{"id":1000029024,"date":"2026-03-16T19:13:59","date_gmt":"2026-03-16T22:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029024"},"modified":"2026-03-16T19:14:01","modified_gmt":"2026-03-16T22:14:01","slug":"un-si-per-la-terza-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029024","title":{"rendered":"Un S\u00ec per la Terza Repubblica"},"content":{"rendered":"\n<p>Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo rischia di essere letto come uno dei tanti passaggi tecnici della vita politica italiana. In realt\u00e0 potrebbe rappresentare molto di pi\u00f9: un vero e proprio spartiacque storico. Se dovesse prevalere il S\u00ec, infatti, si aprirebbe una fase nuova nella storia istituzionale del Paese, una fase che potremmo gi\u00e0 definire con un nome preciso: la Terza Repubblica. Per comprendere la portata di questo passaggio bisogna tornare indietro di oltre trent\u2019anni, a quella stagione consegnata alla storia con il nome di Mani Pulite. Con le inchieste avviate nel 1992 dalla procura di Milano croll\u00f2 l\u2019intero sistema politico-istituzionale su cui si reggeva la Prima Repubblica. I grandi partiti che avevano governato l\u2019Italia nel dopoguerra furono travolti e, insieme a loro, venne meno anche l\u2019equilibrio tra i poteri dello Stato che aveva caratterizzato la fase repubblicana precedente. Da quel momento prese forma quella che molti osservatori non hanno esitato a definire la \u201cRepubblica giudiziaria\u201d: una lunga stagione nella quale il potere giudiziario, forte della legittimazione conquistata nella lotta alla corruzione, ha finito per esercitare un\u2019influenza crescente sulla vita politica. La Seconda Repubblica, nata dalle macerie dei partiti tradizionali, si \u00e8 sviluppata all\u2019interno di questo paradigma. E in questi trent\u2019anni la politica non ha mai davvero recuperato il primato perduto. Il referendum di marzo si colloca esattamente in questo solco. Non si tratta soltanto di modificare singole norme o complessi meccanismi del sistema giudiziario: la posta in gioco \u00e8 il riequilibrio tra i poteri dello Stato. Un\u2019eventuale vittoria del S\u00ec segnerebbe simbolicamente e politicamente l\u2019avvio di una fase di riassestamento istituzionale, nella quale la politica tornerebbe a esercitare pienamente la propria funzione di indirizzo. In altre parole, verrebbe archiviata la lunga stagione apertasi nel 1992. Il punto decisivo, tuttavia, \u00e8 che questo passaggio interno si intreccia con trasformazioni profonde intervenute nello scenario internazionale. Per oltre trent\u2019anni il mondo ha vissuto all\u2019interno dell\u2019ordine globale nato dalle macerie del Muro di Berlino dopo il 1989. La fine della Guerra fredda aveva prodotto un sistema sostanzialmente unipolare, dominato dall\u2019Occidente a guida statunitense e caratterizzato dall\u2019espansione del globalismo economico e politico. In quel contesto anche l\u2019Italia aveva progressivamente perso parte della propria centralit\u00e0 strategica. Durante la Guerra fredda, infatti, il Paese rappresentava uno dei principali avamposti occidentali nel Mediterraneo, una frontiera geopolitica delicatissima tra i due blocchi. Con la scomparsa di quella divisione, la rilevanza strategica italiana sembr\u00f2 progressivamente ridimensionarsi. Oggi lo scenario sta cambiando di nuovo. Il ritorno delle tensioni tra grandi potenze e la progressiva ricomposizione di una politica dei blocchi stanno ridefinendo gli equilibri globali. In questo quadro il Mediterraneo torna a essere uno spazio decisivo per la sicurezza, l\u2019energia, i flussi commerciali e migratori. E l\u2019Italia, per posizione geografica e per collocazione internazionale, torna inevitabilmente al centro della partita. Se questo nuovo contesto geopolitico si combinasse con un riequilibrio istituzionale interno, il risultato potrebbe essere l\u2019apertura di una fase politica completamente nuova. Non \u00e8 un caso che negli ultimi anni il baricentro della politica italiana si sia progressivamente spostato verso destra. Una leadership politica stabile, convintamente atlantista e inserita con chiarezza nel campo occidentale potrebbe trovare proprio nel mutato contesto internazionale un ulteriore fattore di consolidamento. In questo quadro un ruolo non secondario potrebbe essere giocato dalla prossima legge elettorale. Se il Parlamento dovesse orientarsi verso un sistema pi\u00f9 marcatamente maggioritario \u2014 o comunque verso un meccanismo capace di premiare con maggiore decisione le coalizioni vincenti \u2014 si creerebbero le condizioni per una maggiore stabilit\u00e0 degli esecutivi e per una pi\u00f9 chiara individuazione delle responsabilit\u00e0 politiche. Un sistema elettorale che rafforzi la logica delle coalizioni e favorisca la formazione di maggioranze nette potrebbe infatti consolidare l\u2019attuale assetto politico, nel quale il centrodestra appare oggi come il campo pi\u00f9 coeso e strutturato. In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni e da una rinnovata competizione tra blocchi geopolitici, la stabilit\u00e0 politica interna diventerebbe per l\u2019Italia un fattore strategico decisivo. Governi pi\u00f9 solidi e duraturi rafforzerebbero la credibilit\u00e0 internazionale del Paese e la sua capacit\u00e0 di muoversi con coerenza all\u2019interno dello scenario euro-atlantico. \u00c8 dentro questa convergenza di fattori \u2014 riforme istituzionali, trasformazioni geopolitiche e ridefinizione degli equilibri politici interni \u2014 che prende forma l\u2019idea della Terza Repubblica. Una stagione che non nascerebbe da una rottura traumatica come avvenne nel 1992, ma da un processo pi\u00f9 graduale: il recupero del primato della politica, il riequilibrio tra i poteri dello Stato e il ritorno dell\u2019Italia a una piena centralit\u00e0 strategica nello scenario mediterraneo e internazionale. Il referendum sulla giustizia potrebbe rappresentare il primo segnale concreto di questo passaggio. Non soltanto una consultazione su norme tecniche, ma il momento simbolico in cui si chiude definitivamente il ciclo aperto all\u2019inizio degli anni Novanta. Per oltre trent\u2019anni la vita pubblica italiana si \u00e8 sviluppata dentro il paradigma della Repubblica giudiziaria: un paradigma nato dalla crisi della Prima Repubblica e consolidatosi nel vuoto lasciato dal crollo dei partiti tradizionali. Se il S\u00ec dovesse prevalere, quel ciclo potrebbe finalmente esaurirsi. Non perch\u00e9 verrebbero meno il ruolo e l\u2019autonomia della magistratura, ma perch\u00e9 tornerebbe a definirsi con maggiore chiarezza l\u2019equilibrio tra i poteri dello Stato. E perch\u00e9 la politica, dopo una lunga stagione di delegittimazione, tornerebbe a esercitare fino in fondo la propria responsabilit\u00e0 di guida. In un mondo che sta rapidamente abbandonando l\u2019ordine globale nato dopo il crollo del Muro di Berlino e che torna a muoversi secondo logiche di potenza e di blocchi, l\u2019Italia riscoprirebbe inoltre la propria centralit\u00e0 strategica nel Mediterraneo. Per affrontare questa nuova fase serviranno istituzioni pi\u00f9 equilibrate, governi pi\u00f9 stabili e una politica capace di decidere. Anche per questo il voto del 22 e 23 marzo potrebbe avere un significato che va ben oltre la riforma della giustizia. Potrebbe chiudere una lunga transizione iniziata nel 1992. E inaugurare, di fatto, la stagione della Terza Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore Di Bartolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo rischia di essere letto come uno dei tanti passaggi tecnici della vita politica italiana. In realt\u00e0 potrebbe rappresentare molto di pi\u00f9: un vero e proprio spartiacque storico. Se dovesse prevalere il S\u00ec, infatti, si aprirebbe una fase nuova nella storia istituzionale del Paese, una fase che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000029025,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[46,32],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000029024","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"category-politica"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/zcsd.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000029024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000029024"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000029024\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000029026,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000029024\/revisions\/1000029026"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000029025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000029024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000029024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000029024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}