{"id":1000029094,"date":"2026-03-18T08:57:30","date_gmt":"2026-03-18T11:57:30","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029094"},"modified":"2026-03-18T08:57:32","modified_gmt":"2026-03-18T11:57:32","slug":"le-7-verita-che-smontano-le-bufale-del-no-sul-sorteggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029094","title":{"rendered":"Le 7 verit\u00e0 che smontano le bufale del No sul \u201csorteggio\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>I sostenitori del No hanno trovato il loro argomento forte: il sorteggio sarebbe una lotteria, un insulto alla competenza, una rinuncia al principio democratico. Argomento seducente e capzioso. La versione onesta della tesi pro-sorteggio non dice che il caso governa meglio del voto, ma qualcosa di pi\u00f9 raffinato e scomodo: quando un\u2019elezione interna \u00e8 catturata da apparati stabili, il sorteggio pu\u00f2 funzionare come correttivo anti-oligarchico, non come ideale assoluto, ma come extrema ratio contro la cattura sistemica.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui di seguito sette argomenti pro-sorteggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi arriva al CSM dopo una campagna elettorale interna non arriva da solo, ma accompagnato da una rete, da sponsor, da trattative preventive, e anche se tutto \u00e8 formalmente lecito si crea un vincolo di gratitudine verso la corrente che lo ha sostenuto. Il sorteggio recide a monte quel debito relazionale, perch\u00e9 se non devi la tua nomina a un gruppo sei strutturalmente pi\u00f9 libero nel decidere nomine, trasferimenti e incarichi direttivi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elezione non produce solo rappresentanza: produce competizione organizzata, e dove c\u2019\u00e8 competizione organizzata in un corpo professionale ristretto nascono cordate, promesse implicite, spartizioni preventive. Il problema non \u00e8 l\u2019esistenza di culture giuridiche diverse nella magistratura, bens\u00ec la loro cristallizzazione in apparati permanenti capaci di condizionare l\u2019accesso all\u2019autogoverno. Il sorteggio non elimina il pluralismo; elimina il costo politico d\u2019ingresso al CSM. Una distinzione dirimente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre magistrati su quattro non appartengono ad alcuna corrente, e in un sistema puramente elettivo costoro contano poco, perch\u00e9 non frequentano reti associative, non hanno sponsor e sanno che per ambire a un posto direttivo occorre interloquire con \u201cun santo in paradiso\u201d, come ha testimoniato la magistrata Carmen Giuffrida. Il sorteggio restituisce loro pari dignit\u00e0 di accesso. L\u2019albagia corporativa del fronte del No non cita mai questa maggioranza silenziosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019elezione interna non premia i migliori; premia i meglio organizzati, e gruppi relativamente piccoli ma molto disciplinati ottengono rappresentanza superiore al loro peso reale perch\u00e9 controllano candidature e canali associativi. Il sorteggio interrompe questa sovra-rappresentazione strutturale: non abolisce le idee, ma prova a sottrarre le idee alla loro traduzione in filiere di potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vero rischio non \u00e8 solo chi viene eletto, ma perch\u00e9 viene eletto: se il CSM diventa punto di arrivo per magistrati gi\u00e0 inseriti nelle filiere associative pi\u00f9 forti, l\u2019organo di autogoverno smette di essere sede di garanzia e diventa luogo di consolidamento del ceto dirigente interno. Il sorteggio colpisce non l\u2019opinione, ma il mestiere dell\u2019intermediazione, una distinzione che il fronte del No evita di affrontare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sorteggio non nasce in astratto: nasce come risposta a una crisi di fiducia gi\u00e0 esplosa, e dopo le intercettazioni del 2019 non bastava migliorare le regole elettorali perch\u00e9 occorreva cambiare il meccanismo che consente alle correnti di contare. Luca Palamara lo ha detto senza perifrasi, a Napoli, pochi giorni fa: \u201cil sorteggio spezza il vincolo di appartenenza e consente di portare nel CSM magistrati che non devono rispondere a logiche correntizie.\u201d La confessione pi\u00f9 icastica resa dall\u2019uomo che quel sistema lo ha governato con grande perizia, fino alle intercettazioni. 700 magistrati si sono rivolti a lui perorando candidature, favori, trasferimenti e quanto di peggio si possa immaginare per sgomitare nella scalata alle posizioni pi\u00f9 in vista.<\/p>\n\n\n\n<p>I magistrati, ogni giorno, decidono della libert\u00e0 personale dei cittadini, del destino patrimoniale delle famiglie, dell\u2019affidamento dei figli e della vita delle aziende, e lo Stato li ritiene pienamente idonei a compiti siffatti. Ma il fronte del No sostiene che quegli stessi magistrati, con le medesime capacit\u00e0, non siano in grado di valutare chi debba guidare un ufficio giudiziario senza essere indirizzati dalle correnti. Se questa tesi \u00e8 corretta, non \u00e8 il sorteggio il problema: \u00e8 la magistratura intera. Se \u00e8 sbagliata, come lo \u00e8, si sta difendendo la rendita di potere del correntismo. Tertium non datur.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sorteggio non \u00e8 il massimo immaginabile, ma \u00e8 meno peggio di elezioni catturate da apparati stabili. Chi lo combatte con la parola \u201clotteria\u201d sta usando un simulacro di argomento per difendere un sistema che, come ha osservato il consigliere sorteggiato Andrea Mirenda, vede il singolo magistrato costretto a \u201cgenuflettersi e mettersi a servizio a tempo debito\u201d pur di non restare un cane sciolto. Questa non \u00e8 indipendenza: \u00e8 impermeabilit\u00e0 proterva a qualunque forma di responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio Galetti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sostenitori del No hanno trovato il loro argomento forte: il sorteggio sarebbe una lotteria, un insulto alla competenza, una rinuncia al principio democratico. Argomento seducente e capzioso. 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