{"id":1000028870,"date":"2026-03-13T12:33:28","date_gmt":"2026-03-13T15:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028870"},"modified":"2026-03-13T12:33:30","modified_gmt":"2026-03-13T15:33:30","slug":"iran-la-guerra-coinvolge-la-francia-macron-e-morto-un-soldato-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettinoitalianopatagonico.com\/?p=1000028870","title":{"rendered":"Iran, la guerra coinvolge la Francia. Macron: \u201c\u00c8 morto un soldato francese\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 la prima vittima tra i soldati europei. \u00c8 francese. A darne l\u2019annuncio \u00e8 stato lo stesso Emmanuel Macron: il sergente maggiore Arnaud Frion \u00e8 stato ucciso durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Il contingente francese si trova nell\u2019area, come i soldati italiani presi di mira ieri, per combattere il terrorismo dell\u2019Isis. \u201cLa guerra in Iran non pu\u00f2 giustificare tali attacchi, ha detto Macron. \u201cFrion \u00e8 morto per la Francia. Alla sua famiglia, ai suoi fratelli d\u2019armi, voglio esprimere tutto l\u2019affetto e la solidariet\u00e0 della Nazione. Molti dei nostri soldati sono rimasti feriti. La Francia \u00e8 al loro fianco e alle loro famiglie\u201d. Quella di ieri \u00e8 stata un\u2019altra giornata di guerra. Vera. La nuova Guida Suprema dell\u2019Iran non si mostra. Mojtaba Khamenei resta invisibile mentre la guerra iniziata il 28 febbraio continua a ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente e ad alimentare tensioni che arrivano fino ai mercati energetici globali. Il figlio dell\u2019ayatollah Ali Khamenei \u2014 ucciso nei primi raid della campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele \u2014 non \u00e8 ancora apparso in pubblico. \u00c8 ferito, secondo alcune fonti sarebbe in un luogo protetto. Il mistero sulla sua condizione e sulla sua reale capacit\u00e0 di guidare il Paese resta fitto e apre un interrogativo che circola anche negli ambienti diplomatici: chi comanda davvero oggi in Iran? Per ora la sua voce arriva solo attraverso la televisione di Stato, che ha letto il primo messaggio politico dopo la nomina da parte dell\u2019Assemblea degli Esperti. Un testo che suona come una sfida diretta a Donald Trump e come un manifesto della linea di Teheran: nessuna apertura, nessun compromesso, la guerra continua. \u201cMio padre, mia madre, mia sorella, mio figlio, mia nipote e mia moglie sono stati martirizzati. Ma rimarr\u00f2 paziente. Sopporter\u00f2 il dolore e vendicher\u00f2 il sangue dei martiri\u201d, dice l\u2019ayatollah, che ha atteso quattro giorni dalla sua designazione prima di far sentire la propria voce. Le parole, anche quando restano sul piano pi\u00f9 generico, chiariscono la direzione politica: l\u2019Iran non intende fare concessioni e sono gli altri a doversi adattare alle condizioni poste da Teheran. A cominciare dagli Stati Uniti. In questo scenario il petrolio diventa uno degli strumenti centrali della strategia iraniana. La guerra ha gi\u00e0 provocato un aumento vertiginoso del prezzo del greggio e la chiusura dello Stretto di Hormuz resta la leva con cui Teheran prova a esercitare pressione sull\u2019Occidente. \u201cLa chiusura dello Stretto di Hormuz deve rimanere uno strumento di pressione\u201d, ha affermato l\u2019ayatollah in uno dei passaggi pi\u00f9 rilevanti del suo intervento, lasciando intendere che la linea iraniana rester\u00e0 quella di impedire il passaggio di \u201cneanche una goccia di petrolio\u201d dal Golfo. L\u2019effetto sui mercati \u00e8 stato immediato. Il barile ha superato i 100 dollari e le prospettive delle economie occidentali sono tornate improvvisamente pi\u00f9 incerte. Nelle stesse ore Trump ha provato a minimizzare l\u2019impatto: \u201cGli Stati Uniti sono il pi\u00f9 grande produttore di petrolio al mondo; quindi, quando il prezzo del petrolio sale, noi facciamo un sacco di soldi\u201d. In realt\u00e0 il blocco di Hormuz rischia di pesare anche sui consumatori americani, costretti a fare i conti con l\u2019aumento del prezzo della benzina al gallone. Teheran potrebbe inoltre giocare la carta del divide et impera: consentire il passaggio delle petroliere ad alcuni Paesi e bloccarlo ad altri, creando fratture tra gli alleati occidentali e minando il fronte di sostegno ai nemici dell\u2019Iran. Nel messaggio della nuova Guida Suprema non c\u2019\u00e8 alcuno spiraglio di dialogo con Israele e Stati Uniti. Al contrario, Khamenei ha giurato esplicita vendetta per i \u201cmartiri\u201d, facendo riferimento anche al drammatico attacco alla scuola elementare \u201cShajareh Tayyebeh\u201d di Minab, dove un missile ha ucciso 165 persone, molte delle quali bambine. L\u2019ayatollah lo ha definito \u201cun crimine deliberatamente commesso dal nemico\u201d. Proprio mentre negli Stati Uniti venivano diffusi i risultati preliminari dell\u2019inchiesta sull\u2019episodio: secondo le prime conclusioni la scuola sarebbe stata colpita da un missile Tomahawk dopo essere stata erroneamente indicata come struttura militare da informazioni di intelligence non aggiornate. Il messaggio di Mojtaba Khamenei si rivolge anche ai Paesi del Golfo e mira a isolare Washington nella regione. La nuova Guida Suprema ha lanciato un monito diretto agli Stati che ospitano basi militari americane, intimando di chiuderle \u201cimmediatamente\u201d o gli attacchi continueranno. Un avvertimento che riguarda Emirati Arabi, Kuwait, Qatar, Bahrain e Oman, mentre verso l\u2019Arabia Saudita il tono \u00e8 rimasto pi\u00f9 sfumato. \u201cLa pretesa americana di garantire sicurezza e pace era solo una menzogna\u201d, ha scandito Mojtaba, precisando per\u00f2 che gli obiettivi dell\u2019Iran sono soltanto le basi statunitensi e non i Paesi che le ospitano. Alle monarchie petrolifere ha rivolto anche parole pi\u00f9 concilianti, assicurando che Teheran \u201cnon cerca di stabilire dominio o colonialismo nella regione ed \u00e8 pienamente pronta a costruire unit\u00e0 e a intrattenere relazioni calde e sincere di reciproca amicizia con tutti i suoi Paesi vicini\u201d. Il discorso contiene anche un passaggio rivolto all\u2019interno del Paese. La nuova Guida Suprema ha espresso \u201csincera gratitudine\u201d ai movimenti del cosiddetto \u201cFronte della Resistenza\u201d, citando Hezbollah in Libano, gli Houthi nello Yemen e le milizie filo-iraniane in Iraq. Sono, ha detto, i \u201cnostri migliori amici e parte integrante dei valori della Rivoluzione Islamica\u201d, parole che confermano la centralit\u00e0 della rete di alleati armati costruita negli anni da Teheran. In uno dei passaggi pi\u00f9 delicati del messaggio, Khamenei ha richiamato l\u2019eredit\u00e0 politica del padre Ali Khamenei e del fondatore della Repubblica islamica, l\u2019ayatollah Ruhollah Khomeini. \u201cPrendere il loro posto \u00e8 un compito molto difficile\u201d, ha ammesso, parlando della \u201cmontagna di fermezza\u201d costruita in decenni di leadership. Il riferimento arriva in un momento in cui il regime ha dovuto affrontare anche tensioni interne. All\u2019inizio dell\u2019anno il Paese \u00e8 stato attraversato da massicce proteste represse nel sangue e sui social network alcuni video hanno mostrato cittadini che hanno accolto gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro il regime come una liberazione. Nel tentativo di mostrarsi vicino alla popolazione, Mojtaba Khamenei ha sottolineato la dimensione quasi casuale della sua ascesa al potere: \u201cHo saputo della mia nomina dalla tv, come tutti gli altri cittadini\u201d. Intanto il conflitto continua ad avere effetti anche sulle missioni militari occidentali nella regione. Il contingente italiano sta lasciando Erbil, almeno temporaneamente. Secondo quanto risulta al Foglio, il governo ha gi\u00e0 fatto rientrare in Italia 102 militari, mentre altri 75 sono stati trasferiti in Giordania e 141 si stanno organizzando per una sistemazione provvisoria. La decisione \u00e8 arrivata dopo ore di consultazioni a Roma e ha coinvolto anche la leader del Pd, Elly Schlein. \u201cMi ha telefonato la presidente Meloni, siamo rimaste d\u2019accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che \u00e8 necessario in una situazione, quella che riguarda il conflitto in medio oriente, molto preoccupante, anche in riferimento all\u2019attacco che c\u2019\u00e8 stato alla nostra base a Erbil\u201d, ha detto la segretaria dem a Venezia, a margine di un incontro sul referendum. La scelta segue l\u2019attacco con droni contro la base italiana di Singara, nel Kurdistan iracheno, rivendicato da una milizia filo-iraniana. L\u2019azione non ha provocato vittime, ma ha segnato un ulteriore passo nell\u2019allargamento del conflitto e nella crescente vulnerabilit\u00e0 delle installazioni occidentali nella regione. Il Medio Oriente resta cos\u00ec sospeso tra escalation militare e guerra economica, mentre la nuova Guida Suprema dell\u2019Iran continua a parlare da lontano, senza mostrarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco Lodige<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la prima vittima tra i soldati europei. \u00c8 francese. A darne l\u2019annuncio \u00e8 stato lo stesso Emmanuel Macron: il sergente maggiore Arnaud Frion \u00e8 stato ucciso durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Il contingente francese si trova nell\u2019area, come i soldati italiani presi di mira ieri, per combattere il terrorismo dell\u2019Isis. 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