{"id":1000029006,"date":"2026-03-16T17:32:43","date_gmt":"2026-03-16T20:32:43","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029006"},"modified":"2026-03-16T17:32:47","modified_gmt":"2026-03-16T20:32:47","slug":"scoperto-in-russia-un-tesoretto-di-monete-doro-apparteneva-a-una-famiglia-in-fuga-dalla-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000029006","title":{"rendered":"Scoperto in Russia un tesoretto di monete d&#8217;oro: apparteneva a una famiglia in fuga dalla Rivoluzione"},"content":{"rendered":"\n<p>Sotto il pavimento di una casa a Torzhok, in Russia, sono state trovate 409 monete: si riapre il sipario sulla fuga dell&#8217;aristocrazia russa dopo il 1917.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante i lavori di ristrutturazione di una vecchia abitazione a Torzhok, una cittadina a circa 200 chilometri da Mosca, gli operai si sono imbattuti in un contenitore di terracotta nascosto sotto le assi del pavimento. All&#8217;interno, c&#8217;era nascosto un tesoretto composto da 409 monete, per la maggior parte d&#8217;oro, che risalgono all&#8217;epoca di Nicola II, l&#8217;ultimo zar di Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tesoro da mezzo milione di dollari<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritrovamento supera i 500.000 dollari, ma il suo peso storico \u00e8 incalcolabile. Gli archeologi dell&#8217;Accademia russa delle Scienze hanno confermato che nel contenitore si trovano monete rare, nascoste probabilmente tra il 1917 e il 1918, in un disperato tentativo di salvare il patrimonio familiare dalle requisizioni bolsceviche. Si tratta di 409 monete coniate tra il 1848 e il 1911, per un valore stimato che supera i 460.000 euro. Le monete sono quasi tutte d&#8217;oro: 387 monete da 10 rubli, oltre a pezzi pi\u00f9 rari da 15 rubli, 7,5 rubli e tagli da 5 rubli.<\/p>\n\n\n\n<p>1917: la grande fuga dalla \u00abMadre Russia\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il caos generato dalla Rivoluzione d&#8217;Ottobre, con la caduta dello zar Nicola II e l&#8217;ascesa al potere di Lenin, la Russia divenne teatro di una violenta caccia all&#8217;uomo contro chiunque fosse legato al regime imperiale. Inizi\u00f2 cos\u00ec quella che la storia ricorda come l'\u00bbemigrazione bianca\u00bb: un esodo imponente che coinvolse circa due milioni di russi. Non fuggivano solo i nobili e i generali fedeli alla monarchia, ma un&#8217;intera classe dirigente composta da intellettuali, artisti, professionisti e militari che avevano combattuto nelle Armate Bianche contro i \u00abrossi\u00bb bolscevichi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dove si diressero nobili e borghesi in fuga dalle guardie rosse?<\/p>\n\n\n\n<p>La diaspora invest\u00ec prima i Paesi confinanti e soprattutto le principali capitali del Centro Europa, storicamente in stretti rapporti con la Russia. Non ci fu un esodo di massa verso il Nuovo Mondo perch\u00e9, oltre a privilegiare i legami storico-culturali con l&#8217;area slava e con Parigi e Berlino, la maggior parte degli \u00e9migr\u00e9s confidava in un rapido crollo del nuovo ordine e non voleva allontanarsi troppo dalla madrepatria. Parecchi si stabilirono ad Harbin, in Manciuria, dove rimasero fino all&#8217;invasione giapponese del &#8217;31; altri furono accolti in Serbia e Cecoslovacchia; qualcuno si spinse fino in Italia. A Praga si form\u00f2 una piccola colonia di intellettuali, tra cui il pioniere della linguistica Roman Jakobson. Ad attrarre in Cecoslovacchia i fuggiaschi era anche il trattamento di favore riservato loro dal governo locale: a studiosi e scrittori provenienti dalla Russia veniva infatti elargito un sussidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla corti alle fabbriche: la vita in esilio<\/p>\n\n\n\n<p>Le storie di chi fugg\u00ec furono spesso segnate dalla miseria. Solo pochi fortunati riuscirono a mantenere uno stile di vita agiato all&#8217;estero, ma la maggior parte dell&#8217;aristocrazia russa si ritrov\u00f2 apolide e in miseria. Una delle mete previligiate fu Parigi, la citt\u00e0 accolse oltre 200.000 esuli: granduchesse e principesse finirono a lavorare come sarte per case di moda come Chanel, mentre ex generali dell&#8217;Armata bianca si ritrovarono in catena di montaggio nelle fabbriche Renault. Invece, per quanto riguarda gli intellettuali, come il futuro premio Nobel per la Letteratura Ivan Bunin o lo scrittore Vladimir Nabokov, dovettero reinventarsi una carriera in un&#8217;Europa che spesso li trattava con diffidenza. Il mondo letterario e giornalistico in esilio, infatti, si scontr\u00f2 con l&#8217;ostilit\u00e0 degli intellettuali occidentali: quasi tutti prendevano per vera la propaganda del socialismo reale e non credevano alle loro denunce.<\/p>\n\n\n\n<p>Una fuga senza ritorno<\/p>\n\n\n\n<p>Molti di questi esuli, proprio come chi nascose il tesoro di Torzhok, non cercarono rifugio lontano: volevano restare vicini ai confini russi, pronti a tornare per recuperare i propri averi, a questo nella maggior parte dei casi non accadde, come testimoniano le 409 monete d&#8217;oro ritrovate sotto il pavimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Paola Panigas<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sotto il pavimento di una casa a Torzhok, in Russia, sono state trovate 409 monete: si riapre il sipario sulla fuga dell&#8217;aristocrazia russa dopo il 1917. 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