{"id":1000028876,"date":"2026-03-14T15:00:34","date_gmt":"2026-03-14T18:00:34","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028876"},"modified":"2026-03-14T15:00:37","modified_gmt":"2026-03-14T18:00:37","slug":"cuba-sta-per-cadere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028876","title":{"rendered":"Cuba sta per cadere"},"content":{"rendered":"\n<p>Per la prima volta da decenni, il regime cubano ammette apertamente di essere seduto al tavolo con Washington. A confermarlo \u00e8 stato lo stesso presidente Miguel D\u00edaz-Canel, che in un discorso trasmesso dai media di Stato ha riconosciuto l\u2019esistenza di trattative con l\u2019amministrazione Donald Trump mentre l\u2019isola affronta una crisi economica ed energetica senza precedenti. La rivelazione arriva in un momento drammatico per L\u2019Avana. Le riserve di petrolio sono quasi esaurite, l\u2019economia \u00e8 paralizzata e il governo \u00e8 sotto pressione dopo la brusca interruzione delle forniture venezuelane. Non \u00e8 un caso che D\u00edaz-Canel abbia ammesso che \u201cquesti colloqui hanno avuto lo scopo di trovare soluzioni, attraverso il dialogo, alle divergenze bilaterali tra le nostre due nazioni\u201d. Dietro il linguaggio diplomatico, per\u00f2, si intravede una realt\u00e0 molto pi\u00f9 semplice: il regime comunista cubano \u00e8 costretto a negoziare perch\u00e9 non ha pi\u00f9 alternative.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il chavismo, gli Usa puntano l\u2019Avana<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di svolta \u00e8 arrivato a gennaio 2026, quando gli Stati Uniti hanno colpito il cuore del sistema politico che da anni sosteneva economicamente Cuba: il Venezuela chavista. Con l\u2019operazione militare americana che ha portato alla cattura di Nicol\u00e1s Maduro, ora sotto processo a New York, e con il controllo statunitense sull\u2019industria petrolifera venezuelana, si \u00e8 spezzato il principale canale di approvvigionamento energetico dell\u2019isola. Per anni Caracas ha inviato petrolio a prezzi di favore, garantendo la sopravvivenza economica del regime cubano. Oggi quel flusso \u00e8 stato chiuso. Gli Stati Uniti controllano di fatto la leva energetica che teneva in piedi l\u2019economia dell\u2019Avana. Le conseguenze sono immediate. Blackout che durano anche oltre 18 ore al giorno trasporti pubblici ridotti al minimo, interventi chirurgici non urgenti cancellati e interi settori produttivi fermi. Il governo cubano \u00e8 stato costretto a tagliare servizi essenziali semplicemente perch\u00e9 non ha pi\u00f9 carburante. Non sorprende quindi che D\u00edaz-Canel abbia spiegato che le trattative servono a \u201cvalutare la disponibilit\u00e0 di entrambe le parti ad adottare misure concrete a beneficio dei cittadini dei due Paesi\u201d. Una formula diplomatica che molti osservatori leggono come il tentativo di guadagnare tempo mentre il sistema economico del regime vacilla.<\/p>\n\n\n\n<p>La strategia americana: pressing per le riforme<\/p>\n\n\n\n<p>La linea dell\u2019amministrazione Trump \u00e8 chiara. Washington utilizza il controllo energetico e la pressione economica per ottenere cambiamenti strutturali nel sistema politico cubano. Sul tavolo delle trattative non ci sono semplici concessioni diplomatiche. Gli Stati Uniti chiedono riforme profonde, a partire dall\u2019apertura dell\u2019economia e dal rafforzamento della propriet\u00e0 privata, fino alla protezione degli investimenti stranieri e alla riduzione del controllo dell\u2019apparato militare sull\u2019economia dell\u2019isola. Ma il punto centrale resta politico. La Casa Bianca punta all\u2019avvio di un processo di democratizzazione reale. Non a caso Trump ha fatto sapere che senza un accordo \u201camichevole\u201d Cuba potrebbe affrontare lo stesso destino del Venezuela, con un avvertimento che a Washington viene riassunto con una frase lapidaria: \u201cprossima fermata: Cuba\u201d. Tra le richieste americane ci sono anche il rilascio dei prigionieri politici, la fine della repressione delle proteste e un controllo pi\u00f9 severo delle rotte migratorie che negli ultimi anni hanno portato centinaia di migliaia di cubani verso gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019economia ormai al collasso<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro le trattative diplomatiche c\u2019\u00e8 una situazione economica che definire drammatica \u00e8 quasi riduttivo. Il Pil cubano \u00e8 entrato in una recessione strutturale. Dopo la contrazione del 2024 e la stagnazione del 2025, le prospettive per il 2026 sono peggiorate ulteriormente proprio a causa del blocco petrolifero. Il debito pubblico ha superato il 120% del Pil e l\u2019isola \u00e8 sostanzialmente esclusa dai mercati finanziari internazionali. Ancora pi\u00f9 impressionante \u00e8 il crollo del potere d\u2019acquisto. Il salario medio ufficiale equivale sulla carta a qualche centinaio di dollari, ma al cambio reale del mercato nero il reddito mensile effettivo dei cubani si aggira tra i 18 e i 25 dollari. Nel frattempo, i prezzi nel mercato informale, dove la popolazione \u00e8 costretta a comprare gran parte dei beni di prima necessit\u00e0, sono aumentati del 200-300% negli ultimi due anni. L\u2019inflazione reale ha travolto ogni equilibrio economico. La produzione industriale \u00e8 precipitata, con fabbriche e acciaierie ferme per mancanza di energia. Anche il turismo, che negli ultimi anni era diventato il principale motore economico dell\u2019isola, non \u00e8 mai tornato ai livelli precedenti alla pandemia e ha subito ulteriori contraccolpi con le restrizioni introdotte da Washington.<\/p>\n\n\n\n<p>Proteste, crisi sanitaria ed esodo di massa<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi economica si riflette inevitabilmente nella vita quotidiana dei cubani. Negli ultimi mesi si sono registrate proteste spontanee all\u2019Avana e in diverse citt\u00e0 dell\u2019isola, alimentate dalla carenza di carburante, dalla scarsit\u00e0 di cibo e dalla mancanza di medicinali di base. In alcune zone la situazione \u00e8 peggiorata al punto da provocare un vero collasso dei servizi urbani. La mancanza di gasolio impedisce persino la raccolta dei rifiuti, trasformando interi quartieri della capitale in discariche a cielo aperto. Questo ha favorito la diffusione di malattie come dengue e virus Oropouche, aggravando ulteriormente la crisi sanitaria. Parallelamente continua l\u2019esodo. Solo nel 2025 circa un milione di cubani ha lasciato il Paese, una fuga che sta svuotando l\u2019isola della sua forza lavoro qualificata, dai medici agli ingegneri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il castrismo all\u2019angolo come non accadeva da decenni<\/p>\n\n\n\n<p>Il regime cubano \u00e8 storicamente resiliente e conserva ancora strumenti di controllo molto forti, a partire dall\u2019apparato militare che domina buona parte dell\u2019economia attraverso il conglomerato Gaesa. Tuttavia il contesto attuale \u00e8 senza precedenti. La perdita del sostegno venezuelano e la pressione diretta degli Stati Uniti hanno messo L\u2019Avana in un angolo come raramente accaduto nella storia recente. D\u00edaz-Canel ha ammesso che i risultati delle trattative potrebbero richiedere molto tempo. Ma il semplice fatto che il regime sia costretto a negoziare apertamente con Washington rappresenta gi\u00e0 un segnale politico significativo. Dopo aver spezzato il sistema chavista in Venezuela, l\u2019amministrazione Trump sta ora esercitando una pressione senza precedenti anche sul castrismo. Per molti osservatori si tratta della pi\u00f9 incisiva offensiva occidentale contro i regimi comunisti dell\u2019America Latina dai tempi della presidenza di Ronald Reagan. E per L\u2019Avana, oggi, la priorit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 la retorica rivoluzionaria della resistenza. \u00c8 semplicemente la sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Enrico Foscarini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta da decenni, il regime cubano ammette apertamente di essere seduto al tavolo con Washington. A confermarlo \u00e8 stato lo stesso presidente Miguel D\u00edaz-Canel, che in un discorso trasmesso dai media di Stato ha riconosciuto l\u2019esistenza di trattative con l\u2019amministrazione Donald Trump mentre l\u2019isola affronta una crisi economica ed energetica senza precedenti. 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