{"id":1000028892,"date":"2026-03-15T12:44:53","date_gmt":"2026-03-15T15:44:53","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028892"},"modified":"2026-03-15T12:44:55","modified_gmt":"2026-03-15T15:44:55","slug":"ue-la-tecnologia-che-aiuta-i-piccoli-agricoltori-nella-lotta-alla-deforestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028892","title":{"rendered":"Ue, la tecnologia che aiuta i piccoli agricoltori nella lotta alla deforestazione"},"content":{"rendered":"\n<p>Eudr \u00e8 l\u2019acronimo di European Union Deforestation Regulation, ovvero il Regolamento europeo sulla deforestazione volto a ridurre l\u2019impronta ambientale e a frenare qualsiasi forma di disboscamento su scala globale. La normativa, in sostanza, impone di dimostrare che i prodotti come cacao, caff\u00e8, palma da olio, gomma, soia e legno (anche i bovini sono nella lista) non provengono da terreni \u00abbonificati\u00bb dopo il 2020. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di minimizzare il contributo dell\u2019Unione alle emissioni di gas a effetto serra, di contrastare la perdita di biodiversit\u00e0 a livello mondiale e, non ultimo, di assicurare che i prodotti siano conformi alla legislazione pertinente del paese di produzione. Per poter vendere nel mercato europeo, quindi, le aziende devono raccogliere informazioni precise sull\u2019origine del prodotto, inclusi dati di geolocalizzazione delle aziende agricole e prove che non ci sia stata deforestazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio di esclusione per i piccoli produttori<\/p>\n\n\n\n<p>Finalit\u00e0 nobili, se non fosse che i piccoli produttori, soprattutto in Africa, Asia e America Latina, rischiano di essere esclusi dal mercato del Vecchio Continente non perch\u00e9 causano deforestazione, ma perch\u00e9 non hanno gli strumenti per dimostrarlo. Non disponendo di strumenti digitali, di sistemi di tracciabilit\u00e0 complessi nelle filiere del caff\u00e8 e del cacao oltre alla scarsa connettivit\u00e0 internet nelle aree rurali e alla difficolt\u00e0 nel raccogliere coordinate Gps dei campi, gli esportatori non possono legalmente vendere il prodotto. Per venire incontro a questi piccoli imprenditori, \u00e8 arrivata TerraTrac, una app studiata dall\u2019organizzazione non profit TechnoServe che consente di registrare le coordinate Gps delle aziende agricole, mappare i confini dei campi, salvare i dati anche senza connessione internet e condividere i dati con esportatori o cooperative. I dati raccolti possono poi essere verificati tramite sistemi satellitari per controllare se il terreno \u00e8 stato deforestato dopo il 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>TerraTrac, la tecnologia che aiuta la tracciabilit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGli obiettivi del nuovo regolamento europeo sulla deforestazione sono certamente condivisibili e importanti\u00bb spiega Angelo Riccaboni, docente di Economia aziendale all\u2019Universit\u00e0 di Siena e presidente di fondazione \u201cPrima\u201d, un\u2019iniziativa congiunta della Commissione europea e di 19 paesi dell\u2019area euromediterranea che promuove e finanzia progetti di ricerca e innovazione sui sistemi agroalimentari sostenibili e la gestione delle risorse idriche nel bacino del Mediterraneo. \u00abTuttavia\u00bb continua Riccaboni \u00able oggettive difficolt\u00e0 per i piccoli produttori ad adeguarsi, in termini di tracciabilit\u00e0 delle produzioni, geolocalizzazione e di dati e documentazione da presentare, fanno emergere il concreto rischio che i piccoli produttori di cacao e caff\u00e8 non riescano ad adeguarsi. Questo inevitabilmente potrebbe avere come conseguenza la marginalizzazione o addirittura l\u2019esclusione degli agricoltori pi\u00f9 piccoli dalle catene di fornitura delle imprese europee. Si potrebbero altres\u00ec verificare aumenti nei costi di produzione, che graverebbero su profili di redditivit\u00e0 gi\u00e0 di per s\u00e9 ridotti e lo spostamento degli acquisti verso produttori pi\u00f9 grandi e strutturati, penalizzando aree marginali o caratterizzate da agricoltura pi\u00f9 frammentata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli effetti economici sulle filiere di cacao e caff\u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>Tali rischi, aggiunge il docente dell\u2019Universit\u00e0 di Siena che \u00e8 anche co-chair dell\u2019Un Sustainable Development Solutions Network, l\u2019iniziativa lanciata nel 2012 dal segretario generale delle Nazioni Unite per mobilitare le competenze scientifiche e tecnologiche globali \u00absi aggiungono agli effetti del cambiamento climatico sulle produzioni di caff\u00e8 e cacao, accentuando vulnerabilit\u00e0 e difficolt\u00e0 per gli agricoltori africani. Anche in questo caso, dunque, si rileva quanto sia complesso il percorso per un futuro pi\u00f9 sostenibile e giusto, quanto siano difficili da affrontare i trade-off che si pongono ai decisori pubblici e privati. Non vi sono alternative a misure e politiche come quelle che l\u2019Europa sta mettendo in campo. Tuttavia, occorre tener in maggior conto le conseguenze sociali di tali politiche, e dunque offrire anche i supporti necessari per acuire piuttosto che per risolvere problemi. E dunque si evidenzia la necessit\u00e0 di offrire supporti tecnici, culturali, colturali, organizzativi e finanziari per evitare che buone intenzioni portino a effetti poco condivisibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostenibilit\u00e0 ambientale e conseguenze sociali<\/p>\n\n\n\n<p>Riccaboni spiega inoltre che: \u00abRecenti studi condotti dal \u201cSanta Chiara Lab\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Siena per comprendere meglio gli impatti sociali della gestione delle filiere del caff\u00e8 e del cacao in Africa, svolti nell\u2019ambito di un vasto progetto della Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a supporto delle Coalizioni internazionali create per attuare le conclusioni del Food System Summit delle Nazioni Unite del 2021, mostrano che le imprese italiane pongono particolare rilievo agli effetti dei loro comportamenti e acquisti sulle comunit\u00e0 locali. Pertanto, ritengo che tali nostre aziende, se opportunamente sostenute, potrebbero svolgere un ruolo attivo nel promuovere una crescita sostenibile dei loro fornitori, anche nel loro stesso interesse. Come mostrato dalla co-organizzazione, insieme al governo etiope, della Conferenza di Addis Abeba del luglio 2025 convocata per un aggiornamento sull\u2019attuazione degli impegni presi nel Food System Summit\u00bb chiarisce \u00abil nostro governo sta ponendo forte attenzione alle filiere del caff\u00e8 e del cacao e dei loro effetti sulle comunit\u00e0 locali africane\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso filiere pi\u00f9 sostenibili e inclusive<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto agli strumenti in grado di agevolare i piccoli produttori, il presidente della fondazione Prima rivela che: \u00abGi\u00e0 avviene che i produttori siano forniti di strumenti e mezzi per rispondere al meglio alle esigenze delle nostre imprese capo-filiera. Si tratterebbe di continuare in questa direzione, traendo vantaggio anche dall\u2019impressionante capacit\u00e0 di ricerca e innovazione tecnologica, agronomica e organizzativa delle universit\u00e0 e dei centri di ricerca italiani. Tale capacit\u00e0 \u00e8 mostrata, fra l\u2019altro, dal successo del programma Agritech, finanziato dal Pnrr e coordinato dall\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli con la partecipazione di 50 enti, istituzioni e imprese, i cui risultati finali saranno presentati a Napoli il 9 e 10 aprile. I possibili impatti di Agritech sulle filiere agroalimentari \u00e8 raccontato anche da Wow, uno spazio esperienziale aperto proprio in questi giorni presso l\u2019Universit\u00e0 di Siena, che vede la fruttuosa collaborazione con il Museo e Rete per l\u2019alimentazione e l\u2019agricoltura aperto a Roma lo scorso ottobre dalla Fao\u00bb. Per Riccaboni, dunque \u00abLe condizioni per evitare che l\u2019attuazione del nuovo regolamento europeo sulla deforestazione porti a negativi impatti ci sono. Operando a livello sistemico, mettendo insieme attori, esperienze e soluzioni, come spesso il Paese sa fare, potremo contribuire a far s\u00ec che i rischi si riducano e si creino le condizioni per filiere pi\u00f9 sostenibili e maggior benessere locale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Davide Dionisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eudr \u00e8 l\u2019acronimo di European Union Deforestation Regulation, ovvero il Regolamento europeo sulla deforestazione volto a ridurre l\u2019impronta ambientale e a frenare qualsiasi forma di disboscamento su scala globale. 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