{"id":1000029082,"date":"2026-03-18T08:49:55","date_gmt":"2026-03-18T11:49:55","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029082"},"modified":"2026-03-18T08:49:56","modified_gmt":"2026-03-18T11:49:56","slug":"dal-primo-maggio-la-cina-applichera-il-piano-tariffe-zero-con-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029082","title":{"rendered":"Dal primo maggio la Cina applicher\u00e0 il piano \u2018tariffe zero\u2019 con l\u2019Africa"},"content":{"rendered":"\n<p>Il primo maggio scatta il piano \u201ctariffe zero\u201d: la Cina abolisce i dazi al 100% delle importazioni provenienti da 53 delle 54 nazioni africane. Solo il piccolo regno di Eswatini resta escluso, poich\u00e9 ancora non sussistono canali diplomatici ufficiali con Pechino. A confermare l\u2019entrata in vigore del nuovo progetto tariffario, annunciato nei mesi scorsi, \u00e8 stato il ministro degli Esteri Wang Yi al termine delle Due sessioni annuali: si tratta dei vertici del Congresso Nazionale del Popolo (Npc), e della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (Cppcc), rispettivamente l\u2019organo legislativo e consultivo, con cui ogni anno, a marzo, Pechino definisce anche la linea di politica economica internazionale del Paese. Il piano tariffe zero, che si applicher\u00e0 su ogni prodotto proveniente dall\u2019Africa, risponde sia all\u2019aumento dei dazi ai Paesi africani da parte degli Stati Uniti, nonch\u00e9 alle crescenti tensioni tra Pechino e l\u2019amministrazione Trump, alimentate pure dalla recente guerra in Medio oriente. Wang Yi ha aggiunto che la Cina intende \u201cincentivare gli scambi\u201d permettendo all\u2019Africa di \u201caccedere alle enormi opportunit\u00e0 offerte dal mercato cinese\u201d e che sono previste per il 2026 visite bilaterali con diversi leader del continente. Ma i rapporti tra il colosso orientale e il continente africano hanno radici profonde, come dimostrano i sempre maggiori investimenti e progetti di cooperazione che Pechino e il suo settore privato stringono con le varie nazioni africane. Solo nel 2025, l\u2019interscambio ha raggiunto quasi i 350 miliardi di dollari. Pur trattandosi di una cifra record, il disavanzo supera i 100 miliardi, dal momento che 225 miliardi sono rappresentati dai prodotti cinesi acquistati dai mercati africani, mentre quelli africani hanno venduto alla Cina per 123 miliardi. L\u2019Africa compra pi\u00f9 di quanto vende e questo perch\u00e9 mentre la Cina vende prodotti finiti, l\u2019Africa \u00e8 ricercata dalle aziende cinesi principalmente per le materie prime come carbone, rame e cobalto che gi\u00e0 sono libere da tariffe. Come ha spiegato al Deutsche Welle Marvellous Ngundu, ricercatore all\u2019Institute of Security Studies, il piano cinese non permetter\u00e0 un cambiamento immediato nelle economie di quel continente, piuttosto consentir\u00e0 alla Cina di \u201cproporsi come un partner migliore\u201d rispetto ai tradizionali partner europei ma, soprattutto, \u201cagli Stati Uniti\u201d. Questi ultimi cercano di frenare il controllo di Pechino sull\u2019isola-Stato di Taiwan e la sua crescente influenza economica globale a partire dall\u2019Africa, ma al tempo stesso, con la seconda amministrazione Trump, hanno imposto tariffe dure ai paesi africani, smantellando l\u2019agenzia per la cooperazione Usaid, da cui milioni di africani dipendevano per dei servizi essenziali. In questo quadro allora, pi\u00f9 politico che economico, l\u2019esclusione di Eswatini acquista un significato ulteriore: ultimo Paese africano a riconoscere i diritti di Taiwan e quindi a rifiutare relazioni diplomatiche con Pechino, diventa il messaggio che Pechino vuole dare al resto del mondo sulle condizioni necessarie a entrare nella partita cinese globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra Fabbretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo maggio scatta il piano \u201ctariffe zero\u201d: la Cina abolisce i dazi al 100% delle importazioni provenienti da 53 delle 54 nazioni africane. 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