{"id":1000028979,"date":"2026-03-16T16:44:59","date_gmt":"2026-03-16T19:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028979"},"modified":"2026-03-16T16:45:01","modified_gmt":"2026-03-16T19:45:01","slug":"iran-1979-come-nacque-la-repubblica-islamica-tra-promesse-e-inganni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028979","title":{"rendered":"Iran 1979: come nacque la Repubblica Islamica tra promesse e inganni"},"content":{"rendered":"\n<p>Per comprendere il conflitto attuale e il tipo di regime che si sta instaurando, \u00e8 necessario partire dal passato<\/p>\n\n\n\n<p>Un articolo della dottoressa tedesco-iraniana Katajun Amirpur, professoressa di studi islamici all\u2019universit\u00e0 di Colonia, pubblicato sul quotidiano zurighese NZZ, ci fa capire come si sia instaurato sub-dolamente in Iran l\u2019attuale rigidissimo regime islamico, che Israele e Stati Uniti stanno ora cercando di far scricchiolare. La rivoluzione del 1979 in Iran contro lo sci\u00e0 Mohammad Reza Pahlavi non ha dato i risultati sperati, malgrado le speranze con la deposizione del sovrano. I mullah praticamente ingannarono il popolo iraniano creando una vera e propria teocrazia, che \u00e8 quella che dura fino ad oggi. Ai tempi dello sci\u00e0, l\u2019Iran era un Paese dove non c\u2019era libert\u00e0. Gi\u00e0 poco prima della rivoluzione si potevano infatti gi\u00e0 sentire venti di libert\u00e0. I libri proibiti venivano improvvisamente venduti di nuovo. La censura non esisteva praticamente pi\u00f9 e la stampa di opposizione accresceva la sua popolarit\u00e0. Era un tempo di grandi speranze per il popolo persiano. L\u2019ayatollah Khomeini, dal suo esilio in Francia, promise una costituzione democratica e molti sperarono in tempi migliori. Uno schizzo del nuovo documento era pronto ed egli stesso conferm\u00f2 che il clero non avrebbe avuto alcun ruolo speciale nel nuovo Stato. Ma con queste promesse Khomeini ingann\u00f2 il popolo, non si sa bene se seguendo un piano preciso o se volendo soltanto sfruttare il momento favorevole. Ci fu quindi un referendum tra monarchia e repubblica islamica. Il quesito fu posto in modo insidioso e il segreto del voto non venne tutelato. Cos\u00ec il 30 marzo 1979 ci fu un vero e proprio plebiscito a favore della repubblica islamica, che vinse con il 98,2% dei voti. Nessuno per\u00f2 sapeva cosa volesse dire repubblica \u201cislamica\u201d. Se si fossero letti gli scritti degli anni precedenti dell\u2019ayatollah Khomeini, si sarebbe probabilmente capito cosa intendesse con questa forma istituzionale. Il vero volto di Khomeini si manifest\u00f2 poco dopo il referendum, quando egli propose improvvisamente di nominare un piccolo gruppo di esperti, eletti dal popolo, per redigere la costituzione definitiva della nazione. Solo allora i seguaci di Khomeini chiesero che il potere del giurista islamico fosse sancito nella costituzione. L\u2019ayatollah inizi\u00f2 a marchiare le forze pi\u00f9 democratiche come \u201ccomunisti\u201c e \u201ccontrorivoluzionari\u201c. Venne esercitata pressione sulla popolazione perch\u00e9 votasse per i religiosi alle elezioni per l\u2019Assemblea degli Esperti del 3 agosto 1979. Su 72 membri, 55 erano religiosi a favore di Khomeini. I candidati borghese-liberali del Fronte Nazionale non furono neanche nominati sulla scheda elettorale. E qui inizi\u00f2 la storia fatale. La bozza originale di costituzione, con la separazione tra religione e stato, venne accantonata dall\u2019Assemblea degli Esperti. Nel nuovo documento Khomeini fu posto al di sopra di ogni potere. Ogni oppositore veniva eliminato. Inizi\u00f2 un drammatico periodo di epurazione. La svolta avvenne con la messa al bando del quotidiano di opposizione (Ayandegan), che esisteva dai tempi dello sci\u00e0. Dopo che Khomeini si espresse contro il giornale, il procuratore generale lo fece chiudere. Bastava un desiderio o un commento dell\u2019ayatollah, perch\u00e9 i suoi sudditi immediatamente passassero all\u2019azione. Anche molti altri quotidiani non in linea con le idee di Khomeini furono messi al bando. La legge restrittiva sulla stampa dei tempi dello sci\u00e0 torn\u00f2 in vigore, addirittura proclamando che la libert\u00e0 di stampa esisteva solo se i fondamenti dell\u2019Islam non venivano criticati. E in tutta la costituzione ritorna questo motivo: le libert\u00e0 sono garantite purch\u00e9 non violino la libert\u00e0 dell\u2019Islam. La formulazione \u00e8 vaga e sibillina: partiti, organizzazioni di tutti i tipi e addirittura minoranze religiose sono riconosciuti e consentiti dalla Costituzione a patto di non violare i principi della religione di Maometto. Le regole islamiche vennero poi definite in modo molto arbitrario e restrittivo da Khomeini e dai suoi seguaci, che finirono per eliminare tutti gli oppositori: il partito comunista fautore della rivoluzione, i gruppi marxisti islamici e le forze borghesi liberali. Nei primi anni, nella cosiddetta Prima Repubblica, Khomeini si preoccup\u00f2 di consolidare il potere per se stesso e i suoi fedelissimi. Anche eventi imprevedibili contribuirono a rinforzare il potere praticamente assoluto dell\u2019ayatollah. Il 5 novembre 1979 gli studenti assaltarono l\u2019ambasciata americana. Pur se Khomeini ne era inizialmente estraneo, sfrutt\u00f2 la situazione, schierandosi dalla parte dei giovani, in quello che \u00e8 uno dei traumi pi\u00f9 profondi per l\u2018America. La situazione dei 52 diplomatici americani in ostaggio dur\u00f2 ben 444 giorni. Il go-verno moderato, guidato da Mehdi Bazargan, si dimise per protesta contro la presa degli ostaggi. Questo diede nuovo slancio, come se ce ne fosse stato bisogno, agli estremisti islamici pi\u00f9 radicali, che emarginarono tutti i loro rivali. Bazargan ci aveva forse visto giusto, avendo definito Khomeini, tempo prima, come lo \u201csci\u00e0 con il turbante\u201c. Questo fu il primo di tre eventi che resero il regime fortissimo, cancellando in pratica ogni opposizione. Ogni antagonista veniva denunciato dal regime come scagnozzo degli americani, citando presunte prove false rinvenute nell\u2019ambasciata americana a Teheran. Nessuno poteva immaginare che Khomeini fosse cos\u00ec astuto e abile nel manipolare le masse. Il regime reagiva spietatamente contro i critici. Poi il 4 giugno 1980 vennero chiuse tutte le universit\u00e0 iraniane, solo perch\u00e9 Khomeini aveva dichiarato \u201cNon abbiamo paura degli attacchi militari; abbiamo paura delle universit\u00e0 coloniali\u201d. Le universit\u00e0 venivano considerate come la base dei Mujaheddin del Popolo, i principali avversari del regime. Gli atenei restarono chiusi ben quattro anni. Gli anni fino al 1982 costituirono un periodo di aspre lotte interne di potere, che venne consolidato con la Guerra del Golfo. Quando Saddam Hussein attacc\u00f2 l\u2019Iran (questo \u00e8 il terzo degli eventi menzionati prima), ritenendo che fosse nel suo momento di massima debolezza, contribu\u00ec invece a stabilizzare il potere del regime. Infatti, non solo i militari si schierarono uniti dietro a Khomeini, ma addirittura tutti i patrioti che vedevano la leadership dell\u2019ayatollah come unico baluardo per difendere la patria e l\u2019unit\u00e0 nazionale. Insomma, senza tutte queste circostanze, non si sarebbe arrivati al regime attuale che vige in Iran ormai da ben pi\u00f9 di 40 anni, continuato successivamente da Khamenei. Solo nei prossimi giorni, settimane o mesi, si potr\u00e0 forse vedere qualche spiraglio e capire veramente cosa potr\u00e0 succedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Gebbia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per comprendere il conflitto attuale e il tipo di regime che si sta instaurando, \u00e8 necessario partire dal passato Un articolo della dottoressa tedesco-iraniana Katajun Amirpur, professoressa di studi islamici all\u2019universit\u00e0 di Colonia, pubblicato sul quotidiano zurighese NZZ, ci fa capire come si sia instaurato sub-dolamente in Iran l\u2019attuale rigidissimo regime islamico, che Israele e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1000028980,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"content-type":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":{"format":"standard"},"jnews_primary_category":[],"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[41],"tags":[],"class_list":{"0":"post-1000028979","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mundo"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/zqa.jpg?fit=912%2C512&ssl=1","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000028979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1000028979"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000028979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1000028981,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1000028979\/revisions\/1000028981"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1000028980"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1000028979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1000028979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1000028979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}