteriorit\u00e0 data dall\u2019estensione del linguaggio a orizzonti visivi che\u00a0nell\u2019assorbire al loro interno elementi concreti e oggettuali del reale \u2013 e nell\u2019assumere un atteggiamento metalinguistico \u2013 creano forze centripete mediante le quali riorganizzare l\u2019immagine secondo un nuova plasticit\u00e0. Se da una parte con un lavoro esemplare quale\u00a0<em>Nel volto, la memoria dimenticata dell\u2019enigma cosmologico della materia del tempo<\/em>\u00a0(2010-2017), quasi un trattato o quasi una indicazione di poetica, l\u2019artista sovrappone tre superfici \u2013 fotografica, pittorica, trasparente \u2013 per elaborare una stratificazione di dati sensoriali e offrire anche un certo qual movimento determinato dalla pluralit\u00e0 di punti di vista spettatoriale (ingrediente fondamentale, quest\u2019ultimo, che fa entrare il tempo in quanto durata reale nell\u2019opera), con\u00a0<em>Berlino<\/em>\u00a0(1996-2005), su un versante metodologico legato a frammentazione, \u00e8 lo stesso spettatore a modificare l\u2019opera, a scegliere come ridefinire e trasformare la composizione. Di questa seconda linea, della frammentazione e della lacertizzazione dell\u2019immagine appunto, l\u2019ampio ciclo dei\u00a0<em>Puzzle<\/em>(1991-2005) a cui appartengono\u00a0<em>Otherside<\/em>\u00a0(1991-2013) o\u00a0<em>In volo. Calpestata, l\u2019erba diventa un sentiero<\/em>\u00a0(2013-2016) \u00e8 un momento analitico che nello spezzettare e ridurre l\u2019iconicit\u00e0 fotografica a unit\u00e0 geometriche elementari (triangoli, quadrilateri, poligoni) si dilata per disseminarsi nello spazio, con lo scopo di trasformarlo in una vera e propria \u2013 poetica direi \u2013\u00a0Gesamtkunstwerk<strong>. <\/strong>In un mosaico di pensieri che si incrociano tra loro per dar luogo a sistemi visivi polifonici in cui si stratificano o si innestano materie con sviluppi extra-artistici o linguistici (in questo Della Rossa \u00e8 vicina ai coevi procedimenti di figure come Ulrich Egger e Nataly Maier), lavori quali\u00a0<em>Struttura t4<\/em>\u00a0(2012-2016) o\u00a0<em>Struttura t3<\/em>\u00a0(2013-2016) rispondono a esigenze espressive in cui le varie \u201clingue sussidiarie che vi partecipano\u201d non solo rappresentano il reale ma lo presentano come conformazione o come frammento. Le lamiere utilizzate, pieghettate seguendo una misura fisiologica, diventano in questi lavori luoghi che accolgono non solo il linguaggio fotografico o i frammenti d\u2019un mondo fotografato (un bastone di legno,\u00a0<em>objet trouv\u00e9<\/em>), ma anche una certa specularit\u00e0 dello spazio circostante e dunque anche dello spettatore che diventano tributari di un concorso di immagini cangianti, quasi a farsi\u00a0\u00a0<strong>barlumi endottici o sussurri ipnagogici<\/strong>. Tenendo presente con Merleau-Ponty che ogni\u00a0<em>processo<\/em>\u00a0presuppone un\u00a0<em>sistema<\/em>\u00a0e che il sistema in s\u00e9 \u00e8 sempre un insieme di fonti e formati linguistici, Della Rossa produce uno scavo continuo che \u00e8 anche un accuratissimo togliere, un sottrarre al reale frammenti di reale per dar luogo a spostamenti, a slittamenti o anche a condensazioni in cui se da una parte si trova il richiamo forte al mondo della vita, dall\u2019altra si intravede un corpo nascosto, volutamente occultato per esplorare, indagare, ispezionare, perlustrare il mondo da latitudini oblique e con una porosit\u00e0 che rende l\u2019immagine immaginazione. In una mia analisi storico \u2013 critico su Pina Della Rossa :\u00a0 Pina Della Rossa lungo il percorso della sua carriera artistica testimonia da sempre il suo saper unire l\u2019arte all\u2019impegno sociale, elaborando progetti focalizzati su tematiche esistenziali, tensioni urbane e collettive, e lotta alla violenza. In tal senso, si rivela sensibile attivista per la difesa dei diritti umani. L\u2019arte, per Pina Della Rossa, \u00e8 catarsi, purificazione, espressione autobiografica, veicolazione sociale. E\u2019creatrice di stile e rapporti sociali ed assume anche la funzione di orientamento e re-indirizzamento, con la capacit\u00e0 di \u2018tendere verso\u2019 tra il singolo e la collettivit\u00e0, in una originaria autenticit\u00e0. Le sue opere divengono linguaggio della contemporaneit\u00e0, scavo interiore, autobiografico e, nel contempo, momento di rinascita. Da ricordare il progetto \u201cCantieri\u201d, dove focalizza l\u2019obiettivo sui materiali per riscattarne la dignit\u00e0, (cemento, plastica, lamiera, ruggine, muffa);\u201cDopo la battaglia\u201d,in cui immagini pittoriche e metaforiche, sono scattate in solitudine. Pittura e fotografia:due linguaggi diversi in relazione all\u2019interno della stessa immagine. Caratteristica della produzione di Pina Della Rossa, la simbologia delle immagini: terra, rami fitti e scarni, vecchie lamiere arrugginite, memoria e oblio, visibilit\u00e0 e invisibilit\u00e0, vita e morte, nel suo specifico linguaggio, proponendo la fotografia come strumento di riflessione e di analisi. Il progetto in progress \u201cSegni permanenti\u201d, con il quale ha realizzato performance art, fotografie, video e installazioni, utilizzando la propria immagine e coinvolgendo personalit\u00e0 del mondo dell\u2019arte e della cultura ed intere comunit\u00e0, trasformando il suo messaggio artistico e personale, dall\u2019animo singolo ad un messaggio universale. La sua opera si estrinseca anche su giochi di piani, su differenti componenti geometriche, quando, trasformandosi in\u00a0puzzle, si sottrae alle obbligazioni del formale: cos\u00ec, libera da vincoli, essa\u00a0 esplode, senza confini, abitando in pi\u00f9 luoghi. Nei\u00a0\u201cPuzzle\u201d\u00a0si evidenzia altres\u00ec un vero e proprio viaggio sui sentieri della memoria, una comunione intima con la natura, in cui le intricate ramificazioni sono \u201cnervi scoperti\u201d. In esse\u00a0 il reale si \u00e8 eclissato trasformandosi in altre sembianze, divenendo una proiezione corporea ed instaurando una relazione simbiotica tra opera e fruitore.\u00a0Traspare cos\u00ec la natura etica delle immagini, che spostano il senso comune sull\u2019alterit\u00e0 che pervade la visione del reale.\u00a0Essendo io forse un \u2018privilegiato\u2019 ho avuto il piacere di osservare le opere di Pina Della Rossa da vicino nel suo studio, un\u2019 artista dove tradizione e innovazione sono alla base della sua arte, ella rappresenta in toto l\u2019esistenza e i suoi significati pi\u00f9 profondi. Nei \u201cLandscape\u201d di Pina Della Rossa lo spazio diviene metafisico. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-jetpack-tiled-gallery aligncenter is-style-rectangular\"><div class=\"\"><div class=\"tiled-gallery__gallery\"><div class=\"tiled-gallery__row\"><div class=\"tiled-gallery__col\" style=\"flex-basis:48.21285%\"><figure class=\"tiled-gallery__item\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ph%40Pina-Della-Rossa-1024x701.jpg?ssl=1\"><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1000029170\" data-permalink=\"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?attachment_id=1000029170\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Ph%40Pina-Della-Rossa.jpg?fit=1701%2C1165&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1701,1165\" data-comments-opened=\"0\" 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significanti. Tutto questo da frutto ad un armonioso risultato che si risolve in un arte concettualmente interessante, figurativamente impeccabile e tecnicamente avanguardistica. Pina Della Rossa vive e lavora a Napoli, artista e docente di Disegno e Storia dell\u2019Arte, \u00e8 attiva sulla scena artistica nazionale e internazionale dagli anni ottanta. Si \u00e8 laureata all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida dei seguenti maestri: Mimmo Jodice , Carlo Alfano, Armando De Stefano e Renato Barisani.<strong>Dagli anni \u201980 a oggi ha esposto in numerose mostre personali e collettive. Sue opere sono inserite in Musei e collezioni internazionali. Testi e recensioni sulla sua arte sono stati pubblicati in libri, riviste e cataloghi d\u2019arte. <\/strong>L\u2019arte di Pina Della Rossa si divide in due momenti unici: la compositivit\u00e0 lirica e l\u2019aspetto informale. Le opere dell\u2019artista,per alcuni aspetti, sono sulle tracce di Anselm Kiefer e delle sue forme naturali, che creano un affresco onirico capace di suggerire visioni. Nel contempo vi \u00e8 l\u2019esplorazione tattile dei sacchi di Burriattraverso la ruvidit\u00e0 del cemento e della ruggine che comunicano la stessa sensazione dinamica e plastica. Pina Della Rossa evidenzia una profonda riflessione metaforica sul rapporto di Identit\u00e0 e Corpo, Materia e Memoria. Guardando le sue opere ci accorgiamo che fanno parte di un unico linguaggio e che si presentano quindi al nostro sguardo come un vero e proprio ciclo tematico, anche stilisticamente coerente. I cicli tematici, si intersecano in una reciproca contaminazione che investe non solo gli aspetti formali, ma gli stessi contenuti. O che si squadernano ai nostri occhi come una serie di capitoli di un unico ampio, articolato racconto. Ogni suo lavoro \u00e8 uno spunto narrativo. Oppure variazioni sullo stesso reiterato, ammaliante tema musicale. E subito pensiamo al conscio, all\u2019inconscio, alle nostre piccole nevrosi quotidiane o alle grandi psicosi del nostro tempo. Ma agli antichi greci, che nel coniare questa parola,\u2018psiche\u2019 intendevano \u2018anima\u2019, nel senso specifico di \u2018soffio vitale\u2019. La sua \u00e8 un\u2019indagine interiore, appassionata ed intensa, che parte dal reale per giungere inevitabilmente a una dimensione dell\u2019anima, visionaria e silenziosa, in uno spazio che diviene infinito, metatemporale. Ed ecco che allora dobbiamo, possiamo intendere diversamente questo percorso artistico e personale di Pina Della Rossa che narra della sua anima. Un\u2019 anima con la \u201cA\u201d maiuscola. Anima mundi. L\u2019anima del mondo, che diviene lo specchio invisibile dell\u2019anima per una realt\u00e0 visibile che man mano invade spazi vuoti diventando corpo, colore e luce. Ci troviamo di fronte ad opere caratterizzate da una forte personalit\u00e0 dove all\u2019intensit\u00e0 cromatica fa riscontro una stesura di segni carichi di significati catartici. Altro aspetto della sua arte \u00e8 quello di inglobare accenti lirici con la rubricazione di un intimo diario, che diviene un simbolo di speranza, verso nuovi orizzonti che la vita a volte ci prospetta. Nella sua ispirazione \u00a0poetica, l\u2019artista ci trasporta in una dimensione capace di mettere a nudo il proprio io, pervenendo ad un linguaggio universale. Osservando le opere di Pina Della Rossa si entra in una dimensione inquieta come se il mondo, quello reale, avesse gi\u00e0 da tempo accanto, un alter ego parallelo, infinito e riconoscibile. Miriadi di forme trovano la loro origine nelle \u2018Memorie ferite\u2019 di un lontano vissuto fra \u2018Sogni infranti\u2019 e \u2018Segreti abissi\u2019 di una dimensione ormai perduta. Nella memoria di Pina Della Rossa vi sono immagini inquiete ovvero volti, corpi, scenari, fotogrammi che galleggiano in una luce che cambia, a tratti morbida,tenue, soffusa, a tratti abbacinante e tagliente. La memoria \u00e8 il flusso, la corrente che le trasporta, le sparpaglia, le accosta, le mischia, le sovrappone, le allontana, le deforma: scompone ricompone i contesti in cui le immagini stesse trovano nuove combinazioni, nuova luce, nuovi colori, nuovi significati. La realt\u00e0 per Pina Della Rossa non \u00e8 certo il campo visivo del dato retinico, ma quello della sua elaborazione mentale che si manifesta principalmente attraverso segni e colori significativi testimoni di una consapevolezza artistica, solo apparentemente casuale e veloce, in realt\u00e0 piena di grande equilibrio compositivo, pur sempre votata ad una libertaria esigenza esplorativa. Quanto alle radici di questa spinta che interagisce con pulsioni emotive ricche di slanci, esse andrebbero rintracciate, oltre che nel lessico informale, tanto incentrato sulle valenze della triade segno-gestualit\u00e0-materia, anche nell\u2019importante e complessa esperienza dell\u2019artista nel campo della calcografia e mi riferisco soprattutto a quell\u2019arte paziente, sapiente e complessa dell\u2019incisione dove il segno \u00e8 un atto costitutivo di precisione e di possibilit\u00e0 espressiva. Ogni opera di Della Rossa vale dunque come affermazione di un personale bilanciamento tra l\u2019organicit\u00e0 grafica e compositiva, espressa dall\u2019atto creativo, e la sua natura di intensa partecipazione alla vita. Cos\u00ec la sua arte, affrancata dall\u2019impegno esistenziale, fa esplodere tutta l\u2019incidenza del dato personale colto nel suo compiersi, facendo parte del suo pensiero pi\u00f9 profondo che tende immedesimarsi con il presente. La sua arte \u00e8 un trionfo di materia e identit\u00e0 che conduce a continue metamorfosi, traiettorie vitali e dinamiche che si concretizza in ci\u00f2 che per Pina Della Rossa costituisce il punto cardine del proprio impegno: esprimere attraverso la fotografia, video, pittura ed installazioni, tutta l\u2019energia del visibile e dell\u2019invisibile,\u00a0 codificandola in \u201cfatto concreto\u201d, condizione autentica e palpitante, utilizzando <strong>materiali diversi, come carta museale, dibond, vetro, lamiere, alluminio e pittura industriale. <\/strong>Pina Della Rossa \u00e8 un artista dove la ricerca, la progettualit\u00e0, la sperimentazione ed una tecnica rigorosa e liberamente espressiva,\u00a0 sono alla base del suo lavoro, la sua arte ha un linguaggio intimista,che per\u00f2 non \u00e8 fuori dai nostri occhi ma dentro di noi, in tal senso la sua esperienza \u00e8 anche indagine sulle possibilit\u00e0 esplorative offerte dal suo fare , che \u00e8 un viaggio umano che nelle trame grafiche e nelle pulsazioni cromatiche, nelle zone di ombra e di luce, lascia libera la sua impronta di esistenza in atto, intima e vibrante, pronta ad immergersi nella profondit\u00e0 del proprio essere, per poi riemergere e appuntarsi in un bagliore o scomparire di nuovo. E questo \u00e8 un gioco che non \u00e8 gioco, perch\u00e9 non \u00e8 artificio, ma orientamento artistico volto alla continua sperimentazione, poesia visiva, di vitalistica e febbrile inventiva, in cui il rapporto con la realt\u00e0 torna a farsi espressione autentica di una situazione umana colta nel suo concreto manifestarsi. Il lungo cammino evocativo dell\u2019artista supera le rarefatte sequenze di una nebulosa mimesi per entrare trionfalmente in quello stadio informale che vive tra un concettualismo colto e quella sfera irrazionale dell\u2019idea, tesa alla ricerca di un altrove indefinito. Pina Della Rossa attua graficamente una \u2018Purificazione\u2019 della composizione reinterpretata come interconnessione tra il mondo fisico ed il mondo surreale. Silenti sogni, appena sussurrati, ascoltano il tempo, scandito da logiche armonie dinamiche e vibratili sequenze esecutive sospese tra un equilibrio ideativo e un\u2019arcana, primitiva essenza. Un inedito progetto cosmico supera le fluidit\u00e0 del tratto, si espande nelle profondit\u00e0 inconsce delle campiture generando una ricercata simultaneit\u00e0 di istanti amplificati da realt\u00e0 sottese. Arcaici segnali connotano plastiche strutturazioni geometriche, di forme elementari e inquiete, sospese in un\u2019apparente immobilit\u00e0. Suggestioni ottico-cinetiche delle texture amplificano la loro presenza trasmutandosi in dilatazioni tonali nella dimensione meta cognitiva al di fuori del visibile. L\u2019indomito sentire dell\u2019artista rifugge dal mondo stereotipato delle consuetudini interpretative per addentrarsi nella sfera pi\u00f9 autentica del sensibile sentire. Una catarsi ancestrale trasforma il substrato cromatico in un fluido vitale che attua una trasformazione tonale del contesto compositivo. Nelle sue opere la realt\u00e0 oggettiva abbandona l\u2019idea iniziale per intraprendere un nuovo percorso, un viaggio nei meandri pi\u00f9 nascosti e irraggiungibili delle tensioni essenziali della visione concettuale. Al di l\u00e0 di qualsiasi intervento emotivo, l\u2019arte di Della Rossa vive in una dimensione raffinata e sottesa tra indefiniti dinamismi e sublimazioni vario centriche che parlano di sequenziali eventi, viaggi realmente intrapresi, frame di immagini cancellate e poi recuperate in una enigmatica stratificazione bidimensionale. Rigorose razionalit\u00e0 modulari definiscono l\u2019impianto compositivo, costruito tramite alternanze tonali, agili tracce segniche, fasce, lacerti che si susseguono ad intervalli regolari creando intermittenze, pause, ritmicit\u00e0 inarrestabili. Forme pensate e sofferte si trasfigurano nei colori forti e cangianti della personale scala cromatica, razionali ed essenziali nelle tonalit\u00e0 percettive, affascinanti nei rapporti spazio temporali della materia. Una straripante energia accende le forme, rivitalizzandole nella iper dinamicit\u00e0 del visibile, dalla quale affiorano miti ed eroi sensitivi di straordinaria bellezza interpretativa. Un bivio irrevocabile,che ci mette a confronto attraverso la sua spiritualit\u00e0 un mondo nuovo dove le immagini diventano tutt\u2019uno con il fruitore, dove le forme ritmiche e lineari di Pina Della Rossa fluttuano sottese nello spazio, si svelano velocissime oltre la porta delle stelle, tra riverberi avvolgenti e ritmiche sospensioni di un tempo indefinito ai confini percettibili dell\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<p>Foto dell\u2019Allestimento della mostra credit \u00a9 Pina Della Rossa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Cardone Marzo 2026 Presso la Galleria Centometriquadri Arte Contemporanea di Santa Maria Capua Vetere \u2013 Caserta abbiamo ammirato la mostra di Pina Della Rossa \u2018Immaginare L\u2019Immagine\u2019 a cura di\u00a0 Antonello Tolve. 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